domenica 7 agosto 2011

Désirée - Una borghese francese alla corte di Svezia

Désirée è un romanzo dell'austriaca Annemarie Selinko del 1951 che al tempo della sua pubblicazione divenne subito un bestseller e la base per un film con Marlon Brando e Jean Simmons. E' il diario immaginario di Désirée Clary (1777-1860), la figlia di un commerciante di seta di Marsiglia, che dopo la rottura del fidanzamento col generale Napoleone Bonaparte per via del matrimonio di lui con Josephine, sposa il generale Jean Baptiste Bernadotte, eletto poi re della Svezia. Della storia dell'ascesa al trono svedese di Bernadotte ho scritto brevemente raccontando della mostra temporanea che avevo visto al Nationalmuseum di Stoccolma (è davvero un peccato non poterla rivedere dopo che ho letto questo libro).

Ho letto il romanzo in ungherese, un libro dalle pagine ingiallite e staccate dalla colla della rilegatura, edizione 1988, prestatomi da un'amica di mia madre. Quanto è bello leggere un libro "vissuto" che sembra avere una storia essa stessa come quella che racconta...

Jean Simmons come Désirée
La storia di Désirée, già di per sé affascinante, mi ha incuriosito ancora di più sapendo che in parte si svolge in Svezia. Ero curiosa come una donna francese, cresciuta a Marsiglia e poi vissuta a Parigi, vivesse un trasferimento in Svezia all'inizio dell'Ottocento, trovandosi involontariamente coinvolta negli eventi storici della sua epoca.

Bernadotte fu eletto Principe Ereditario di Svezia nel 1810 proprio a Örebro. Lui si trasferì subito, e dopo qualche mese lo raggiunsero anche la moglie e il figlio (il piccolo Oscar che all'epoca aveva 12 anni). La verità è che Desirée dopo il primo inverno scappò via dalla Svezia e tornò a vivere a Parigi, senza il figlio che invece rimase col padre. Désirée fece ritorno a Stoccolma soltanto dodici anni dopo, già come regina di Svezia (Carlo XIII, l'ultimo re della casata Holstein-Gottorp, morì nel 1818). Secondo il libro i motivi della sua assenza erano due: da un lato non si trovava bene con i genitori adottivi di suo marito, l'anziana coppia reale svedese, e dall'altro lato si sentiva più utile a Parigi dove poteva offrire rifugio a sua sorella (moglie di un fratello di Napoleone, Giuseppe Bonaparte) e ad altri membri della famiglia Bonaparte dopo la caduta di Napoleone, dato che la sua casa parigina in Rue d'Anjou divenne sede del sovrano svedese in Francia. La pagina dedicata a Désirée su Wikipedia racconta più in dettaglio come mai lei non si trovò mai a suo agio alla corte svedese.

E ho scoperto quasi per caso, curiosando su internet, che la sorella in questione, Julie Clary Bonaparte, è morta a Firenze ed è sepolta alla Basilica di Santa Croce, nella cappella adiacente alle cappelle affrescate da Giotto! E' impressionante ed affascinante come noi europei siamo legati con milioni di fili l'uno all'altro. E oggi questo è vero più che mai. Se all'epoca di Désirée la mobilità e gli scambi si limitarono alla nobiltà e all'alta borghesia (che però determinarono il corso della storia), oggi non sono più un privilegio di pochi. Insomma, dopo aver letto Désirée, ero tentata di intitolare questo post "Sentirsi europei"...

Avrei voluto riportare qualche citazione dal libro, ma mi ero scordata di segnare le frasi che meritavano essere citate, e ora non le ritrovo più...

[L'ultima edizione italiana del libro è dell'editore Neri Pozza, del 2009.]

lunedì 1 agosto 2011

La soluzione dell'enigma

Eccomi brevemente di nuovo. Sono poco attiva sul blog ultimamente, credo che sia "l'effetto estate". In questa parte dell'anno si tende a passare il tempo libero diversamente, e non rinchiudendosi in casa davanti al computer. E poi non essendo in Svezia non vi posso raccontare della vita svedese... Sono appena rientrata da una gitarella di tre giorni con lo scooter in Toscana. Ci siamo un po' ricaricati. Questa settimana ci aspetta ancora un po' di lavoro, poi via in Ungheria (dove però invece di un meritato relax dovremo occuparci dei preparativi del matrimonio) e da lì in Svezia.

