lunedì 25 luglio 2011

Indizi per l'enigma

Ringraziando intanto i pochi coraggiosi (anzi, poche coraggiose) che hanno provato ad identificare i due quadri di cui ho fatto vedere un particolare nel post precedente, adesso vi dò qualche indizio più concreto per aiutarvi a trovare la soluzione. L'enigma non è per niente semplice, si tratta di quadri non eccessivamente famosi, tranne se siete proprio appassionati di arte, e in particolare di arte italiana.

Innanzitutto riassumo gli indizi che ho scritto rispondendo ai commenti al post precedente:
  • si tratta di una corrente artistica che, quanto allo stile, ha di gran lunga superato la propria epoca ed ispirato correnti più recenti (il surrealismo in particolare, aggiungo adesso);
  • sono entrambi quadri italiani;
  • si trovano entrambi a Firenze, il secondo alla Galleria degli Uffizi;
  • tutti e due hanno un soggetto religioso, il secondo raffigura una scena dall'Antico Testamento.
Adesso vi faccio vedere un pezzo più grande dei due quadri in questione. Il primo:


Il secondo:
 
E aggiungo alcune informazioni che possono essere d'aiuto:
  • la corrente artistica in questione è apprezzata soltanto dagli inizi del Novecento, il suo nome in origine aveva una valenza dispregiativa;
  • i due quadri non sono opera dello stesso pittore, ma entrambi i pittori sono toscani, quasi coetanei, e sono diventati famosi con un soprannome;
  • il corpo di Cristo nel primo quadro e la gamba muscolosa che si vede nel secondo non vi ricorda lo stile di qualcuno?!?
Che bello che ci possono essere ancora degli enigmi che non si possono risolvere con l'aiuto di Google! :)

venerdì 22 luglio 2011

Due enigmi da risolvere

Passando un pomeriggio libero in giro per Firenze ho (ri)scoperto un quadro con un particolare curioso. Spaventoso ed angosciante, direi. Voi lo riconoscete? Sono curiosa se riuscite a indovinare il pittore o almeno la corrente artistica. E già che ci sono condivido con voi un altro particolare, di un altro quadro, che si trova sempre a Firenze. Non vi rivelo la collocazione dei due quadri (non si trovano nello stesso posto), ma vi dico che fanno parte della stessa corrente artistica. Quale? E chi sono gli autori?

Se non sapete la risposta, provate a tirare a indovinare! :)

Particolare n.1

Ed ecco il secondo:

Particolare n. 2

sabato 16 luglio 2011

Matrimonio comparato - Il rito

Ho promesso un post sui preparativi del mio matrimonio italo-ungherese. Premetto che rimarrò sul generico, perché preferisco tenere per me e per i nostri cari i dettagli più personali di questo evento importante. A voi poi potrebbe interessare di più una comparazione tra le tradizioni dei nostri due paesi. Purtroppo non posso includere nella comparazione il matrimonio svedese, non conoscendolo abbastanza bene. Ho partecipato ad uno l'estate scorsa, a Gränna, del mio collega italo-svedese con una ragazza svedese, ma non è sufficiente per poter dire che conosco le tradizioni svedesi (comunque se ne volete sapere qualcosa, vi consiglio questo post di Daniele.)

Ci sarebbe davvero tanto da dire, un milione di regole e usanze legate all'istituzione matrimoniale, quindi ho deciso di scriverne due post, senza alcuna pretesa di completezza. Uno sul rito e un altro sulla festa, le due fasi principali del grande giorno. (E ho già raccontato delle usanze relative alle fedi qui.)


Quanto alla prima parte, mi limito a fare una comparazione del rito civile. Prima di tutto perché quello religioso cattolico credo che segua le stesse regole in tutti i paesi, e poi perché ne so davvero poco. Al contrario di quel che possa sembrare, dopo tutte le immagini di santi, madonne e bambin Gesù sul mio blog, non sono affatto una persona religiosa (mi definisco agnostica). Anzi, c'è di più: non sono neanche battezzata! Di conseguenza, neanche i miei genitori mi spingono a sposarmi in chiesa (dato che sono stati loro a non avermi battezzata...).

