venerdì 22 ottobre 2010

Del sistema universitario svedese

Post su richiesta dei miei colleghi fiorentini e dedicato a loro. :)

Fino ad ora non ho scritto del sistema universitario svedese, perché dovevo prima  orientarmi un attimo in questo posto e imparare come funziona. Tuttora ci sono tante cose che non so, e credo che ci voglia almeno un anno accademico per poter conoscere veramente bene il sistema. Per adesso ho fatto solo delle lezioni, ma non degli esami, che sarebbero invece fondamentali per poter valutare tanti aspetti (non da ultimo il livello degli studenti). Comunque vi racconto quello che ho scoperto e compreso in questi primi due mesi di lavoro.

L'organizzazione dei semestri è diversa dall'Italia (e anche dall'Ungheria). Qui non esiste un periodo degli esami, i corsi si svolgono nell'arco di tutto l'anno accademico senza interruzione. La loro durata può variare da 5 a 20 settimane, e generalmente uno studente frequenta un corso alla volta. Ciò significa che i corsi sono intensivi, con minimo 6 ore di lezione alla settimana se non di più, e con diversi compiti assegnati allo studente (tipicamente scrivere un paper e prepararsi per i seminari in cui hanno un ruolo attivo). Ora che sto organizzando un corso per il prossimo semestre, mi è stato detto che devo fare un programma che impegni gli studenti per 40 ore alla settimana (o 38, non ricordo, insomma l'equivalente di una settimana lavorativa). Al corso segue immediatamente l'esame, quindi gli studenti devono studiare già durante il corso mentre seguono le lezioni. Gli esami sono sempre scritti, ma durante il corso ci possono essere delle prove orali o comunque degli esercizi che prevedono una partecipazione attiva.

Ovviamente tutto questo vale per la facoltà di giurisprudenza, e non ho idea se funziona così anche per gli altri corsi di laurea. Qui a Örebro in realtà giurisprudenza non è neanche una facoltà, ma soltanto un dipartimento all'interno di un'Akademi, di cui fanno parte anche psicologia e lavoro sociale. Non siamo nella stessa Akademi con economia, quindi, come uno si aspetterebbe (potrebbe essere una facoltà di scienze sociali), e in realtà questo strano accostamento ha motivi economici ed organizzativi, ed è proprio solo di Örebro e non di altre università svedesi.

Quello, invece, di cui vi posso raccontare di più già adesso perché in due mesi sono riuscita a conoscerlo abbastanza bene, è il campus universitario. E' un campus vero e proprio, come quelli americani, un piccolo quartiere immerso nel verde.


Il campus di Örebro, poi, è anche abbastanza recente: è stato costruito nel 1999. Quindi gli edifici sono tutti moderni ed informatizzati.Sia gli studenti che i dipendenti dispongono di una carta magnetica che li fa entrare negli edifici. Nell'orario di apertura (dalle 7.30 alle 17 in settimana e dalle 8 alle 12 il sabato) gli edifici sono aperti, mentre fuori da quell'orario si può entrare comunque con la carta magnetica (è un sogno! quanto sarebbe bello se fosse così anche a Firenze, vero? senza dover far scattare l'allarme se uno vuole rimanere a lavorare fino a tardi la sera...). La carta magnetica è personalizzata. Quella degli studenti apre solo le porte principali dell'edificio, ma non li fa salire ai dipartimenti e non li fa entrare nelle aule. 
Ho potuto conoscere il campus in così poco tempo, perché ho fatto lezione in praticamente tutti gli edifici. Infatti, le lezioni di un corso non sono tenute sempre nella stessa aula, ma migrano da un posto all'altro, immagino in base alla disponibilità delle aule, e gli studenti possono vedere facilmente su internet in quale aula hanno lezione in un dato giorno, quindi non si crea alcuna confusione. Se da un lato è stata una scocciatura dover imparare come funzionano le luci, il microfono, il proiettore e il computer nelle diverse aule (che qualche differenza c'era sempre, non sono tutte uguali), dall'altro lato questo mi ha permesso di conoscere tutto il campus nel giro di due mesi.

Il palazzo in cui lavoro io è quello più grande del campus, ed è dotato di diverse entrate, ma di nessuna portineria (non ho mai capito perché a Firenze invece usano uno solo degli ingressi e lasciano chiusi tutti gli altri, solo per far passare la gente per forza davanti alla portineria che comunque non controlla nessuno... causando un affollamento nei momenti in cui finiscono le lezioni).



Negli edifici ci sono diversi spazi ritagliati per gli studenti un po' ovunque, tavoli con poltrone o sedie dove possono studiare e cucine dotate di microonde dove possono mangiare (esiste anche la mensa, ma lasciamo perdere, non mi voglio lamentare...). Siccome possono entrare negli edifici a qualsiasi ora, vedo diversi studenti anche nelle ore tarde a studiare, chiacchierare o semplicemente a guardare un film o navigare su internet sfruttando la rete wireless del campus. Hanno la cucina anche i dipartimenti, con frigo, microonde e lavastoviglie, e ho sentito parlare di una stanza con un letto nell'edificio accanto al nostro dove uno può andare a coricarsi un po' quando è stanco (era il nostro sogno nelle giornate estive o in quelle più impegnative, vero ragazzi?).

Insomma, condizioni lavorative ottime, a non parlare del fatto che ho una stanza tutta per me dove posso lavorare in pace (a parte la posizione un po' sfortunata della stanza, proprio di fronte al tavolo e poltrone del corridoio dove i colleghi spesso si fermano per una pausa caffè e fanno lunghe chiacchierate e grosse risate. meno male che non capisco ancora tanto bene lo svedese, così non mi distraggono!).

5 commenti:

gattosolitario ha detto...

Ed hai dimenticato di dire che qui gli studenti non possono essere bocciati o rimproverati se sbagliano :D Alla fine vanno sempre tutti promossi...

Troppo Svedese ha detto...

Più o meno dapperttutto, con poche eccezioni, è come scrivi. Chi fa l'italiano a Stoccolma può avere tre esami durante la settimana prima di Natale oppure all'inizio di giugno. Ho anche fatto dei corsi con una durata di solo una settimana. Alla KTH, a Stoccolma, hanno, ogni anno, quattro periodi degli esami. Una settimana è equivalente a 40 ore. Purtroppo è anche troppo spesso vero quello che scrive gattosolitario ed è una vergogna per il nostro Paese. A volte ci sono anche degli orali.

Anonimo ha detto...

Somiglia molto alla situazione qui a Lund.
A me tocchera' insegnare il prossimo semestre (cosa che secondo me e' folle, ma il director of studies ha deciso cosi') e voglio proprio vedere come andra'. L'unica cosa che non capisco molto e' il sistema dei voti: qui ne hanno solo due, VG (tipo Molto Bene) e G (Bene). Poi li devono equiparare agli ECTS (A, B, C, D). Ho visto studenti che hanno preso "G" equiparato a un "B"; ma anche "G" equiparato a un "D"! Mi sembra un po' ingiusto per chi e' davvero bravo. Poi io ero rimasta che "D" significava insufficiente.

Voi che avete esperienza, come funziona coi giudizi?

bixx

TopGun ha detto...

grazie per aver condiviso la tu esperienza. il posto è molto interessante, mi piace confrontare il sistema Italiano e quelli degli altri paesi.

Kata ha detto...

Per quanto riguarda il sistema degli esami, purtroppo ancora non vi so dire. Ma quando avrò fatto un po' di esperienza ne scriverò un post sicuramente!