sabato 29 gennaio 2011

L'immagine dell'Italia all'estero

Vedo sempre più spesso gli amici italiani preoccupati per l'immagine dell'Italia all'estero, sempre più post su Facebook che riportano articoli della stampa estera che scrivono degli scandali politici italiani o raccontano della fuga dei giovani dall'Italia. Mi dispiace ogni volta che gli italiani vengono presi in giro per questioni politiche o per la mafia, ma non credo che la gente non sia capace di fare distinzione tra politica e il resto della cultura. E non credo proprio che l'immagine dell'Italia all'estero sia negativa.

Perché mi è venuto in mente questo discorso? Oggi mentre facevo un giro in centro, nella vetrina di un negozio ho finalmente visto un vestitino carino che mi è piaciuto subito. (Lo dico tra parentesi che in una cittadina svedese la scelta dei vestiti non è neanche lontanamente paragonabile a una cittadina italiana, non tanto per la quantità che per la qualità e la varietà.) Visto che il vestito in questione era pure in saldo ancora, sono entrata nel negozio a provarlo. Guardando l'etichetta cosa vedo? MADE IN ITALY. Ecco. E a parte questo, posso dire che non c'è una, ma una singola via in una qualsiasi cittadina di questo paese dove tu non possa trovare una parola italiana scritta da qualche parte. Che sia un parrucchiere, un negozio di scarpe o una caffetteria, l'uso di termini italiani è estremamente diffuso. E non si tratta sempre di immigrati italiani. A riprova di questo i numerosi errori, tipo 'capuccino', 'ruccola', ecc. Concludendo: sembra che l'italiano faccia proprio fico!

L'Italia non è il paese perfetto, l'economia e la politica vanno male, malissimo, d'accordo, ma ci sono tante altre cose che la gente vi invidia. Avete un gusto estetico e un palato davvero unico al mondo! Vi pare poco? Oggi sono passata davanti a un ristorante gestito da un italiano e ho visto affisso le locandine di corsi di degustazione di olio d'oliva e di vino e altri corsi che riguardavano la cultura italiana, organizzati dal Medborgarskolan (ovvero la "scuola dei cittadini"). Ho sentito dire che la lingua italiana è tra le più studiate in Svezia, e lo stesso si può dire dell'Ungheria. (Io ho iniziato a studiare italiano alle superiori come seconda lingua straniera...). Sembra che qui più gente studi italiano che francese.

Credo che gli italiani possano essere orgogliosi del proprio paese. La stessa cosa penso del mio paese, ma avendo vissuto tanti anni all'estero, ho dovuto imparare e accettare che vengo da un piccolo paese sconosciuto che la maggior parte della gente non sa neanche dove mettere sulla cartina. Prima non me ne ero resa conto. La mia lingua non la studia nessuno - ma proprio nessuno - all'estero, e non sapete quante volte ho sentito il lapsus "da te in Bulgaria" o "da te in Romania", e ho dovuto imparare a non dargli troppo peso. Per molta gente non fa differenza, e sono assolutamente in buona fede, ma confondere un ungherese con un rumeno, se uno conosce un minimo la storia della parte orientale dell'Europa, è assai ridicolo (lingua diversa, religione diversa e un attrito storico tra i due popoli, è come confondere i baschi con gli spagnoli o i turchi con i greci). Ma io non posso ogni volta fare una piccola lezione di storia, e ci passo sopra...

Adesso le cose stanno un po' cambiando. Negli ultimi dieci anni Budapest sta diventando sempre più turistica, quindi sempre più gente conosce anche il mio paese. E devo dire che per esempio il cibo ungherese qui ha un discreto successo. Proprio ieri da Willy's ho visto un banco intero di insaccati ungheresi (ungheresi nel senso che proprio importati dall'Ungheria), e il pane di tipo ungherese non manca mai in nessun supermercato svedese. Rimane comunque un po' di invidia per la popolarità della cultura italiana. Perché certamente non troverete mai nessuno in Europa che non sappia dove collocare l'Italia o che non conosca il nome di Michelangelo o di Leonardo, oltre che quello di Berlusconi...
(E non mi dite che l'Italia vive solo del suo passato, perché non è affatto vero. E' ancora piena di artisti  e di altre persone di grande valore, anche se forse non diventano più famosi all'estero come a un tempo.)

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Il quadro degli Uffizi in appendice

Questa volta vi faccio vedere un quadro che fu destinato a essere esposto in una sala di Palazzo Vecchio (la sala degli Otto di Pratica, incaricati della politica estera e militare di Firenze), e raffigura una sacra conversazione della Madonna con quattro santi legati alla città di Firenze: San Giovanni Battista (santo patrono della città), San Vittore, San Bernardo e San Zanobi.
Una curiosità del dipinto è la sua datazione precisa: 22 febbraio 1485 che potete leggere sul gradino in basso, e che in realtà significa 22 febbraio 1486, dato che a Firenze (e poi nel Granducato di Toscana) fino al Settecento l'anno ufficialmente iniziava il 25 marzo (il giorno dell'Annunciazione, quindi della concezione di Gesù).

