Visualizzazione post con etichetta Örebro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Örebro. Mostra tutti i post

mercoledì 27 febbraio 2013

Lavori in corso

La ristrutturazione del nostro palazzo è arrivata a un buon punto. (Vedete il post precedente, di ottobre, qui). Vi racconto gli ultimi sviluppi.

A fine ottobre hanno cominciato a smontare la facciata. Come vedete le porte c'erano già, anche se solo con una ringhiera, senza balcone.


Hanno cambiato tutti gli infissi, e li hanno anche allargati. Quindi abbiamo finestre più grandi e una porta più grande che poi darà sul balcone. In salotto invece di finestre apribili ora abbiamo un semplice (doppio) vetro.

 

A ottobre ci chiedevamo ancora come avrebbero montato i balconi su un palazzo che prima non ce li aveva, e a dicembre l'abbiamo capito. Hanno fissato una colonna metallica alla facciata, e la base del balcone viene fissata ad essa con delle funi di acciaio.



Nel frattempo in casa ci hanno cambiato tutti i termosifoni e hanno installato anche un contatore dell'acqua. Non abbiamo capito se questo vuol dire che da ora in poi si pagherà l'acqua a parte a consumo. Sarebbe una cosa assai atipica per gli affitti svedesi (acqua e riscaldamento sono sempre inclusi nell'affitto), e non abbiamo ricevuto nessun preavviso al riguardo. Staremo a vedere.

Per questi e altri piccoli lavori entrano spesso in casa gli operai in questo periodo. Generalmente avvisano prima per telefono (mi chiamano al cellulare qualche giorno prima). Hanno la chiave, quindi non c'è bisogno di essere a casa quando vengono. Il più del lavoro però lo fanno all'esterno. Hanno una gru con un ponteggio che usano per i lavori sulla facciata e sul tetto. Così capita che la mattina mi ritrovo questo scenario davanti alla nostra finestra (abitiamo al quarto piano):


In questo caso, siccome non entrano in casa, ovviamente non avvisano, quindi è meglio stare attenti a come si esce la mattina dalla camera da letto. :)

Il nostro appartamento è all'ultimo piano, quindi sopra il balcone avremo anche una tettoia che hanno cominciato a montare circa due settimane fa. Come vedete la struttura è fatta in parte di metallo e in parte di legno. Poi sarà tutta rivestita di ancora non so cosa.




Insomma, ora c'è ancora un bel casino, ma i lavori promettono bene. Credo che il palazzo sarà parecchio più bello e moderno ad opera finita. Siamo molto curiosi che aspetto avrà la nuova facciata. Probabilmente cambieranno anche la ringhiera del corridoio esterno che, ad essere onesti, era un po' bruttino (di alluminio color giallo).

Per quanto riguarda invece alcuni particolari, si nota una scarsa attenzione al dettaglio e alle rifiniture. Per portare due esempi eclatanti: 1) la soglia della porta del balcone in salotto che stona decisamente con il parquet.




2) Una scatoletta fissata alla parete all'ingresso che ancora non abbiamo ben capito a cosa serva. Non è apribile. Forse è un sensore di fumo. In ogni caso non si sono preoccupati dell'estetica e hanno fatto passare il filo sulla parete in modo ben visibile.



Comunque noi siamo in affitto, non è casa nostra, quindi non ci lamentiamo. Attendiamo invece curiosi le ultime rifiniture.

mercoledì 17 ottobre 2012

Una casa che cresce

Il nostro affitto a Örebro, oltre a essere il posto dove abito da più a lungo negli ultimi quindici anni, è anche fonte di continue meraviglie. Al momento del mio arrivo non ne ero particolarmente entusiasta. Lo trovavo un appartamento passabile, forse anche un po' squallido, ma l'ÖBO, l'ufficio che gestisce le case del comune non mi ha proposto alternative. O questo o niente, mi dissero. Così con poco entusiasmo, ma accettai. Invece poi il comune si è rivelato un ottimo padrone di casa. Ci è capitato pure un bovärd (l'impiegato responsabile per la nostra zona) parecchio in gamba e disponibile.

In questi due anni che sono/siamo qui ci sono stati un sacco di cambiamenti in positivo. A cominciare con l'ascensore (raccontato qui). Il vecchio ascensore inquietante l'anno scorso è stato sostituito da uno moderno a doppia porta automatica. Inoltre, da quando abitiamo qui è stata cambiata la carta da parati in quasi tutta la casa e le ante dei pensili in cucina. Il tutto completamente gratis. O meglio, qui funziona che l'affitto che paghi include anche il ricambio periodico degli elettrodomestici (frigo, freezer e forno ogni 18 anni), delle carte da parati (ogni 12 anni), delle ante dei pensili (ogni 20 anni), del pavimento in linoleum (ogni 22 anni) e del parquet del salotto (ogni 18 anni). Puoi controllare lo stato di manutenzione del tuo appartamento sul sito dell'ÖBO (accedendo con username e password naturalmente).



