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giovedì 26 settembre 2013

L'asta immobiliare

Ero tentata a intitolare questo post "Dove gli svedesi impazziscono", ma poi ho optato per un titolo più sobrio e chiaro (come mi capita spesso). Però, anche se chiaramente ironico, è un po' vero. E non è facile vedere gli svedesi comportarsi in maniera impulsiva. "Vedere" per modo di dire, perché l'asta si svolge a distanza, su internet o via sms. Sì, avete letto bene, si può partecipare all'asta via sms. Una volta che l'agente ti ha visto al visning (vedi sotto) ed ha accertato che dietro quel numero di cellulare ci sei tu, non si preoccupa più delle formalità e accetta le offerte via sms. Anche perché le offerte non sono vincolanti, ci si può ritirare fino all'ultimo momento, cioè fino alla firma del contratto. E questo vale per entrambe le parti, anche per il venditore.

Avendo visto decine di appartamenti negli ultimi mesi e partecipato a ben cinque aste, ci siamo fatti un'idea abbastanza chiara di come funzioni questo sistema. E' molto ben organizzato e trasparente, niente da dire. Però questa cosa dell'asta è un po' stressante. Ti ritrovi ad aspettare gli sms con le eventuali maggiori offerte come si aspettano i messaggi del ragazzo/a dopo il primo appuntamento. Solo che qui speri che non arrivino.

Come ho accennato nel post precedente sulle compravendite immobiliari in Svezia, questo è un momento storico particolare, in quanto - al contrario dell'Italia e dell'Ungheria - c'è una notevole domanda per le abitazioni che il mercato per ora non riesce a soddisfare. Consequentemente i prezzi stanno salendo e di fretta. Qui a Örebro sono sempre abbastanza convenienti. Diciamo che adesso sono già allo stesso livello di Pontedera (provincia di Pisa), ma non ancora a quello di Firenze. Però se continua così, ci si arriva presto (dato che in Italia, invece, i prezzi stanno calando). Nelle grandi città (Stoccolma e Göteborg in primis) i prezzi sono molto più elevati. (Se volete farvi un'idea più precisa dei prezzi, fatevi un giro su www.hemnet.se.)

L'efficienza svedese vuole che ogni casa in vendita tramite un'agenzia immobiliare sia aperta al pubblico per un'ora in un determinato giorno prestabilito e pubblicizzato (öppen visning). Può andare a vederla chiunque, non è necessario iscriversi in anticipo o contattare l'agenzia prima in alcun modo. E' possibile registrarsi per poter essere avvisati per tempo dell'eventuale cancellazione del visning, ma non è obbligatorio. Quando invece ti presenti in quell'occasione, alla porta ti attende un agente che ti chiede nome e numero di telefono. Il giorno dopo chiamerà tutti per chiedere se sono interessati a fare un'offerta. Nell'annuncio dell'immobile è indicato un prezzo minimo, cioè un prezzo di partenza per l'asta (avgångspris). E' comunque possibile partire con un'offerta più bassa. Se nessuno offre di più, spetterà al proprietario decidere se accettare la somma più bassa o meno.

Come dicevo, le offerte fatte all'asta non sono vincolanti, e neanche il proprietario è obbligato a vendere la casa al vincitore. Può benissimo scegliere uno degli altri offerenti o anche qualcuno che all'asta non ha partecipato (in ogni caso dovrà pagare però la percentuale sul prezzo all'agente immobiliare). A noi è subito parso sospetto questo sistema, forse sono preconcetti italo-ungheresi, che potrebbe essere esposto a "giochini sporchi" da parte del venditore. Mettiamo che chieda a un amico di partecipare all'asta per far aumentare il prezzo finché non ci sono più altre offerte, poi però decide di vendere la casa al secondo offerente. Non so come facciano ad evitare che questo accada, e non ho idea se accade mai. Il pensiero ci è venuto perché in questo periodo effettivamente i prezzi salgono verticosamente alle aste, anche del 30-40%, almeno per quanto riguarda la categoria più richiesta di immobili, gli appartamenti di due-tre stanze (cioè salotto più una o due camere da letto) in città.