Filippino Lippi, Pala degli Otto (1486)

E i miei particolari: 1. il Bambino che sfoglia un libro:

2. Il velo trasparente nella mano di San Zanobi:


3. Le conchiglie e pesci in rilievo sul basamento del trono:


giovedì 27 gennaio 2011

Chiavi di ricerca bis

Continuo a seguire le chiavi di ricerca tramite le quali la gente arriva sul mio blog. In un post vi ho già svelato e commentato quelle più interessanti dei primi mesi, adesso vorrei rispondere a quelle degli ultimi due mesi. Ovviamente via via che il blog si arricchisce anche le chiavi di ricerca diventano sempre più numerose e diverse. Provo nuovamente a raggrupparle in base all'argomento.

Domande sulla Svezia

- cosa fare a kristinehamn: buona domanda... nelle piccole cittadine svedesi non credo ci siano tante cose da fare. A Kristinehamn ci sono stata solo di passaggio per vedere la statua di Picasso nel porto e ne ho raccontato qui. (Comunque ho sentito parlare anche di una bella piscina.)
- quante ore di luce durante lanno ci sono a stoccolma: non saprei quantificare, ma vi sorprenderete se vi dico che non molto meno che in Italia. D'estate ci si rifa alla grande! (Almeno credo... Attendo conferme dagli stoccolmesi.)
- lavorare come parrucchiere a stoccolma: beh, quando dite che la fuga dall'Italia ormai non riguarda più solo i laureati, si vede che è vero proprio!
- quanto costa mangiare fuori a stoccolma gennaio 2011: se vuoi un ristorante buono, allora credo tanto, e di più che in Italia. Comunque ecco un link.
- perchè il sole sorge prima in svezia: sorge prima soltanto da aprile a ottobre, non certo adesso. E semplicemente perché in quel periodo le giornate sono più lunghe. Iniziano prima e finiscono più tardi.
- miti sulla svezia da sfatare: io ho scritto di quello del buio qui
- le ore lavorative alla sab in svezia: i negozi sono aperti fino alle 16, i supermercati fino a tardi la sera, per il resto il sabato credo che non lavori nessuno (uffici, scuole, ecc.). O forse ti riferivi alla Saab?!?
- caldaie che si usano in scandinavia: non si usano. è tutto centralizzato (ne ho scritto qualcosa qui)
- a che ora mangiano gli svedesi: ahimè prestissimo. ho dei problemi soprattutto col pranzo. non ce la faccio a farmi venire fame per le 11.45... 

Domande relative alla lingua ungherese

- neve in ungherese: si dice "hó", e la h si pronuncia (come in inglese). Curiosità: le stesse due lettere (hó) possono significare anche "mese" (è la versione breve della parola "hónap").
- significato di boldog új évet kívánunk: qualcuno semplicemente ti ha fatto gli auguri. significa "auguriamo felice anno nuovo".
- cosa vuol dire la parola magiaro: magiaro o "magyarok" è come ci definiamo noi. Non c'è un equivalente di "ungherese" in ungherese che invece deriva da "unno" a causa della diffusa confusione che si fa tra unni e magiari. Credo che il rapporto tra i due popoli non sia del tutto chiaro. Attila e gli unni vissero nel Bacino dei Carpazi nel V secolo, mentre i magiari arrivarono alla fine del IX secolo sotto la guida di Árpád. Il nostro paese nella nostra lingua si chiama "Magyarország"...
- dizionario etimologico ungherese: ce n'è uno abbastanza nuovo, ma ovviamente è in ungherese. Ecco il link. Online non credo che esista invece.
- accento budapest: non esiste un accento di Budapest, o per lo meno non più. I dialetti ungheresi (non paragonabili ai dialetti italiani, in quanto ci sono delle differenze molto più leggere) stanno scomparendo. Ci sono sempre meno persone che parlano con una cadenza particolare. (Io ne conosco poche.)

Altre chiavi di ricerca relative all'Ungheria

- italiano in ungheria blog: eccone uno molto interessante che, non essendo un blog tradizionale, purtroppo non sono riuscita a mettere nel blogroll.
- un secondo piatto ungherese in casa: ecco una pagina con diverse ricette. Vi consiglio anche i primi (per noi sempre liquidi, anche se spesso densissimi), molto ricchi e buoni.
- il mio fidanzato è ungherese: l'altra volta è stato uno a conoscere una ragazza ungherese, adesso una ragazza ad avere il fidanzato ungherese, che dire... sono contenta per voi ragazzi!