Le differenze tra Italia e Ungheria nel rito civile derivano tutte dal fatto che il mio è un paese ex socialista in cui fino a vent'anni fa la regola era il matrimonio civile, e solo chi ci teneva veramente andava a sposarsi in chiesa. Inizialmente credo che fosse addirittura vietato sposarsi in chiesa, poi dalla metà degli anni Cinquanta (grazie a una graduale apertura politica ed economica dopo la rivoluzione del '56) veniva tollerato. Insomma, in mancanza del matrimonio religioso pomposo, si cercava di rendere il rito civile più solenne e più spirituale. La differenza dall'Italia è, quindi, che in Ungheria pure nell'ambito del rito civile si sono formate diverse usanze che si possono definire tradizioni (dipende quanto tempo ritenete necessario perché un'usanza possa chiamarsi tradizione...), e diverse tradizioni di origine religiosa (cristiana) si sono trasferite nel rito civile. Così la sposa è vestita di bianco, spesso con il velo (mentre dagli amici italiani ho sentito dire che in comune il velo non si usa).

Anche dal punto di vista legale c'è una differenza tra i due paesi. In Ungheria c'è una separazione netta tra Stato e Chiesa, e in nessuna circostanza il prete legge gli articoli del codice civile e funge da funzionario dello stato (ma in realtà gli articoli del codice civile non vengono letti neppure in Comune, mi pare). Se uno vuole sposarsi in chiesa è comunque obbligato a rifare il rito civile in Comune (anzi, generalmente si fa prima quello civile e poi quello religioso). Naturalmente lo si può fare in una forma semplificata e senza invitati, la presenza di due testimoni però è obbligatoria lo stesso (al contrario dell'Italia). Moltissime coppie ungheresi però scelgono di fare entrambi i riti nello stesso giorno e, magari scegliendo due posti non lontani l'uno dall'altro, dal municipio con tutto l'ambaradan si avviano verso la chiesa. Questo "trasferimento" si chiama nászmenet, ovvero corteo nuziale. Il corteo nuziale originalmente partiva dalla casa della sposa (dove la mattina lo sposo doveva chiedere la sposa da suo padre, il c.d. kikérés), e arrivava in chiesa. Insomma, in questi matrimoni gli invitati assistono ad entrambi i riti.

Ma com'è poi il rito civile in un comune ungherese? Prima entrano in sala gli invitati, poi gli sposi, insieme (ma ho sentito di spose che si fanno accompagnare dal padre come se fossero in chiesa). I rispettivi genitori si siedono dietro lo sposo e la sposa davanti alla prima fila, perché fa parte del rito il ringraziamento ai genitori, momento in cui gli sposi consegnano un fiore ai propri genitori (a volte i padri ricevono una bottiglia di vino e non dei fiori) ringraziandoli per tutti gli sforzi e tutto l'affetto ricevuto e in segno di congedo. Tutta la cerimonia è accompagnata da una musica di sottofondo che può essere scelta liberamente (e in quel caso portata) dagli sposi. Un'usanza comune anche accendere una candela per la sposa e una per lo sposo che a fine cerimonia useranno per accendere una terza candela, come simbolo del fatto che due vite si uniscono e ne nasce una fiamma nuova (questo per esempio noi non lo faremo). Poi naturalmente ci sono altre optional, come possono essere la recita di una poesia d'amore o un bel canto. Il tutto si conclude in massimo trenta minuti.

Anche in Ungheria si usa aspettare gli sposi davanti al municipio (o la chiesa) gettando riso e lanciare il bouquet della sposa tra le invitate nubili. La cerimonia si svolge quasi sempre di pomeriggio perché poi è seguita dall'immancabile festa con musica e danza fino all'alba. Ma questo sarà oggetto di un altro post...

domenica 3 luglio 2011

Praga vs Budapest

Durante il viaggio in macchina dalla Svezia verso l'Ungheria finalmente ho avuto l'occasione di visitare Praga. Era proprio di strada. Ecco la nostra rotta compiuta in quattro giorni con le nostre tappe: A - Örebro, B - Rostock (con traghetto da Trelleborg), C - Praga (una serata e una mezza giornata di passeggiata), D - Bratislava (in ungherese Pozsony, solo una serata), E - Sopron (breve sosta e visita a un mio amico, compagno dell'università), F - Kaposvár (la città in cui sono cresciuta e dove tuttora vivono i miei). Totale: 2000 km.