I ricambi non sono obligatori però. Nel caso in cui uno voglia lasciare la vecchia carta da parati, il vecchio frigo, il vecchio pavimento, ecc., si ottiene uno sconto (rabatt) dall'affitto del mese di gennaio. Questo ogni anno in cui non si desidera il ricambio in questione. Come vedete per esempio, noi non abbiamo richiesto il cambio della carta da parati nell'ingresso e nel ripostiglio, quindi avremo uno sconto di 603 corone (70 euro). Sembra pura fantascienza, vero?

Le meraviglie non finiscono qui. Quest'anno c'è arrivata una lettera in cui comunicavano che il palazzo sarebbe stato restaurato e sarebbero stati apportati diversi cambiamenti. Prima di tutto verrà allargato il corridoio esterno per permettere ai disabili di passare più facilmente e cambiato il rivestimento esterno per migliorare l'isolamento. I lavori sono cominciati all'inizio di settembre.


Ma la parte più forte di questi lavori sarà il montaggio di balconi. Infatti, uno dei punti più deboli di questo palazzo era l'assenza di balconi nella maggior parte degli appartamenti, tra cui il nostro. E' raro vedere case senza balcone in Svezia. Come è una rarità anche il corridoio esterno, a dire il vero. Insomma, tra qualche mese avremo il balcone! Siamo proprio curiosi come li monteranno, dal punto di vista tecnico. Saranno appoggiati su una colonna esterna? Staremo a vedere. Intanto la prolunga del corridoio esterno ci ispira poca fiducia. Speriamo bene.


Ma le meraviglie non finiscono qui. Già che ci sono ci cambieranno anche finestre e porta d'ingresso. Di quest'ultimo siamo particolarmente lieti, perché: 1) Non avrà la buca delle lettere (ne avevo scritto qui), ma monteranno le tradizionali cassette della posta su ogni piano. 2) Magari la serratura nuova ispirerà più sicurezza. Quella di adesso si chiude con un solo giro di chiave e basta. E non è che in Svezia siano inesistenti i furti (vedasi quel che è successo al nostro garage questa estate).

E la lista delle novità non finisce ancora. Avremo anche il citofono! Insomma, un sacco di cambiamenti, tutti apprezzati. Il tutto certamente non completamente gratis, ma per quelli che abitano già nel palazzo l'aumento dell'affitto mensile sarà davvero contenuto, di circa 280 corone. (Se vogliamo la vetrata per il balcone, altre 300 corone, ma noi non la vogliamo. Il balcone guarderà verso sud.) Per i futuri inquilini l'aumento sarà il doppio.

venerdì 25 febbraio 2011

Cibo, hockey e rock'n'roll

Questi dieci giorni passati in compagnia della mia cugina e del suo fidanzato sono passati all'insegna del mangiare, della musica e... del freddo. Non potendo assentarmi dal lavoro ho potuto passare con loro soltanto le serate e il weekend, e non ci siamo mai annoiati. Abbiamo cucinato tutti i giorni, piatti ungheresi (loro) e italiani (io). Mentre ero al lavoro, loro erano a zonzo per la città o si riposavano a casa. Faceva freddissimo, quindi dovevano entrare nei negozi ogni poco per riscaldarsi, ma in questo periodo c'è tanta neve e tanta luce, quindi vale la pena di stare fuori.

Sabato siamo andati a fare un giro al lago vicino (che dovrebbe essere il quarto lago della Svezia quanto a grandezza), e ci abbiamo fatto una camminata sopra. Tutto ghiacciato e coperto da neve, sembrava sconfinato.

Il lago Hjälmaren

Mi sarebbe piaciuto andare fino all'isolotto nel mezzo a piedi, ma purtroppo dopo venti minuti a queste temperature (-10-15) iniziano a ghiacciarmi e farmi male le mani e i piedi. Maledetta cattiva circolazione! (Qualcuno sa consigliarmi dei rimedi?) Quanto sarebbe stato bello lì in mezzo al lago ghiacciato...

In generale per chi vuole visitare la Svezia consiglio il mese di febbraio. E' ancora inverno a tutti gli effetti, quindi tanto freddo e tanta neve, ma le giornate sono già lunghe, viene buio verso le 5 e mezza. (L'altro periodo bello ovviamente è quello che precede il Natale, quando invece le giornate sono cortissime, ma è tutto illuminato con le decorazioni natalizie.)