Varie

- emilia rydberg morta: no no, per niente. Invece ho scoperto che ha iniziato una storia con quel cantante ungherese con cui aveva fatto quella canzone (chi ricorda il post sulla musica svedese). L'ho letto in un giornale (se si può definirlo giornale...) quando ero in Ungheria. Fonte affidabilissima quindi... ;)
- nomi delle bambole che facevano pipì negli anni 80: passo...
- quadrilingue infanzia: è la mia preoccupazione per i miei futuri rampolli...
- la vita è bella in quante lingue: spero in tutte! in ungherese si dice "szép az élet".
- capelli ricci storia: esiste anche una "storia dei capelli ricci"?!? oppure cercavi dei capelli ricci storici? :)

And the winner is... non può essere altro che la chiave di ricerca "pasta" che ha stravinto con 85 ricerche in soli due mesi! :)
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Il quadro degli Uffizi in appendice

Un bel quadro del Primo Rinascimento di Domenico Veneziano, una Madonna in trono con Bambino e santi del 1445. Da sinistra: San Francesco, San Giovanni Battista, San Zanobi e... Santa Lucia! Sì, (l'unica) santa svedese! E questo perché il quadro fu destinato all'altare della chiesa di Santa Lucia dei Magnoli che si trova a Firenze in via de' Bardi in Oltrarno.
Nella Galleria si trova accanto alla famosa Sant'Anna Metterza di Masaccio e Masolino che, invece, è doveroso far vedere ai turisti per iniziare a spiegare il Rinascimento.


E il particolare: le aureole trasparenti! Ecco quella di Santa Lucia:


martedì 25 gennaio 2011

Quel (poco) che ho capito della politica

"L'argomento migliore contro la democrazia è una conversazione di soli cinque minuti con l'elettore medio." (Winston Churchill)

Forse sono un elettore medio anch'io... Durante le feste sono stata sia in Ungheria che in Italia, e non ho potuto non sentire alcune notizie di politica. E in nessuno dei due casi sono state fonte di serenità, devo dire. Non seguo la politica, ma certe notizie non puoi non sentire. Non la seguo più, ma non è sempre stato così. C'è stato un breve periodo tra la fine del liceo e l'inizio dell'università che la politica mi appassionava. Al primo anno dell'università ho frequentato un intero corso di scienze politiche solo per il fascino che la materia (e il professore, un personaggio famoso che partecipava spesso ai dibattiti televisivi) esercitava su di me, senza che poi risultasse in alcun modo nel mio libretto universitario (dato che non era un corso di giurisprudenza). Poi dal secondo anno, quando abbiamo cominciato a studiare anche materie prettamente giuridiche, la mia attenzione si è spostata verso il diritto penale e la criminologia (e poi da lì la strada fino al diritto comparato è stata lunga, ma ora non mi dilungo su questi dettagli). Non è stata però solo una distrazione. E' stata anche una lenta disillusione. E certamente non sono stata l'unica a disilludermi. Negli anni Novanta in Ungheria era ancora facile appassionarsi alla politica, erano tutti ottimisti e fiduciosi nella libertà riacquistata, ma poi sono entrati in funzione le dinamiche della politica normale, quella di una democrazia consolidata, insieme alle sue ipocrisie, demagogie e contraddizioni.

Non so voi, ma in me c'è una lotta in questi ultimi anni . Da un lato vorrei infischiarmene della politica e non seguirla, dall'altro lato sento il dovere di sapere cosa succede nei miei (nel mio caso due che ora stanno diventando tre) paesi, tanto più che sono un giurista e per di più giuspubblicista (cioè mi occupo di diritto pubblico). Ma allo stesso tempo mi rendo conto che non sono capace di comprendere tutte le dinamiche, per diverse ragioni. E in questo post vorrei raccontarvi proprio di questo. Di quel poco che ho capito della politica e che, appunto, non mi permette di capirla:

1. Nel nostro mondo globalizzato in molte questioni la politica locale (intendi nazionale) è impotente. Le dinamiche si sono amplificate e spesso si svolgono nell'arena internazionale, e soprattutto i paesi piccoli (come l'Ungheria) non hanno sufficiente potere per sottrarsi ad esse. Quindi le decisioni dei politici locali non sono affatto libere, ma soggette a pressioni esterne.

2. Lo stesso si può dire dell'economia. In un mondo capitalista l'economia non è del tutto sotto il controllo dei politici. Se poi si tratta di un mondo globalizzato come quello odierno... Pensate solo alla crisi economica generata dalle speculazioni finanziarie.

3. Sinistra e destra sono categorie ormai vuote, etichette che hanno perso il loro significato. Questo è vero sia in Italia che in Ungheria, ma forse in Ungheria ancora di più. I ruoli sono spesso invertiti, e usare le espressioni "sinistra" e "destra" invece di chiarire le idee le confonde.

4. Uno può dire che i politici sono eletti dalla gente, quindi se vuole li cambia. Ma io non credo proprio. La scelta è assai limitata. In un sistema democratico basato sui partiti, considerando le dinamiche interne dei partiti, difficilmente arriverà ai vertici la persona che merita di stare lì per davvero.