E cosa succede una volta che hai vinto l'asta? Non è il nostro caso, dato che non siamo stati il miglior offerente in nessuna delle cinque aste alle quali abbiamo partecipato. Ma ho capito che poi tutto va molto veloce e liscio. Il contratto di compravendita generalmente viene stipulato nel giro di una settimana dopo la fine dell'asta, se né l'offerente né il proprietario si ritirano. Ma della procedura di compravendita magari racconto in un altro post...

mercoledì 27 febbraio 2013

Lavori in corso

La ristrutturazione del nostro palazzo è arrivata a un buon punto. (Vedete il post precedente, di ottobre, qui). Vi racconto gli ultimi sviluppi.

A fine ottobre hanno cominciato a smontare la facciata. Come vedete le porte c'erano già, anche se solo con una ringhiera, senza balcone.


Hanno cambiato tutti gli infissi, e li hanno anche allargati. Quindi abbiamo finestre più grandi e una porta più grande che poi darà sul balcone. In salotto invece di finestre apribili ora abbiamo un semplice (doppio) vetro.

 

A ottobre ci chiedevamo ancora come avrebbero montato i balconi su un palazzo che prima non ce li aveva, e a dicembre l'abbiamo capito. Hanno fissato una colonna metallica alla facciata, e la base del balcone viene fissata ad essa con delle funi di acciaio.



Nel frattempo in casa ci hanno cambiato tutti i termosifoni e hanno installato anche un contatore dell'acqua. Non abbiamo capito se questo vuol dire che da ora in poi si pagherà l'acqua a parte a consumo. Sarebbe una cosa assai atipica per gli affitti svedesi (acqua e riscaldamento sono sempre inclusi nell'affitto), e non abbiamo ricevuto nessun preavviso al riguardo. Staremo a vedere.

Per questi e altri piccoli lavori entrano spesso in casa gli operai in questo periodo. Generalmente avvisano prima per telefono (mi chiamano al cellulare qualche giorno prima). Hanno la chiave, quindi non c'è bisogno di essere a casa quando vengono. Il più del lavoro però lo fanno all'esterno. Hanno una gru con un ponteggio che usano per i lavori sulla facciata e sul tetto. Così capita che la mattina mi ritrovo questo scenario davanti alla nostra finestra (abitiamo al quarto piano):


In questo caso, siccome non entrano in casa, ovviamente non avvisano, quindi è meglio stare attenti a come si esce la mattina dalla camera da letto. :)

Il nostro appartamento è all'ultimo piano, quindi sopra il balcone avremo anche una tettoia che hanno cominciato a montare circa due settimane fa. Come vedete la struttura è fatta in parte di metallo e in parte di legno. Poi sarà tutta rivestita di ancora non so cosa.




Insomma, ora c'è ancora un bel casino, ma i lavori promettono bene. Credo che il palazzo sarà parecchio più bello e moderno ad opera finita. Siamo molto curiosi che aspetto avrà la nuova facciata. Probabilmente cambieranno anche la ringhiera del corridoio esterno che, ad essere onesti, era un po' bruttino (di alluminio color giallo).

Per quanto riguarda invece alcuni particolari, si nota una scarsa attenzione al dettaglio e alle rifiniture. Per portare due esempi eclatanti: 1) la soglia della porta del balcone in salotto che stona decisamente con il parquet.




2) Una scatoletta fissata alla parete all'ingresso che ancora non abbiamo ben capito a cosa serva. Non è apribile. Forse è un sensore di fumo. In ogni caso non si sono preoccupati dell'estetica e hanno fatto passare il filo sulla parete in modo ben visibile.



Comunque noi siamo in affitto, non è casa nostra, quindi non ci lamentiamo. Attendiamo invece curiosi le ultime rifiniture.

giovedì 14 febbraio 2013

Le cose più incredibili della Svezia

Dopo un weekend rigenerativo a Budapest (in tutti i sensi: emotivo e fisico, nonché culinario), eccomi a raccontarvi qualcosa di nuovo (nuovo per modo di dire...) su questo blog. Essendo cominciato un nuovo anno da quando sono assente dal blog, sarebbe anche ora di inaugurare questo 2013 con un post. E' un classico prendere in rassegna gli accaduti o fare i conti in qualche modo. Io vorrei ripercorrere i miei ultimi due anni e mezzo in Svezia e riassumere in un post le cose più incredibili che ho visto/vissuto qui. In positivo...