Le prime sere ci siamo fatti prendere dalla passione per la musica, e con l'aiuto di una radio specializzata per la musica rock, abbiamo iniziato un gioco. Un gioco semplicissimo: chi indovina autore e titolo per primo, e in più abbiamo fatto delle scommesse sull'anno di pubblicazione (soprattutto per le canzoni che non conoscevamo). La radio in questione è quella che ascolto sempre qui, Rockklassiker, che si può sentire anche online, e quindi era facile controllare l'autore e il titolo che stava trasmettendo in quel momento. E' un'ottima radio, ma la sua offerta, per quanto possa sembrare ricca e variegata all'inizio, dopo un po' diventa ripetitiva. Abbiamo costatato con grande stupore che non trasmette mai, ma proprio mai, alcuna canzone dei Led Zeppelin. (Per me grave, gravissimo da una radio che si intitola "classici del rock".) Sarà una questione di diritti d'autore? In realtà non so come funziona per le radio la trasmissione delle canzoni dal punto di vista legale ed economico.
Insomma, è una radio che trasmette soprattutto musica internazionale, pochissime canzoni cantate in svedese, ma abbiamo potuto conoscere quei due gruppi punk rock svedesi che ognitanto hanno trasmesso: Ebba Grön e Imperiet.


Credo che avremmo potuto ascoltare musica e chiacchierare di musicisti rock per una settimana intera senza accorgercene... Ho raccontato loro anche qualche dettaglio dall'autobiografia di Keith Richards che in ungherese non è ancora uscita. Ma a questo dedicherò un post a parte...

Lunedì sera siamo poi andati a vedere una partita di hockey. Da tempo che ero curiosa di vederne una, ma ho dovuto aspettare il momento giusto per poter andarci in compagnia. Non conosco l'hockey. Avevo visto giusto qualche scena di gioco in qualche film (tipo in Love Story che avrò visto quaranta volte da piccola). Devo dire che mi (ci) è piaciuto molto! Gioco veloce, ben seguibile, mai noioso. Il campionato ormai si sta giungendo alla fine, e la squadra di Örebro è in seconda posizione nell'Allsvenskan che sarebbe la serie A svedese. La partita di lunedì era contro la squadra in terza posizione, quindi molto combattuta.


Il palazzetto era pieno zeppo, noi avevamo i biglietti per il settore dove si stava in piedi e adiacente al settore dei tifosi della squadra avversaria. Quindi il casino non è mancato. La squadra locale stava per perdere, si manteneva 1-0 per la squadra avversaria (Leksand IF) fino al terzo tempo (nell'hockey si giocano tre tempi da 20 minuti), quando negli ultimi 20 minuti l'Örebro ha fatto quattro gol di fila! Potete immaginare la gioia.

La squadra di Örebro a fine partita
Domani parto per l'Italia! Febbraio e marzo per me sono dedicati al lavoro di ricerca, quindi posso e devo viaggiare. Poi aprile e maggio invece saranno interamente dedicati all'insegnamento (avrò due corsi parallelamente).

venerdì 7 gennaio 2011

Tour virtuale a Örebro

Rientro a Örebro soltanto lunedì prossimo, ma intanto vi lascio qualche immagine interattiva della città. Ho scoperto poco tempo fa che è possibile incorporare nel post lo street view di Google Maps, e la trovo una cosa ganzissima! Tramite queste "finestre", potete girare voi stessi la città anche da lontano! Aspettate un pochino che l'immagine diventi nitida.

Ecco i punti più belli di Örebro:

Vista sul castello in centro
La chiesa principale

Visualizzazione ingrandita della mappa

Il municipio

Visualizzazione ingrandita della mappa

Il mio edificio preferito lungo il fiume (sede del giornale locale)

Visualizzazione ingrandita della mappa

L'ingresso del parco cittadino

Visualizzazione ingrandita della mappa

Un liceo stile Hogwarts (Rudbecksskolan)

Visualizzazione ingrandita della mappa

Spero di non aver appesantito troppo la pagina e che le immagini appaiano e diventino nitide in tempi ragionevoli. In caso fatemi sapere.

venerdì 19 novembre 2010

Stato di avanzamento

Il titolo di questo post è in "dottorandesco" (lo stato di avanzamento è della tesi e deve essere presentato nella forma di una relazione alla fine di ogni anno o semestre), ma questa volta si riferisce alla mia permanenza in terra svedese. Oggi sono tre mesi che mi sono trasferita in Svezia, quindi è arrivato il momento di fare i primi conti. All'arrivo mi ero prefissata qualche missione, come forse ricordate, e dopo tre mesi posso già fare una valutazione circa la fattibilità di quei progetti extra lavoro.