5. Infine, uno potrebbe "rifugiarsi" nelle valutazioni della stampa internazionale/estera, ma neanche questa è onniscente e ha le stesse difficoltà nell'analisi di una situazione, non trascurando poi il fatto che le notizie le arrivano pure filtrate. Come potrebbe uno straniero capire meglio la situazione di un paese e la realtà locale? Soprattutto nel caso di paesi con una lingua poco accessibile (come l'Ungheria ad esempio). Anche la stampa internazionale/estera  si affida generalmente a fonti locali, quindi la garanzia di obiettività non è maggiore neanche un po'. (Potrei citare un servizio del CNN sulla mia città nel 1996 quando sono arrivate le truppe americane alla vicina base militare per partire da lì a bombardare la Bosnia, il quale è stato a dir poco scandaloso, ma lasciamo perdere...)

6. E se non bastasse, l'opinione della gente sulle questioni politiche è spesso influenzata da fattori irrazionali o, meglio, emotivi. Come puoi convincere una persona a votare il partito successore dell'ex partito comunista se suo nonno è stato torturato dai comunisti durante la dittatura? E come fai a convincere una persona a votare il governo se è stato licenziato dal lavoro semplicemente perché c'è stato un cambio di governo e il nuovo governo voleva assicurare dei posti ai propri uomini?

Credo che di tutte queste complicazioni delle democrazie moderne sia sintomo anche il caso di Julian Assange e come lo stanno trattando. E poi non capisco come mai è stata proprio la Svezia a dargli la caccia. Proprio la Svezia, il campione europeo (se non mondiale) di trasparenza. Si vede che ogni paese ha le sue contraddizioni...
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Il quadro degli Uffizi in appendice al post

Questa volta una Crocifissione di Luca Signorelli del 1500. In realtà questo quadro ognitanto lo faccio vedere velocemente ai turisti, o comunque lo ammiro sempre di sfuggita passando davanti. E' la Maria Maddalena bionda più bella della storia dell'arte fiorentina!



Ma oltre alla figura di Maria Maddalena ha anche altri dettagli favolosi. Purtroppo non sono riuscita a trovare un'immagine di una risoluzione migliore, quindi posso riportarvi questi dettagli solo in una dimensione minuscola. Prima di tutto la lucertola che entra nel teschio ai piedi della croce. (Il teschio dovrebbe essere quello di Adamo, dato che secondo una credenza diffusa Gesù fu crocifisso sul monte dove fu sepolto il primo uomo.)


Poi un Castel Sant'Angelo di color rosa sul promontorio in alto a sinistra!


E, infine, il gruppo di uomini sulla destra che stanno togliendo dalla croce un altro condannato a morte:


Le dimensioni originali del quadro sono parecchio grandi (sarà alto circa due metri), quindi dal vivo questi dettagli possono essere osservati benissimo da una normale distanza.

Per una rassegna delle raffigurazioni di Maria Maddalena nella pittura vedete qui.

mercoledì 19 gennaio 2011

Quante lingue parli, tante persone vali

E' un detto ungherese. In realtà generalmente si dice "quante lingue parli tante persone sei" (ahány nyelvet beszélsz, annyi ember vagy), ma in italiano non suona molto bene.
Sono di madrelingua ungherese, ma penso in italiano, lavoro in inglese e sto studiando lo svedese. Anzi, ormai posso dire: sto imparando lo svedese! Il nuovo corso SFI è promettente. Gli insegnanti parlano in svedese tutto il tempo e ci fanno parlare. Uno di loro due, poi, è un ungherese della Transsilvania! Così non perde l'occasione di fare un po' di comparazione con la lingua ungherese ognitanto... :)
Ho già scritto un post su come la struttura grammaticale di una lingua influenzi il modo di pensare dell'uomo. Adesso vorrei invece scrivervi di alcune espressioni intraducibili da una lingua all'altra che ugualmente rivelano molto della mentalità e del modo di pensare di un popolo. In svedese per ora ne ho scoperto solo una: il verbo hinna che significa (anche) 'avere tempo per', 'fare in tempo a'. E' interessante che un verbo con questo significato non esiste né in italiano, né in ungherese, né in inglese. Lo trovo simpatico e molto utile!
Posso invece portarvi numerosi esempi italiani, dato che sono quelli che mi causano più problemi quando parlo in un'altra lingua, abituata come sono alle espressioni italiane. Per adesso ve ne racconto due (con alcuni amici ne avevamo già parlato una volta, mi ricordo).

"Mi sono spiegata?"