Da tempo che l'idea di visitare Praga mi stuzzicava. Non solo perché forse ero rimasta l'ultima ungherese su questa terra che non l'aveva ancora visitata (infatti, anche questa volta era piena di ungheresi), ma anche perché è un classico mettere a confronto la capitale ceca e quella ungherese. Sono le due mete turistiche più popolari dell'Europa dell'Est. Basta digitare su Google "Budapest vs Praga" e trovate un sacco di pagine che discutono questo confronto. C'è chi preferisce l'una, c'è chi preferisce l'altra. Ora finalmente posso dire la mia.

Praga è bellissima, e io ne sono rimasta folgorata! Come scrissi sull'altro blog (ormai 4 anni fa), secondo me certe città hanno l'anima. La senti nell'aria, già nell'avvicinarti a queste città. Praga è decisamente tra queste. Ho sentito la sua anima già nella periferia, appena entrati in città. Non c'era bisogno di Ponte Carlo o Piazza Venceslao. Praga per me è stata una sorpresa, perché mi aspettavo una città vetrina, ormai completamente occidentalizzata. Niente di più sbagliato. E' una città vivissima, piena di storia. Sarà forse dovuta alla mia consapevolezza della storia dell'Europa dell'Est, ma Praga aveva proprio l'atmosfera di una città dal passato sofferto, dalla libertà combattuta. Si percepisce molto anche il passato socialista.

Insomma, mi sono subito sentita a casa! Siamo capitati in un albergo in pieno stile szocreál (come si dice in ungherese), cioè di realismo socialista, in cui il signore della reception, sulla sessantina, vestito come se fossimo ancora negli anni Ottanta (occhiali compresi), quando ha visto il mio passaporto ungherese, ha iniziato a parlarmi nella mia lingua! Allora... non mi capita spesso sentire degli stranieri parlare in ungherese, anzi, è un evento alquanto eccezionale. E lo parlava davvero decentemente. Con forte accento, ma con una buona proprietà di linguaggio, e forse non con le parole più giuste, ma è riuscito a spiegarmi tutto quello che voleva. Mi ha detto che in epoca socialista andava sempre in vacanza a Siófok, al lago Balaton in Ungheria (sarebbe da scrivere un post a parte sulle vacanze all'interno del blocco sovietico...). Tanto di cappello se è riuscito a imparare l'ungherese semplicemente andandoci in vacanza! Nell'albergo in questione in camera c'era l'immancabile moquette, arredamento di stile szocreál anni Ottanta e dei tappeti uguali a come ce l'aveva mia nonna fino a dieci anni fa. (Ma vendevano un solo tipo di tappeto in tutto il blocco sovietico?!?) Che strana sensazione che era... Ero a casa e non ero a casa. Mi sembrava tutto così familiare, ma allo stesso tempo parlavano una lingua che non c'entra niente con la mia. Mai sentito così forte il legame con gli altri paesi dell'Europa centro-orientale (ho il sospetto che avrei la stessa sensazione in Polonia, se è possibile ancora più forte).

Che dire del confronto Praga-Budapest? Ascoltando le persone che hanno visitato tutte e due, e curiosando un po' sui forum su internet, vedo che la scelta è molto soggettiva. Non c'è una più bella o più interessante in assoluto. Dipende un po' da cosa cerchi e da cosa ti capita. In generale ho notato che gli americani preferiscono Praga, dicendo che è più bella, mentre i giovani italiani preferiscono Budapest quando si tratta di andare a divertirsi e vivere la città di notte. Come sapete, io di Budapest sono innamorata, e sono di parte. Per me il Danubio e il panorama che offre sulla città è assolutamente magico che mi ha sempre affascinato ed emozionato. A Budapest in più c'è il mio popolo che parla la mia lingua. In generale credo Budapest e Praga offrino la stessa ricchezza di storia e di monumenti e abbiano lo stesso fascino. Quello che a Budapest non si può più trovare, è il centro medievale che a Praga invece fortunatamente è sopravvissuto alla seconda guerra mondiale. Per il resto in molte parti della città mi sembrava di essere a Budapest.