Prima di tutto LA LINGUA. Speravo di essere più veloce nell'apprendimento dello svedese, ma purtroppo non riesco a dedicargli troppo tempo. Sto frequentando due corsi, ma entrambi consistono di una sola lezione alla settimana, e al corso del Comune l'insegnante sta procedendo con la velocità di una lumaca. Questa settimana sono arrivati dei nuovi studenti ancora e lui ci ha fatto ripetere l'alfabeto e altre cose  fatte mille volte. Il corso dell'università è più veloce ed utile, probabilmente perché l'insegnante è più  esigente. Lì ho appena iniziato il secondo corso, e sto aspettando il risultato dell'esame del primo.
Comunque non mi lamento, ho le mie piccole soddisfazioni. Oltre a salutare e ringraziare sempre in svedese, ognitanto riesco a mettere insieme una frase. Proprio oggi ho avuto una mini-conversazione con due colleghe che sono state molto gentili e pazienti con me. Il problema non è tanto come farmi capire, ma  piuttosto come capire loro. Purtroppo trovo ancora difficile comprenderli quando parlano, anche se ormai riesco a individuare diverse parole. La lettura va decisamente meglio.

In questo video invece il re svedese parla lentamente, quindi è abbastanza comprensibile. La regina invece parla con accento tedesco. Di quello che dicono Daniel e Victoria capisco poco, ma sono simpaticamente emozionati entrambi. Il titolo del video: Qui Victoria e Daniel parlano al popolo svedese per la prima volta.
 


Per quanto riguarda LA PALLAVOLO, non ho ancora trovato nessuna squadra, ma per ora ho sospeso la ricerca, perché non sento stabile il ginocchio. Mi sto rendendo conto che dovrei fare degli allenamenti pesanti per farmi la giusta muscolatura, e due volte un'oretta alla settimana in palestra non sono sufficienti, ma di più non ho voglia. Dopo un po' la palestra mi annoia, ma è l'unico modo adesso per muovermi un po' (poi ho una vita molto più sedentaria qui che a Firenze dove correvo tra mille lavori e andavo a lavorare a piedi). Le alternative sarebbero la corsa o il nuoto, ma gli sport monotoni purtroppo non fanno per me. Vedremo...
Il campionato nazionale dei professionisti è già cominciato, ma quando le ragazze di Örebro hanno fatto la loro prima partita ero a Stoccolma. Andrò senz'altro a vedere la prossima partita che giocheranno in casa, sono proprio curiosa, e l'atmosfera delle partite dal vivo mi è sempre piaciuta molto. Speriamo che ci sia un po' di pubblico...

Infine, quanto alla MISSIONE ARTE, avete visto i risultati... :) Qui a Örebro non ho ancora visitato la fortezza e il museo locale. Sto aspettando l'occasione per andarci magari in compagnia.

Nel mio post di fine agosto ho messo una foto chiedendovi di indovinare cosa raffigura  (parte di una statua famosa),  ma nessuno mi ha risposto. E' la mia foto preferita di Firenze (nel senso che la preferita tra quelle che ho fatto io). Adesso ci riprovo! :)

mercoledì 17 novembre 2010

Immagini d'inverno

Stamattina ho guardato fuori dalla finestra e ho trovato tutto ricoperto di bianco. Pure il cielo era bianco.


E così poi tutta la città e tutto il campus. Oggi c'erano meno tre gradi. Dopo pranzo mi è venuto un sonno incredibile e ho deciso di fare due passi fuori per svegliarmi e per scattare qualche foto. Il paesaggio era incantevole. L'erba, le piante e i rami spogli degli alberi ricoperti da uno strato di neve dai cristalli grossi.



Il campo dietro l'università sembrava un paesaggio lunare, tutto bianco, gli alberi sembravano essere fatti di vetro.




Un pastore tedesco correva contento in mezzo a queste colline ghiacciate. Lui e il suo padrone erano gli unici punti scuri nel grande bianco.


Si vede che non sono più abituata alla neve, perché questa visione mi ha proprio incantata. La sensazione e l'atmosfera mi erano familiari. Mi ricordava molto la volta in cui nove anni fa andai a trovare una mia amica (compagna di corso a Budapest) in Inghilterra. Fu l'anno in cui facevo l'Erasmus a Pisa, e dopo tre mesi di Italia arrivare nell'inverno inglese il contrasto fu proprio forte. Lei prese un anno "sabbatico" dall'università per fare la ragazza alla pari da una famiglia inglese a Windsor, per fare un'esperienza all'estero e migliorare il suo inglese (infatti, ora parla con un bell'accento britannico), e io mi approfittai del volo Ryanair Pisa-Londra per andare a trovarla. Windsor mi sembrava la città delle bambole, tutto piccolo, ordinato e decorato, e faceva molto freddo (io sinceramente la trovavo anche inquietante oltre che fiabesca...).
Qui invece niente inquietudine oggi, soltanto meraviglia.


