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mercoledì 5 settembre 2012

Succede pure in Svezia

Episodio n. 1
Mentre eravamo in ferie (a luglio) ci hanno rubato le bici. Dal garage. Erano pure chiuse con un lucchetto.

Episodio n. 2
L'altra settimana sono rimasta bloccata sul treno per tre ore per un guasto tra Örebro e Göteborg. Senza luce (e dopo un po' è venuto buio) e senza poter scendere o aprire finestre.

però

Vi racconto anche come si risolvono queste situazioni in Svezia. Non per farvi invidia, ma per testimoniare che si può fare anche così. Che non è un'utopia.

Soluzione n. 1
Raccontando il fatto a una collega svedese vengo a sapere che se abbiamo l'assicurazione per la casa copre anche il furto delle bici. L'assicurazione è inclusa nel nostro contratto di affitto, quindi ce l'abbiamo. Per 50 corone (circa 5 euro) al mese. Prima di tutto però dobbiamo denunciare il furto alla polizia. Avendo imparato dalla volta precedente (vedete questo post) che la polizia nel weekend è chiusa, e pure questa volta è fine-settimana naturalmente, vado sul sito della polizia per vedere dove e quando posso fare una denuncia. Scopro che posso farla comodissimamente da casa, online, compilando un modulo. Così facciamo. 
Con il modulo stampato lunedì mattina ci presentiamo alla nostra compagnia di assicurazione, spiegando l'accaduto. La signora ci spiega che c'è una franchigia di 1500 corone, ma il valore eccedente questa somma ci verrà pagato. Noi in realtà abbiamo la prova di aver mai posseduto una bici solo per una delle due bici, quella di Gabriele di cui abbiamo ancora scontrino e il librettino delle istruzioni. La mia invece l'ho comprata usata e non ho più lo scontrino. Non mi ricordo neanche di che marca fosse, figuriamoci. La signora non batte ciglio e scrive sulla richiesta il valore di entrambe le bici: 2385 corone (circa 250 euro). Ci lascia il suo indirizzo mail al quale scrivere il nostro numero di conto corrente. Tre giorni dopo trovo 885 corone sul conto.

Soluzione n. 2
Annunciano subito che abbiamo un problema con un cavo elettrico e che stanno arrivando i tecnici per risolvere il problema. Dopo che la luce viene staccata, il controllore passa continuamente su e giù per tenere la gente informata. Dopo più di un'ora passata al buio totale (all'inizio era ancora giorno per fortuna), fanno fermare un altro treno per Göteborg sul binario accanto, ci evacuano e ci fanno salire sull'altro treno. Il tutto nel giro di 10-15 minuti. Due ragazzi aiutano la gente scendere e salire con le valigie. Sono le 22 e mezza. Alle 20 saremmo dovuti essere a Göteborg. Sul secondo treno dopo un po' fanno l'annuncio: i passeggeri del treno evacuato possono passare alla carrozza ristorante e servirsi da solo, gratis. Vado a prendere un panino e una bottiglietta d'aqua. La gente praticamente svuota il buffet, ma nessuno prende più di due cose. Arriviamo a Göteborg alle 23.
Non so se in questi casi si può chiedere il rimborso del biglietto o meno. Non mi sono informata. (Non ci sono stati annunci al riguardo.)

martedì 11 gennaio 2011

Appunti sparsi di viaggio /1

In questi venti giorni che sono stata via ho girato e visto tanto che sarebbe difficile raccontare tutto in un post. Ci sono però alcune esperienze e pensieri di questo periodo di feste che vorrei condividere con voi. Episodi scollegati tra loro.

Per primo il viaggio di andata. E' subito cominciato con una spiacevole avventura, finita bene. Da Örebro devo prendere due treni e un pullman per arrivare all'aeroporto di Skavsta (per queste tre settimane ho preferito lasciare la macchina a casa nel parcheggio sotterraneo). Il primo treno mi ha portato a Hallsberg ad appena 25 km da Örebro dove passa un'altra linea importante verso Stoccolma. E subito lì l'intoppo. Il mio treno per Stoccolma è stato cancellato. Niente panico. Sono partita con abbastanza anticipo avendo messo in conto questi possibili inconvenienti (vengo dall'Italia, dopotutto). E la biglietteria mi rilascia un biglietto per il prossimo treno senza battere ciglio, pur essendo un X2000 (la Frecciarossa svedese) mentre io ho un biglietto per un semplice treno regionale. Senza sovratassa chiaramente.

Ma neanche il famoso X2000 arriva... e il ritardo previsto aumenta sempre di più sul tabellone. Allora anche in Svezia succedono queste cose? (Spesso sento parlare male delle ferrovie svedesi.) Inizio a preoccuparmi, e vado al banco informazioni per farmi suggerire una soluzione alternativa (un pullman per esempio). Spiego alla signora che ho il volo la sera da Skavsta, e lei mi accompagna da un ragazzo, un altro passeggero (polacco) nella stessa mia situazione. Mi spiega che per non perdere il volo scenderemo a Flen e da lì prenderemo un taxi per l'aeroporto (circa una mezz'oretta) a spese delle ferrovie.
Così attendiamo insieme, ma l'X2000 (che farebbe una fermata non prevista a Flen proprio per i passeggeri che hanno perso il treno regionale cancellato) non arriva e accumula sempre più ritardo. (Chissà poi perché... faceva freddo ma non stava nevicando. C'era un cielo limpido.) Il mio compagno di sventura, che ha il volo molto più presto di me, inizia ad agitarsi, e decide di andare a convincere gli addetti di chiamarci un taxi. Et voilà! Il signore della biglietteria chiama un taxi per noi che dalla stazione di Hallsberg ci porta direttamente all'aeroporto. 140 km. Il tutto a spese delle ferrovie svedesi. Non con un rimborso che arriva dopo un anno. Il tassista  seleziona l'opzione "clienti della ferrovia" nel tassametro e noi non paghiamo una lira. (Comunque il costo l'ho visto. Più di 2000 corone.) Proprio come sarebbe successo in Italia o in Ungheria...
Dopo un lieve infarto causato dai 110 km orari su una strada statale in -10 (si vede che i tassisti sono uguali dappertutto), sono arrivata in aeroporto con largo anticipo. Il ragazzo polacco invece ce l'ha fatta a prendere il suo volo a pelo.

Folyt. köv. (continuo...)



(La foto è stata scattata a Balatonszemes, in Ungheria, a novembre.)