E' stata la professoressa di filologia ugrofinnica dell'Università di Firenze (con cui avevo collaborato per tradurre gli accordi di collaborazione con l'Università di Budapest, soprattutto per quanto riguarda la parte giuridica) a farmi notare questa espressione che del resto uso anch'io. Non c'è un'altra lingua europea in cui questa domanda si possa porre in questo modo. In tutte le altre lingue devi chiedere: "Hai capito? Did you get it? Érted?". E tra le due domande c'è una bella differenza. "Mi sono spiegata?" esprime umiltà da parte di chi parla, mentre "Hai capito?" porta in sé una certa arroganza. (Lei mi disse che è un'espressione di origine napoletana, se ricordo bene, ma smentitemi se non è vero.)
Secondo me in realtà anche nelle altre lingue ci può essere un modo più umile per chiedere se l'altra persona ha capito quello che volevamo dire. In ungherese per esempio è abbastanza comune la domanda: Világos? Cioè "è chiaro"? Ma non è proprio la stessa umiltà del "mi sono spiegata?".
(Curiosità: in ungherese il verbo 'spiegare', magyarázni, letteralmente significa "ungheresizzare", cioè mettere in ungherese. E questa è la nostra unica e ufficiale parola per dire 'spiegare', 'to explain'.)

"Ti faccio compagnia"

Ecco una cosa che vorrei spesso dire anche agli ungheresi, ma non ci riesco. Mi riferisco alla situazione in cui qualcuno mi invita a pranzo e io, avendo già mangiato, non voglio mangiare, ma faccio volentieri due chiacchere mentre lui o lei consuma il suo pasto. In ungherese devo dire: "vengo volentieri, ma io non mangio". Ma pure se voglio dire: "Faccio un salto al supermercato. Ti va di farmi compagnia?", in ungherese devo dire "Ti va di venire con me?". Non è proprio la stessa cosa, perché con l'espressione italiana rimarchi il fatto che hai voglia di compagnia. So che la differenza è leggera, ma io in queste occasioni mi blocco per un secondo cercando un'espressione che possa esprimere lo stesso concetto, e poi non la trovo e lo dico in un altro modo.

Per un esempio di parola ungherese intraducibile in italiano (élmény), invece, vedete un mio vecchio post sull'altro blog (vedete la "nota del traduttore").
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Il quadro degli Uffizi di oggi

Come promesso, un quadro in appendice al post. Questa volta in realtà vi faccio vedere addirittura due di quadri! L'argomento: i piedi dipinti dal Perugino. Sono spettacolari! A volte accenno ai turisti che possono riconoscere un Perugino da due cose: il colore della pelle e i piedi delle figure.

Pietro Perugino - Madonna con San Giovanni Battista e San Sebastiano (1493)
 
Chiamata anche "Pala di San Domenico" perché proveniente dalla chiesa domenicana di Fiesole. Guardate i piedi di San Giovanni, la gamba nuda di San Sebastiano e il braccio destro di San Giovanni. Da vicino sono dettagli meravigliosi!


 


E un altro quadro del Perugino, sempre dalla Galleria degli Uffizi: la Pietà (del 1494/95). I piedi di Cristo morto sembrano una fotografia!



domenica 16 gennaio 2011

Arteterapia

Nella prima settimana di gennaio passata in Toscana, tra gli impegni e incontri sono riuscita a ritagliarmi un pomeriggio per andare a zonzo in città e, soprattutto, per tornare alla Galleria degli Uffizi. Sebbene abbia fatto la guida lì dentro una cinquantina di volte, non riusciva mai ad annoiarmi. La scelta di frequentare il corso di guida turistica della Provincia di Firenze (durante il secondo anno del dottorato) è stata una delle decisioni migliori degli ultimi anni della mia vita. Scoprire ed iniziare a comprendere l'arte mi ha completamente cambiata la visione dell'ambiente, soprattutto vivendo in una città come Firenze (ne avevo già scritto sull'altro blog qui più di due anni fa). Da completa ignorante che ero fino all'età di 26 anni, adesso sono capace di apprezzare le opere d'arte, e riuscire a riconoscere uno stile o un periodo o addirittura un artista è sempre una grande soddisfazione.

A volte ho "usato" gli Uffizi come terapia nei momenti difficili. Mi è capitato di prendere in mezzo alla giornata e andare agli Uffizi per ricaricarmi (con la tessera di guida posso entrare gratis in qualsiasi momento in tutti i musei della provincia). Non solo i quadri, ma anche l'ambientazione è suggestiva, e fra tanta bellezza non si può proprio pensare che il mondo sia brutto! Ogni volta che facevo la guida a un gruppo, uscivo dagli Uffizi frastornata e completamente estraniata dalla mia vita. Uscire da quell'edificio era come tornare alla "realtà" e rendersi conto di chi sono e che momento vivo nella mia vita.