Ecco anche una canzone da ascoltare guardando queste foto:


venerdì 22 ottobre 2010

Del sistema universitario svedese

Post su richiesta dei miei colleghi fiorentini e dedicato a loro. :)

Fino ad ora non ho scritto del sistema universitario svedese, perché dovevo prima  orientarmi un attimo in questo posto e imparare come funziona. Tuttora ci sono tante cose che non so, e credo che ci voglia almeno un anno accademico per poter conoscere veramente bene il sistema. Per adesso ho fatto solo delle lezioni, ma non degli esami, che sarebbero invece fondamentali per poter valutare tanti aspetti (non da ultimo il livello degli studenti). Comunque vi racconto quello che ho scoperto e compreso in questi primi due mesi di lavoro.

L'organizzazione dei semestri è diversa dall'Italia (e anche dall'Ungheria). Qui non esiste un periodo degli esami, i corsi si svolgono nell'arco di tutto l'anno accademico senza interruzione. La loro durata può variare da 5 a 20 settimane, e generalmente uno studente frequenta un corso alla volta. Ciò significa che i corsi sono intensivi, con minimo 6 ore di lezione alla settimana se non di più, e con diversi compiti assegnati allo studente (tipicamente scrivere un paper e prepararsi per i seminari in cui hanno un ruolo attivo). Ora che sto organizzando un corso per il prossimo semestre, mi è stato detto che devo fare un programma che impegni gli studenti per 40 ore alla settimana (o 38, non ricordo, insomma l'equivalente di una settimana lavorativa). Al corso segue immediatamente l'esame, quindi gli studenti devono studiare già durante il corso mentre seguono le lezioni. Gli esami sono sempre scritti, ma durante il corso ci possono essere delle prove orali o comunque degli esercizi che prevedono una partecipazione attiva.

Ovviamente tutto questo vale per la facoltà di giurisprudenza, e non ho idea se funziona così anche per gli altri corsi di laurea. Qui a Örebro in realtà giurisprudenza non è neanche una facoltà, ma soltanto un dipartimento all'interno di un'Akademi, di cui fanno parte anche psicologia e lavoro sociale. Non siamo nella stessa Akademi con economia, quindi, come uno si aspetterebbe (potrebbe essere una facoltà di scienze sociali), e in realtà questo strano accostamento ha motivi economici ed organizzativi, ed è proprio solo di Örebro e non di altre università svedesi.

Quello, invece, di cui vi posso raccontare di più già adesso perché in due mesi sono riuscita a conoscerlo abbastanza bene, è il campus universitario. E' un campus vero e proprio, come quelli americani, un piccolo quartiere immerso nel verde.


Il campus di Örebro, poi, è anche abbastanza recente: è stato costruito nel 1999. Quindi gli edifici sono tutti moderni ed informatizzati.Sia gli studenti che i dipendenti dispongono di una carta magnetica che li fa entrare negli edifici. Nell'orario di apertura (dalle 7.30 alle 17 in settimana e dalle 8 alle 12 il sabato) gli edifici sono aperti, mentre fuori da quell'orario si può entrare comunque con la carta magnetica (è un sogno! quanto sarebbe bello se fosse così anche a Firenze, vero? senza dover far scattare l'allarme se uno vuole rimanere a lavorare fino a tardi la sera...). La carta magnetica è personalizzata. Quella degli studenti apre solo le porte principali dell'edificio, ma non li fa salire ai dipartimenti e non li fa entrare nelle aule. 
Ho potuto conoscere il campus in così poco tempo, perché ho fatto lezione in praticamente tutti gli edifici. Infatti, le lezioni di un corso non sono tenute sempre nella stessa aula, ma migrano da un posto all'altro, immagino in base alla disponibilità delle aule, e gli studenti possono vedere facilmente su internet in quale aula hanno lezione in un dato giorno, quindi non si crea alcuna confusione. Se da un lato è stata una scocciatura dover imparare come funzionano le luci, il microfono, il proiettore e il computer nelle diverse aule (che qualche differenza c'era sempre, non sono tutte uguali), dall'altro lato questo mi ha permesso di conoscere tutto il campus nel giro di due mesi.

Il palazzo in cui lavoro io è quello più grande del campus, ed è dotato di diverse entrate, ma di nessuna portineria (non ho mai capito perché a Firenze invece usano uno solo degli ingressi e lasciano chiusi tutti gli altri, solo per far passare la gente per forza davanti alla portineria che comunque non controlla nessuno... causando un affollamento nei momenti in cui finiscono le lezioni).