Più di un anno fa avevo già stilato una lista delle cose che mi piacciono in Svezia. Adesso invece vorrei riassumere quello che racconto più volentieri di questo paese quando me lo chiedono. Lasciando stare i punti negativi (che ovviamente ci sono) per adesso.

1. Assicurazioni. Purtroppo abbiamo avuto a che fare con loro ben due volte. Una volta per la macchina da rottamare, una volta per le bici rubate. Qui le meraviglie erano due. Primo, dopo che l'assicurazione ha offerto una somma onesta e realistica per la macchina da rottamare, e i soldi, tutti, sono arrivati sul nostro conto due settimane dopo. L'ho raccontato qui. Secondo, se hai l'assicurazione sulla casa copre anche il furto delle bici, anche se avvenuto fuori dall'appartamento. Nel nostro caso sono state rubate dal garage. L'ho menzionato qui, ma poi non ho raccontato gli sviluppi. L'assicurazione ci ha prontamente rimborsato la somma eccedente la franchigia di 1500 corone (175 euro). Trattandosi di bici non particolarmente preziose questa consisteva in sole 850 corone, ma è più di niente. Ciliegia sulla torta che poi una delle due bici è stata ritrovata dalla polizia, così ci è toccato restituire parte di questa somma all'assicurazione (così ci siamo ripresi la bici, altrimenti l'avrebbe tenuta l'assicurazione). Ovviamente sarebbe stato facile riprendere la bici alla polizia senza dire niente all'assicurazione, ma non volevamo fare i furbi.

2. Sempre in tema di polizia e hittegods (cioè oggetti smarriti, che in svedese si chiamano 'oggetti trovati'), i documenti persi trovati da qualcuno che li consegna alla polizia vengono direttamente spediti al proprietario in una lettera. L'ho scoperto un giorno arrivata a casa, trovando una lettera della polizia indirizzata a me, contenente la mia patente che non sapevo neanche di aver perso. L'ho raccontato qui.

3. Passando al sistema sanitario: i centri medici, i c.d. vårdcentral, dove hanno l'ambulatorio i medici di famiglia della zona sono molto ben attrezzati e possono effettuare diversi esami ed analisi che in Italia, Ungheria ed altri paesi vengono fatti in ospedale. Del sistema sanitario ha raccontato ampiamente Silvia di One Way to Sweden, vedete per esempio qui, qui e qui. E' poi una cosa fantascientifica la gestione delle prescrizioni di farmaci. Non esiste la ricetta cartacea. Vai in farmacia, dici il tuo personnummer e sanno tutto loro. Farmaco, quantità e dosaggio. Delle farmacie ha raccontato più ampiamente Daniele qui, spiegando che questa efficienza è dovuta al fatto che fino a due anni fa le farmacie svedesi erano tutte statali, parte di un sistema centralizzato.

4. Per quanto riguarda gli affitti: il hyresrätt, cioè il contratto di affitto a tempo indeterminato nelle grandi città (come Stoccolma e Göteborg) non è affatto facile da trovare, anzi, è un vero problema, però una volta trovato funziona alla meraviglia. E' vero che noi siamo anche fortunati col proprietario (il comune di Örebro) e con la persona che lo rappresenta nel nostro quartiere, ma anche il sistema è notevole. Oltre al fatto che qualsiasi guasto in casa viene riparato in breve tempo e senza dover sborsare una corona, ci sono anche i lavori di manutenzione che il proprietario è obbligato a fare e fa, se richiesto dall'inquilino, periodicamente. Nel caso in cui l'inquilino non lo richieda, viene detratto una piccola somma dal primo affitto dell'anno come compensazione. Ne ho raccontato qui. Quest'anno abbiamo richiesto il cambio della carta da parati nell'ingresso, dovrebbero farlo prossimamente.