Allora adesso che avevo l'occasione ci sono ritornata subito e ho pianificato una strategia contro la tristezza dell'inverno scandinavo. Ho fatto come alla National Gallery a Londra e, recentemente, al Nationalmuseum a Stoccolma (vedete qui e qui): ho preso appunti. Mi sono concentrata sui quadri meno conosciuti (si fa per dire) che non faccio mai vedere ai turisti. Così il vantaggio è doppio: vi posso far vedere cose che probabilmente non conoscete ancora (questo lo dico ai miei amici che agli Uffizi con me ci sono già venuti), imparando qualcosa di nuovo anch'io, e posso ritrovare questi quadri (se non tutti, almeno una parte) su internet nelle buie serate invernali passate distante da Firenze. Quindi ho deciso di proporvi un quadro in ogni mio post nei prossimi mesi, come un appendice che sarà presente anche se non c'entra niente con l'argomento del post. Così spero di condividere con voi il piacere della scoperta e la curiosità verso l'arte e verso la pittura in particolare.

Il modo più emozionante di visitare una galleria d'arte è guardare i quadri soffermandosi sui particolari che ti colpiscono di più e fermarsi ad osservarli da più vicino. Come una foto rivela un po' della personalità del fotografo, anche nei quadri ognuno nota particolari o aspetti differenti. Così ho imparato tanto anche dai commenti dei turisti e degli amici che a volte mi hanno fatto notare cose di cui non mi ero accorta o semplicemente non avevo mai considerato. Perciò adesso vorrei farvi vedere queste pitture attraverso i miei occhi, mostrandovi i "miei" particolari. E, di conseguenza, i vostri commenti saranno sempre ben accetti. Sono curiosa di conoscere i "vostri" particolari.

Per cominciare, un quadro di Filippo Lippi e del Pesellino, una Madonna col Bambino e santi, meglio nota come Pala del Noviziato perché adornava l'altare della Cappella Medicea del Noviziato nella Basilica di Santa Croce a Firenze (del 1445 circa).


La pittura raffigura quattro santi: da sinistra San Francesco d'Assisi, San Damiano, San Cosma (i due santi protettori della famiglia Medici) e San Antonio da Padova, come si comprende anche dalla didascalia autografa del pittore. Vedete i nomi scritti in basso:


Mi ero soffermata su tre particolari. 1. Lo sguardo di San Damiano: misterioso. Sembra quasi preoccupato, o sospettoso. Sta decisamente aggrottando le sopracciglia.


2. La penna nella mano di San Cosma. Sarà un suo attributo? Non dovrebbe essere. Cosma e Damiano erano due medici e generalmente vengono rappresentati con degli strumenti chirurgici in mano.

3. Il Bambino, un po' paffuto (ma questa non è una novità nei quadri rinascimentali), che si aggrappa a un seno della Madonna.


Vi lascio anche due link a due siti fantastici che sono un vero tesoro per gli amanti dell'arte:
- Web Gallery of Art: una raccolta e database di pitture di una vastità incredibile, con spiegazioni e biografie. Una vera e propria pinacoteca virtuale.
- Haltadefinizione: un progetto che esegue la scansione digitale di alcune opere importanti in alta definizione. L'immagine può essere ingrandita a dimensioni reali e si può osservare anche i dettagli più minuscoli. E' strabiliante!

venerdì 14 gennaio 2011

Appunti sparsi di viaggio /3

E infine l'argomento immancabile quando si tratta di confronto con la Svezia: il TEMPO. Come scrissi prima di partire, ho lasciato la Svezia con -15 gradi. L'atterraggio a Budapest è stato il momento più divertente del viaggio. Il capitano, com'è solito, ci illustrava le condizioni meteo della nostra destinazione, e quando ha detto che fuori era -1, si sentiva una risatina diffusa tra i passeggeri come per dire "aaah, che vuoi che sia!". Alla vigilia di Natale, mentre a Örebro c'erano -12, a casa mia si sono registrati 15 gradi (sopra lo zero!). La prossima volta che in Italia sento qualcuno dirmi "da te lassù al nord nella fredda Ungheria", giuro che lo strozzo!!

Comunque tornata in Svezia ho trovato un tempo molto più mite. E' andato addirittura sopra lo zero! Che in realtà è un guaio perché appena riscende sotto zero (la notte, di regola) si ghiaccia tutto. Ieri ha rinevicato, così che adesso per terra sembra una pista da pattinaggio con una spolverata di neve sopra. Certo, senza la neve sarebbe peggio. Pure io ho potuto costatare che ho un buon senso dell'equilibrio. Ieri mattina sono scivolata di brutto, ma sono riuscita a reggermi in piedi.

Le giornate sono ancora molto corte (oggi il sole è sorto alle 8:43 e tramontato alle 15:33), ma ormai si stanno allungando. L'inverno purtroppo sarà ancora lungo...