Negli edifici ci sono diversi spazi ritagliati per gli studenti un po' ovunque, tavoli con poltrone o sedie dove possono studiare e cucine dotate di microonde dove possono mangiare (esiste anche la mensa, ma lasciamo perdere, non mi voglio lamentare...). Siccome possono entrare negli edifici a qualsiasi ora, vedo diversi studenti anche nelle ore tarde a studiare, chiacchierare o semplicemente a guardare un film o navigare su internet sfruttando la rete wireless del campus. Hanno la cucina anche i dipartimenti, con frigo, microonde e lavastoviglie, e ho sentito parlare di una stanza con un letto nell'edificio accanto al nostro dove uno può andare a coricarsi un po' quando è stanco (era il nostro sogno nelle giornate estive o in quelle più impegnative, vero ragazzi?).

Insomma, condizioni lavorative ottime, a non parlare del fatto che ho una stanza tutta per me dove posso lavorare in pace (a parte la posizione un po' sfortunata della stanza, proprio di fronte al tavolo e poltrone del corridoio dove i colleghi spesso si fermano per una pausa caffè e fanno lunghe chiacchierate e grosse risate. meno male che non capisco ancora tanto bene lo svedese, così non mi distraggono!).

mercoledì 20 ottobre 2010

La prima casa in Svezia

Ero indecisa se intitolare questo post "L'ennesimo trasloco", ma dato che voglio raccontarvi della casa e non del trasloco, alla fine ho scelto questo titolo poco fantasioso. Fatto sta comunque che da quando sono venuta via da casa dei miei a diciotto anni, faccio mediamente un trasloco all'anno. Solo in Italia ho abitato in otto affitti diversi (quattro a Pisa, quattro a Firenze), per diversi motivi su cui adesso non mi dilungo.
Anche se ho avuto le chiavi della casa già a fine settembre, ho aspettato l'arrivo di Gabriele prima di dormirci la prima volta e di fare il trasloco definitivo (i primi due mesi ho avuto una stanza a casa di una collega). Abbiamo sistemato e personalizzato la casa insieme, quindi la considero l'erede della nostra casa di Firenze, anche se ancora per qualche mese ci abiterò da sola. La dimensione comunque è più o meno la stessa, questa casa è un po' più grande quanto ai metri quadri (66), ma lo spazio era sfruttato molto meglio nell'appartamento fiorentino (soffitto alto, soppalco, lavanderia... chi di voi c'è stato lo sa. sigh...). Qui è tutto su un piano solo, e non abbiamo il balcone. Ecco una foto di un angolo del salotto:


Fortunatamente sono riuscita a trovare un appartamento già arredato, impresa non facile in Svezia. Così abbiamo dovuto comprare soltanto qualche mobile giusto per riempire gli spazi vuoti, e diverse altre piccole cose che servono in una casa nuova. Il palazzo è di proprietà del Comune, gestito dall'Örebro Bostad. Il canone comprende tutte le spese (acqua ed elettricità incluse) e ammonta a circa 70% di quello che pagavamo a Firenze se metto in conto tutto. (E considerate che qui lo stipendio è il doppio rispetto a quello italiano, almeno in ambito universitario...) Ma certo siamo a Örebro, non a Firenze... con tutto il rispetto.

Vorrei soprattutto raccontarvi di com'è una casa condominiale svedese e cosa ha di particolare e per me insolito. Prima di tutto la lavanderia condominiale. Un edificio a parte con diverse stanze con lavatrici e asciugatrici a cui accedono gli abitanti di più palazzi. E' tutto informatizzato. Hai una chiavetta con cui puoi prenotare una "seduta" di tre ore, e il sistema ti fa entrare soltanto nella stanza prenotata nell'orario prenotato. (Ne ha scritto un post molto divertente Bixx tempo fa, parlando di "sensazione sovietica". Beh, direi che per me ungherese la sensazione sovietica è qualcos'altro, ma comunque sono d'accordo con quello che scrive.) In cambio della lavanderia condominiale superavanzata, il bagno in casa è molto spartano, ed è il punto debole dell'appartamento. Pavimento in linoleum e al posto di un box doccia soltanto un buco per terra.


Mi hanno detto che qui tutte le case comunali sono così. E in tutta la casa c'è il pavimento in linoleum, con l'unica eccezione del salotto dove, per fortuna, c'è il parquet. Ma fa un certo effetto avere il linoleum in camera da letto. Devo dire che questo tipo di pavimento era (è) molto diffusa anche nelle "case di pannello"  ungheresi (panelház in ungherese), esempi classici dell'architettura socialista del blocco sovietico con cui hanno rovinato l'immagine di tante belle città, e in una delle quali sono cresciuta anch'io (ma non ricordo più com'era il pavimento in casa nostra!). Insomma, a parte questi elementi spartani, la casa è pulita e tenuta bene.
Un'altra particolarità delle case svedesi che non usano il gas, né in cucina né per il riscaldamento. Quindi niente caldaia e noie connesse. Per il riscaldamento usano l'acqua calda che arriva direttamente dalla centrale, quindi tutti i condomini hanno, per definizione, il riscaldamento centralizzato. Se volete sapere di più di questo sistema, consiglio un post recente su OneWayToSweden in cui è spiegato molto bene come funziona.