Insomma, per rimediare un po' alla mia scarsa produttività sul blog, intanto vi lascio la soluzione dell'enigma dei due post precedenti. Ecco i due quadri per intero:

Il primo: Bronzino - La discesa di Cristo al limbo, firmata e datata 1552, dal Museo dell'Opera di Santa Croce (l'originale è grossissima, di circa 3 metri per 2)


Il secondo: Rosso Fiorentino - Mosè difende le figlie di Jetro (1523-1524), dalla Galleria degli Uffizi (dimensione dell'originale: 160 x 117 cm)


La corrente artistica si chiama manierismo, e la raffigurazione dei corpi nudi e l'uso dei colori dovrebbero ricordarvi lo stile di Michelangelo.

lunedì 25 luglio 2011

Indizi per l'enigma

Ringraziando intanto i pochi coraggiosi (anzi, poche coraggiose) che hanno provato ad identificare i due quadri di cui ho fatto vedere un particolare nel post precedente, adesso vi dò qualche indizio più concreto per aiutarvi a trovare la soluzione. L'enigma non è per niente semplice, si tratta di quadri non eccessivamente famosi, tranne se siete proprio appassionati di arte, e in particolare di arte italiana.

Innanzitutto riassumo gli indizi che ho scritto rispondendo ai commenti al post precedente:
  • si tratta di una corrente artistica che, quanto allo stile, ha di gran lunga superato la propria epoca ed ispirato correnti più recenti (il surrealismo in particolare, aggiungo adesso);
  • sono entrambi quadri italiani;
  • si trovano entrambi a Firenze, il secondo alla Galleria degli Uffizi;
  • tutti e due hanno un soggetto religioso, il secondo raffigura una scena dall'Antico Testamento.
Adesso vi faccio vedere un pezzo più grande dei due quadri in questione. Il primo:


Il secondo:
 
E aggiungo alcune informazioni che possono essere d'aiuto:
  • la corrente artistica in questione è apprezzata soltanto dagli inizi del Novecento, il suo nome in origine aveva una valenza dispregiativa;
  • i due quadri non sono opera dello stesso pittore, ma entrambi i pittori sono toscani, quasi coetanei, e sono diventati famosi con un soprannome;
  • il corpo di Cristo nel primo quadro e la gamba muscolosa che si vede nel secondo non vi ricorda lo stile di qualcuno?!?
Che bello che ci possono essere ancora degli enigmi che non si possono risolvere con l'aiuto di Google! :)

venerdì 22 luglio 2011

Due enigmi da risolvere

Passando un pomeriggio libero in giro per Firenze ho (ri)scoperto un quadro con un particolare curioso. Spaventoso ed angosciante, direi. Voi lo riconoscete? Sono curiosa se riuscite a indovinare il pittore o almeno la corrente artistica. E già che ci sono condivido con voi un altro particolare, di un altro quadro, che si trova sempre a Firenze. Non vi rivelo la collocazione dei due quadri (non si trovano nello stesso posto), ma vi dico che fanno parte della stessa corrente artistica. Quale? E chi sono gli autori?

Se non sapete la risposta, provate a tirare a indovinare! :)

Particolare n.1

Ed ecco il secondo:

Particolare n. 2

domenica 3 luglio 2011

Praga vs Budapest

Durante il viaggio in macchina dalla Svezia verso l'Ungheria finalmente ho avuto l'occasione di visitare Praga. Era proprio di strada. Ecco la nostra rotta compiuta in quattro giorni con le nostre tappe: A - Örebro, B - Rostock (con traghetto da Trelleborg), C - Praga (una serata e una mezza giornata di passeggiata), D - Bratislava (in ungherese Pozsony, solo una serata), E - Sopron (breve sosta e visita a un mio amico, compagno dell'università), F - Kaposvár (la città in cui sono cresciuta e dove tuttora vivono i miei). Totale: 2000 km.