Vi lascio con una canzone per le serate invernali:

mercoledì 12 gennaio 2011

Appunti sparsi di viaggio /2

In questo post vorrei dare qualche consiglio a chi vuole fare un viaggio a Budapest, dato che in questo ultimo viaggio a casa ho scoperto alcune cose utili e interessanti. Non sono né nata né cresciuta nella capitale ungherese, ma avendoci vissuto cinque anni (il periodo dell'università) la conosco molto bene e ne sono profondamente innamorata.


Dalla Svezia prima sono andata in Ungheria. Sono atterrata a Budapest dove il giorno dopo mi ha raggiunto Gabriele. Entrambi abbiamo preso un volo Wizzair, una compagnia low-cost, io da Stockholm-Skavsta, lui da Pisa. Ho scoperto soltanto adesso (dato che questa volta nessuno è venuto a prendermi) che davanti all'aeroporto Ferihegy passa la ferrovia, e c'è una fermata proprio davanti al Terminal 1 dove arrivano tutti i voli low-cost. Ci passa la linea che poi arriva alla Stazione Ovest (Nyugati pályaudvar), quindi è molto più comodo che prendere l'autobus e poi la metropolitana, ed anche più economico. Un biglietto costa 365 fiorini, circa 1,30 euro. (Per gli orari dei treni potete vedere qui, ma all'incirca passa uno ogni 15-20 minuti.)
Siccome ero arrivata tardi la sera, mi sono fermata a dormire in un albergo vicino all'aeroporto. E ve lo consiglio. Dista a soli 2 km (hotel più vicino non c'è) e c'è un servizio navetta gratuito. L'avevo prenotato tramite Booking. Quando sono arrivata ho telefonato, e sono venuti a prendermi nel giro di un quarto d'ora.  E ugualmente la mattina dopo quando volevo tornare al Terminal 1 a prendere il treno (dato che sembrava la soluzione migliore per andare in centro). Una singola 49 euro, colazione, servizio navetta e collegamento internet in camera inclusi. (Ecco il sito dell'albergo in questione.) Gestiscono anche un parcheggio low-cost ugualmente con servizio navetta incluso (ed è bene a sapersi, perché credo che ne usufruirà mio babbo la prossima volta che viene a trovarmi in Svezia).

La notte successiva abbiamo dormito in un albergo nuovo in pieno centro (speso 53 euro per una doppia), a quattro stelle (della catena Eurostars). E' vicino alla Facoltà dove avevo studiato e al nostro caffè storico preferito dove siamo andati a fare colazione: il Centrál Kávéház. E' vicino a Váci utca, la via più turistica e più cara della città (dove da studente ovviamente non capitai mai, pur essendo a due passi dall'università), che sbocca nella Vörösmarty tér la quale ospita il mercato di Natale ogni anno (veramente delizioso, ci sono proprio tante belle cose artigianali!) e la famosa pasticceria Gerbeaud in cui ugualmente non ho mai messo piede (ma credo che valga la pena darle un'occhiata, anche solo per l'ambiente).

Il mercato di Natale in piazza Vörösmarty

Per il resto posso consigliare anche l'albergo dove avevamo alloggiato con gli amici l'anno scorso a Capodanno, della catena Mercure (anche lì avevamo trovato un'offerta conveniente), sempre a quattro stelle. E' nella stessa zona dell'Eurostars, ma devo dire che ha le camere più piccole, quindi è un po' più scomodo.

p.s. Ho cambiato il titolo del blog. Quello precedente (Diario di un'italo-ungherese in Svezia) era un po' banale. E poi non è un diario.

martedì 11 gennaio 2011

Appunti sparsi di viaggio /1

In questi venti giorni che sono stata via ho girato e visto tanto che sarebbe difficile raccontare tutto in un post. Ci sono però alcune esperienze e pensieri di questo periodo di feste che vorrei condividere con voi. Episodi scollegati tra loro.

Per primo il viaggio di andata. E' subito cominciato con una spiacevole avventura, finita bene. Da Örebro devo prendere due treni e un pullman per arrivare all'aeroporto di Skavsta (per queste tre settimane ho preferito lasciare la macchina a casa nel parcheggio sotterraneo). Il primo treno mi ha portato a Hallsberg ad appena 25 km da Örebro dove passa un'altra linea importante verso Stoccolma. E subito lì l'intoppo. Il mio treno per Stoccolma è stato cancellato. Niente panico. Sono partita con abbastanza anticipo avendo messo in conto questi possibili inconvenienti (vengo dall'Italia, dopotutto). E la biglietteria mi rilascia un biglietto per il prossimo treno senza battere ciglio, pur essendo un X2000 (la Frecciarossa svedese) mentre io ho un biglietto per un semplice treno regionale. Senza sovratassa chiaramente.