Ah, riguardo al bagno, dimenticavo: niente bidet. Ma questo non è tanto sorprendente, dato che è una particolarità italiana. Sul tema hanno versato fiumi di inchiostro (virtuale) gli expat italiani  nei vari blog (ma ora non trovo i link), e io mi limito a dire che mi riabituerò alla sua mancanza, come ho fatto nei primi 21 anni della mia vita, ma se mai costruirò una casa in Svezia, ci metterò il bidet di sicuro.

Un'altra piccola curiosità: qui in Svezia il pianterreno non esiste. E' il primo piano. Cosa che può causare un attimo di confusione quando uno scende con l'ascensore e cerca una lettera o uno zero, perché non c'è. Con precisione germanica, il piano più basso è il primo piano, hanno ragione. 
A proposito dell'ascensore: non ha la porta interna, solo quella esterna, quindi puoi vedere passare i piani. Sistema non molto rassicurante. E sulla porta dell'ascensore su tutti i piani del palazzo è esposto un disegno che avverte ai pericoli dell'ascensore e che non posso non condividere con voi. Io lo trovo tragicomicamente raccapricciante: un omino impiccato nell'ascensore da un bidone della spazzatura (cliccate per ingrandire). Ma, mi chiedo io, chi è che porta il bidone della spazzatura in ascensore?!?


Quanto alla posizione della casa: è abbastanza centrale, a circa 10-15 minuti a piedi dal  pieno centro (devo ancora misurarlo), e a 100 metri dal fiume. Qui in città il lungofiume è molto bello, verde,  tranquillo, con pista ciclabile. Simile alle Piagge di Pisa, per intenderci.

lunedì 11 ottobre 2010

Un weekend con mamma nella Svezia centrale

Questo weekend ho avuto la prima visita da casa. E' venuta mia mamma (insieme al suo compagno) a trovarmi. Arrivati venerdì pomeriggio e ripartiti stamattina, quindi giusto per passare il weekend insieme e per vedere dove sono finita adesso. Loro hanno già dormito nella casa nuova, almeno me l'hanno resa un po' vissuta. Ho le chiavi dalla fine di settembre, ma mi ci trasferisco definitivamente solo giovedì, quando arriva Gabriele. Finalmente un trasloco che posso fare con più calma! Ma adesso volevo raccontare del weekend...

Abbiamo avuto fortuna con il tempo, perché anche se entrambe le giornate sono iniziate con un cielo coperto e grigio, poi per il pomeriggio è uscito il sole. Con il sole e i colori dell'autunno la Svezia è un'autentica meraviglia! Per me lo è l'autunno in generale, ma qui i colori delle foglie sembrano ancora più accese.
Sabato siamo stati in giro per la città di Örebro. Abbiamo passato diverso tempo nel Wadköping, un museo all'aperto dove hanno raccolto alcune case vecchie della città e in ognuno hanno allestito delle mostre per far vedere al visitatore come si viveva secoli fa e dei negozi di artigianato locale, nonché un antiquario di libri. Si trova lungo il fiume Svartån, in mezzo a un bellissimo parco che ha vinto il titolo del parco più bello Svezia nel 2004.

Wadköping (Örebro)

Leggendo un po' su internet ho scoperto che il museo deve il suo nome allo scrittore Hjalmar Bergman, uno dei maggior esponenti della letteratura svedese dell'inizio Novecento che ha dedicato una serie di romanzi a una cittadina fittizia della Svezia centrale, chiamata Wadköping. (Il museo è stato istituito nel 1965.) Una curiosità che mi indurrà a fare ulteriori indagini è che Bergman visse sei anni della sua vita a Firenze, e lo ricorda una targa sul palazzo dove abitava. Da scoprire la prossima volta che capito in centro a Firenze! Il tipo mi incuriosisce anche perché è contemporaneo del mio poeta ungherese preferito, e la sua foto mi ha subito ricordato lui (Endre Ady) anche fisicamente. Vedete un po' voi se non si assomigliano: una foto di Bergman e una foto di Ady. Sarà anche lo stile delle fotografie dell'epoca...