Da tempo che l'idea di visitare Praga mi stuzzicava. Non solo perché forse ero rimasta l'ultima ungherese su questa terra che non l'aveva ancora visitata (infatti, anche questa volta era piena di ungheresi), ma anche perché è un classico mettere a confronto la capitale ceca e quella ungherese. Sono le due mete turistiche più popolari dell'Europa dell'Est. Basta digitare su Google "Budapest vs Praga" e trovate un sacco di pagine che discutono questo confronto. C'è chi preferisce l'una, c'è chi preferisce l'altra. Ora finalmente posso dire la mia.

Praga è bellissima, e io ne sono rimasta folgorata! Come scrissi sull'altro blog (ormai 4 anni fa), secondo me certe città hanno l'anima. La senti nell'aria, già nell'avvicinarti a queste città. Praga è decisamente tra queste. Ho sentito la sua anima già nella periferia, appena entrati in città. Non c'era bisogno di Ponte Carlo o Piazza Venceslao. Praga per me è stata una sorpresa, perché mi aspettavo una città vetrina, ormai completamente occidentalizzata. Niente di più sbagliato. E' una città vivissima, piena di storia. Sarà forse dovuta alla mia consapevolezza della storia dell'Europa dell'Est, ma Praga aveva proprio l'atmosfera di una città dal passato sofferto, dalla libertà combattuta. Si percepisce molto anche il passato socialista.

Insomma, mi sono subito sentita a casa! Siamo capitati in un albergo in pieno stile szocreál (come si dice in ungherese), cioè di realismo socialista, in cui il signore della reception, sulla sessantina, vestito come se fossimo ancora negli anni Ottanta (occhiali compresi), quando ha visto il mio passaporto ungherese, ha iniziato a parlarmi nella mia lingua! Allora... non mi capita spesso sentire degli stranieri parlare in ungherese, anzi, è un evento alquanto eccezionale. E lo parlava davvero decentemente. Con forte accento, ma con una buona proprietà di linguaggio, e forse non con le parole più giuste, ma è riuscito a spiegarmi tutto quello che voleva. Mi ha detto che in epoca socialista andava sempre in vacanza a Siófok, al lago Balaton in Ungheria (sarebbe da scrivere un post a parte sulle vacanze all'interno del blocco sovietico...). Tanto di cappello se è riuscito a imparare l'ungherese semplicemente andandoci in vacanza! Nell'albergo in questione in camera c'era l'immancabile moquette, arredamento di stile szocreál anni Ottanta e dei tappeti uguali a come ce l'aveva mia nonna fino a dieci anni fa. (Ma vendevano un solo tipo di tappeto in tutto il blocco sovietico?!?) Che strana sensazione che era... Ero a casa e non ero a casa. Mi sembrava tutto così familiare, ma allo stesso tempo parlavano una lingua che non c'entra niente con la mia. Mai sentito così forte il legame con gli altri paesi dell'Europa centro-orientale (ho il sospetto che avrei la stessa sensazione in Polonia, se è possibile ancora più forte).

Che dire del confronto Praga-Budapest? Ascoltando le persone che hanno visitato tutte e due, e curiosando un po' sui forum su internet, vedo che la scelta è molto soggettiva. Non c'è una più bella o più interessante in assoluto. Dipende un po' da cosa cerchi e da cosa ti capita. In generale ho notato che gli americani preferiscono Praga, dicendo che è più bella, mentre i giovani italiani preferiscono Budapest quando si tratta di andare a divertirsi e vivere la città di notte. Come sapete, io di Budapest sono innamorata, e sono di parte. Per me il Danubio e il panorama che offre sulla città è assolutamente magico che mi ha sempre affascinato ed emozionato. A Budapest in più c'è il mio popolo che parla la mia lingua. In generale credo Budapest e Praga offrino la stessa ricchezza di storia e di monumenti e abbiano lo stesso fascino. Quello che a Budapest non si può più trovare, è il centro medievale che a Praga invece fortunatamente è sopravvissuto alla seconda guerra mondiale. Per il resto in molte parti della città mi sembrava di essere a Budapest.