5. L'ho lasciato per ultimo, ma in realtà è la cosa che forse apprezzo di più in assoluto in questo paese è come vengono gestiti il congedo parentale e l'assistenza alla famiglia. Il fatto che anche la maggior parte dei padri prenda il congedo parentale dopo la madre è un progresso fantastico che ha chiari effetti positivi sia sulla famiglia che sulla situazione lavorativa delle donne. Il fatto che un posto all'asilo sia assicurato a tutti i bambini e praticamente a costo zero (il costo dell'asilo più o meno equivale all'ammontare dell'assegno familiare mensile, per quanto ho capito) allieva molto lo stress dei giovani genitori, ma anche degli anziani nonni. Del sistema di congedo parentale e di assistenza alla famiglia potete leggere sugli altri blog di italiani che vivono in Svezia e hanno già bambini. In particolare vi consiglio il blog di Stefano di Milano/Stoccolma che il congedo parentale l'aveva preso e racconta della sua vita con le sue due piccole bambine quotidianamente.

Come vedete tutte le cose (secondo me) più incredibili della Svezia sono dovute ad un'organizzazione efficiente (a parte l'ultima che è una scelta di politica sociale). A volte mi chiedo, cosa sarebbe la Svezia senza i personnummer?!? :)

mercoledì 17 ottobre 2012

Una casa che cresce

Il nostro affitto a Örebro, oltre a essere il posto dove abito da più a lungo negli ultimi quindici anni, è anche fonte di continue meraviglie. Al momento del mio arrivo non ne ero particolarmente entusiasta. Lo trovavo un appartamento passabile, forse anche un po' squallido, ma l'ÖBO, l'ufficio che gestisce le case del comune non mi ha proposto alternative. O questo o niente, mi dissero. Così con poco entusiasmo, ma accettai. Invece poi il comune si è rivelato un ottimo padrone di casa. Ci è capitato pure un bovärd (l'impiegato responsabile per la nostra zona) parecchio in gamba e disponibile.

In questi due anni che sono/siamo qui ci sono stati un sacco di cambiamenti in positivo. A cominciare con l'ascensore (raccontato qui). Il vecchio ascensore inquietante l'anno scorso è stato sostituito da uno moderno a doppia porta automatica. Inoltre, da quando abitiamo qui è stata cambiata la carta da parati in quasi tutta la casa e le ante dei pensili in cucina. Il tutto completamente gratis. O meglio, qui funziona che l'affitto che paghi include anche il ricambio periodico degli elettrodomestici (frigo, freezer e forno ogni 18 anni), delle carte da parati (ogni 12 anni), delle ante dei pensili (ogni 20 anni), del pavimento in linoleum (ogni 22 anni) e del parquet del salotto (ogni 18 anni). Puoi controllare lo stato di manutenzione del tuo appartamento sul sito dell'ÖBO (accedendo con username e password naturalmente).



I ricambi non sono obligatori però. Nel caso in cui uno voglia lasciare la vecchia carta da parati, il vecchio frigo, il vecchio pavimento, ecc., si ottiene uno sconto (rabatt) dall'affitto del mese di gennaio. Questo ogni anno in cui non si desidera il ricambio in questione. Come vedete per esempio, noi non abbiamo richiesto il cambio della carta da parati nell'ingresso e nel ripostiglio, quindi avremo uno sconto di 603 corone (70 euro). Sembra pura fantascienza, vero?

Le meraviglie non finiscono qui. Quest'anno c'è arrivata una lettera in cui comunicavano che il palazzo sarebbe stato restaurato e sarebbero stati apportati diversi cambiamenti. Prima di tutto verrà allargato il corridoio esterno per permettere ai disabili di passare più facilmente e cambiato il rivestimento esterno per migliorare l'isolamento. I lavori sono cominciati all'inizio di settembre.


Ma la parte più forte di questi lavori sarà il montaggio di balconi. Infatti, uno dei punti più deboli di questo palazzo era l'assenza di balconi nella maggior parte degli appartamenti, tra cui il nostro. E' raro vedere case senza balcone in Svezia. Come è una rarità anche il corridoio esterno, a dire il vero. Insomma, tra qualche mese avremo il balcone! Siamo proprio curiosi come li monteranno, dal punto di vista tecnico. Saranno appoggiati su una colonna esterna? Staremo a vedere. Intanto la prolunga del corridoio esterno ci ispira poca fiducia. Speriamo bene.