Ma tornando al weekend: domenica poi abbiamo fatto una gita fuori porta. Dopo aver consultato la mia guida della Svezia (Lonely Planet), ho scelto la direzione ovest. Destinazione: il lago Vänern, il lago più grande della Svezia (5.650 km2), più precisamente la città di Karlstad alla sua estremità nord. Qui in riva a uno dei numerosi canali che portano al fiume abbiamo visto una serie palazzi moderni che avevano il porticello privato, con le barche a motore sotto casa.


Poi abbiamo un visto un altro bellissimo parco (in Svezia non mancano), sempre a Karlstad, con tanto di parco giochi, minizoo, teatro all'aperto, villaggio d'epoca ricostruito e casa degli uccelli con tutte le spiegazioni per i bambini. Sulla strada di ritorno ci siamo fermati a Kristinehamn a vedere una statua di Picasso esposta sulla riva del lago per accogliere le barche approdano nel porto. E' la statua più grande di Picasso,  alta 15 metri, fatta di calcestruzzo, che è stato però solo ideato da Picasso e realizzato da un altro scultore norvegese, Carl Nesjar, amico di Picasso (nel 1965).


Ma la tappa a Kristinehamn è stata interessante e meritevole non tanto per Picasso (che a dire il vero non capisco, e non mi sono mai neanche impegnata per capirlo), ma piuttosto per le casette di legno lungo la riva del lago, veramente idilliache. Ecco due esempi:



L'ultima tappa sulla via di ritorno è stata l'ultima casa di Alfred Nobel, trasformata in un museo, vicino a Karlskoga. Purtroppo era chiuso e non c'era un'anima viva nei dintorni, ma abbiamo fatto una passeggiata tra i diversi edifici lo stesso. Lì abbiamo trovato anche questo cartello che indica la distanza dei luoghi della vita Alfred Nobel:

In generale c'era poca gente in giro, e ogni posto mi ha dato l'impressione di essere stato ideato per l'estate. Gli svedesi sembrano un popolo che dorme la metà dell'anno per poter stare sveglio l'altra metà. Un popolo che vive in simbiosi con la natura. Adesso purtroppo inizia il periodo del letargo, ma credo che quando arriva l'estate diventi il paese delle meraviglie.

sabato 28 agosto 2010

E l'esplorazione comincia!

Il mio primo weekend solitario in Svezia è cominciato con una bella giornata di sole oggi. Certo è durata poco, per la sera è arrivata la pioggia, e comunque non pensate a temperature alte come sono adesso in Italia. La massima qui è stata di 20 gradi. In ogni caso, stamattina si stava bene fuori e la città era piena di gente (con le dovute considerazioni, ovviamente). E mi sono approfittata dell'occasione per fare un giro in città e fare un po' di foto.

Già nei giorni precedenti avevo scoperto alcuni bei negozi, e adesso sono tornata a vederli meglio. Il mio preferito in assoluto è un negozio di dischi usati che odora di musica, anche se vende pure film. Tutto costa pochissimo, e adesso sta pure facendo i saldi (io ho speso 131 corone per 6 film, circa 14 euro). E' un locale pieno di LP, CD e DVD, gestito da un ragazzo pelato con la barba a pizzo che sembrava uscita da una rockband (lo vedete nella foto sullo sfondo). Quando sono andata a pagare i dvd mi ha dato un volantino di una fiera di dischi che sarà tenuta in un parco della città sabato prossimo (vedete anche questo nella foto). Bene! Ho già un programma per il mio secondo weekend solitario a Örebro! :)

Poi sono passata a una libreria a comprare un dizionario svedese. L'ho preso italiano-svedese, dato che ungherese-svedese non ce l'avevano (e così almeno poi lo potrà usare anche Gabriele). Mentre facevo la fila alla cassa mi sono accorta che la signora davanti a me si stava comprando due guide di Firenze. Devo dire che mi si è stretto il cuore. Ma poi a rallegrarmi ci ha pensato la cassiera che, vedendo i due libri italo-svedesi che stavo per pagare, mi ha chiesto in italiano: "Sei italiana?" E io: "Beh sì, quasi... più o meno... abbastanza... insomma... ungherese e italiana!" E' venuto fuori che lei invece era italiana del tutto. Del Friuli! Le ho detto che avevo visto l'altra signora comprare due guide di Firenze e, fieramente, che io avevo vissuto lì fino a una settimana fa. Non so se aveva intuito come poteva tirarmi su più facilmente, ma è stata molto efficace la sua risposta: "sì, si sente la cadenza". Non so se sapete, ma questa è una cosa che mi dicono ogni volta che vado fuori dalla Toscana, ma mai in Toscana. Sicuramente ho preso qualcosa dell'accento toscano, ma non tutto, quindi gli "indigeni" mi scoprono subito, mentre gli altri non se ne accorgono.

Conclusione della prima settimana: mi sto ambientando. E tutto sommato sto bene. Basta che non penso a Firenze.