Ma neanche il famoso X2000 arriva... e il ritardo previsto aumenta sempre di più sul tabellone. Allora anche in Svezia succedono queste cose? (Spesso sento parlare male delle ferrovie svedesi.) Inizio a preoccuparmi, e vado al banco informazioni per farmi suggerire una soluzione alternativa (un pullman per esempio). Spiego alla signora che ho il volo la sera da Skavsta, e lei mi accompagna da un ragazzo, un altro passeggero (polacco) nella stessa mia situazione. Mi spiega che per non perdere il volo scenderemo a Flen e da lì prenderemo un taxi per l'aeroporto (circa una mezz'oretta) a spese delle ferrovie.
Così attendiamo insieme, ma l'X2000 (che farebbe una fermata non prevista a Flen proprio per i passeggeri che hanno perso il treno regionale cancellato) non arriva e accumula sempre più ritardo. (Chissà poi perché... faceva freddo ma non stava nevicando. C'era un cielo limpido.) Il mio compagno di sventura, che ha il volo molto più presto di me, inizia ad agitarsi, e decide di andare a convincere gli addetti di chiamarci un taxi. Et voilà! Il signore della biglietteria chiama un taxi per noi che dalla stazione di Hallsberg ci porta direttamente all'aeroporto. 140 km. Il tutto a spese delle ferrovie svedesi. Non con un rimborso che arriva dopo un anno. Il tassista  seleziona l'opzione "clienti della ferrovia" nel tassametro e noi non paghiamo una lira. (Comunque il costo l'ho visto. Più di 2000 corone.) Proprio come sarebbe successo in Italia o in Ungheria...
Dopo un lieve infarto causato dai 110 km orari su una strada statale in -10 (si vede che i tassisti sono uguali dappertutto), sono arrivata in aeroporto con largo anticipo. Il ragazzo polacco invece ce l'ha fatta a prendere il suo volo a pelo.

Folyt. köv. (continuo...)



(La foto è stata scattata a Balatonszemes, in Ungheria, a novembre.)

venerdì 7 gennaio 2011

Tour virtuale a Örebro

Rientro a Örebro soltanto lunedì prossimo, ma intanto vi lascio qualche immagine interattiva della città. Ho scoperto poco tempo fa che è possibile incorporare nel post lo street view di Google Maps, e la trovo una cosa ganzissima! Tramite queste "finestre", potete girare voi stessi la città anche da lontano! Aspettate un pochino che l'immagine diventi nitida.

Ecco i punti più belli di Örebro:

Vista sul castello in centro
La chiesa principale

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Il municipio

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Il mio edificio preferito lungo il fiume (sede del giornale locale)

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L'ingresso del parco cittadino

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Un liceo stile Hogwarts (Rudbecksskolan)

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Spero di non aver appesantito troppo la pagina e che le immagini appaiano e diventino nitide in tempi ragionevoli. In caso fatemi sapere.

lunedì 3 gennaio 2011

L'emozione di tornare

Sono ancora in Toscana (in questo preciso istante a Pisa al CNR). Ci sono 9 gradi e un sole splendente. Siamo arrivati ieri dall'Ungheria. Mi manca tanto l'Italia. Mi manca l'atmosfera, la gente, i miei luoghi, sentir parlare in italiano in giro (l'accento pisano poi lo adoro, quello fiorentino meno...). Dopo un mese e mezzo di assenza è una vera gioia rientrare in Toscana. Ma mi rendo conto che se fossi rimasta qui, alle condizioni di prima, non mi sentirei appagata, ma sarei sempre più amareggiata e sempre più disillusa. Andare via è stato un po' come smettere all'apice: conserverò sempre una bella immagine della vita italiana (insieme alle sue difficoltà e complicazioni). E sotto sotto spero di tornare a viverci un giorno.


Ieri sera ho visto Che tempo che fa di Fabio Fazio con Antonio Albanese, e non sapevo se ridere o piangere. La parodia non sembrava più neanche una parodia, ma quasi un discorso reale (guardate il video dal minuto 4:38). A sentire parlare le persone della mia età sento tanta delusione e tanto pessimismo, e mi dispiace enormemente. E' proprio un peccato che il posto perfetto non può esistere. Ho sempre pensato che l'Italia senza la disorganizzazione, il nepotismo e con una classe politica diversa sarebbe il paradiso in terra, e sappiamo bene che questo non può esistere...


D'altra parte solo chi va via può provare l'emozione di tornare. Ci sono diverse cose in Italia che la Svezia non potrà mai offrire, ma offre altre cose che invece difficilmente si trovano qui: stabilità, tranquillità, benessere economico, prevedibilità. Ho sempre cercato di prendere il bello di quello che vivo. Uno impara a cambiare prospettiva ed apprezzare cose diverse. Ma per il momento domani mi aspetta Firenze: il vecchio Dipartimento con i colleghi a me tanto cari, gli amici di pallavolo, un giro in città, una degustazione in serata  vicino al Ponte Vecchio... e cercherò di gustare ogni momento della giornata! Del resto è proprio in Italia che mi sono scoperta una persona emotiva (come un vero Cancro deve essere) e ho imparato a godermi il momento.