Ma le meraviglie non finiscono qui. Già che ci sono ci cambieranno anche finestre e porta d'ingresso. Di quest'ultimo siamo particolarmente lieti, perché: 1) Non avrà la buca delle lettere (ne avevo scritto qui), ma monteranno le tradizionali cassette della posta su ogni piano. 2) Magari la serratura nuova ispirerà più sicurezza. Quella di adesso si chiude con un solo giro di chiave e basta. E non è che in Svezia siano inesistenti i furti (vedasi quel che è successo al nostro garage questa estate).

E la lista delle novità non finisce ancora. Avremo anche il citofono! Insomma, un sacco di cambiamenti, tutti apprezzati. Il tutto certamente non completamente gratis, ma per quelli che abitano già nel palazzo l'aumento dell'affitto mensile sarà davvero contenuto, di circa 280 corone. (Se vogliamo la vetrata per il balcone, altre 300 corone, ma noi non la vogliamo. Il balcone guarderà verso sud.) Per i futuri inquilini l'aumento sarà il doppio.

domenica 5 agosto 2012

Prime impressioni su Göteborg

Noto con curiosità che tra i blogger italo-svedesi non c'è nessuno che viva a Göteborg o dintorni. Anche se in realtà gli italiani non mancano neanche sulla costa occidentale, ma si vede che nessuno di loro ha deciso di scrivere un blog. Così spero di riuscire a contribuire alla blogosfera italo-svedese con qualche informazione inedita.

Di Göteborg dicono che è una città piccola dalle sembianze di una metropoli. Non sono d'accordo. Prima di tutto non è affatto piccola. Con i suoi mezzo milione di abitanti è la seconda città della Svezia. Poi, non sembra affatto una metropoli. Sembra una città da 500 mila abitanti (la dimensione di Firenze e Bologna). Non ha la metropolitana, ha però una decina di linee di tram che costituiscono una rete fitta di binari in centro città. Il trasporto pubblico è organizzato e funziona benissimo, anche se costa non poco. Come in tutta la Svezia, del resto.

Qualche pensiero e curiosità in ordine sparso:

- Trovo ganzissimo che i biglietti del trasporto pubblico siano validi non solo per i bus e i tram ma anche per i battelli! (Più info qui.) I battelli servono a collegare le isole dell'arcipelago con la città e le due sponde del fiume Göta älv in città. Essendo questo fiume molto largo alla foce, ci sono soltanto due ponti a collegare le parti nord e sud di Göteborg.

- Tira sempre il vento.

- Molti palazzi in centro hanno dei bellissimi balconi in ferro battuto. (Urge un fotoreportage...)

- A Göteborg non c'è niente che ti faccia capire che la Svezia è una monarchia, se non il simbolo della corona su qualche ufficio pubblico. Questo mi piace. Mancano i sintomi turistico-sensazionalistici di una monarchia moderna che invece pervadono Stoccolma. Credo che ci sia molta rivalità tra le due città.

- Mi pare di aver capito che l'accento dei göteborghesi è considerato il più bello della Svezia. Ho letto per esempio un'intervista con un commentatore di calcio (non ricordo il nome) che fu presentato come la star svedese degli ultimi europei, e lui (un po' scherzando, immagino) diceva che forse la sua popolarità era dovuta anche al suo accento göteborghese che piace alla gente. Se fossi già al punto di riuscire a distinguere i diversi accenti, sarei molto avanti con lo svedese... Speriamo di arrivarci.

- E' estremamente difficile trovare casa a Göteborg se vuoi un appartamento in affitto. Ci sono file interminabili di attesa per ogni casa, come a Stoccolma. L'argomento merita un post a parte. Speriamo che Gabriele non debba dormire sotto un ponte da settembre. (Abbiamo trovato un monolocale per l'estate, di uno studente che giustamente torna per l'inizio dell'anno accademico...)

- La parte di Göteborg che mi piace di più è la zona di Linnégatan. Potete farci un tour virtuale:


Visualizzazione ingrandita della mappa

Presto scriverò anche una pagina su "Com'è Göteborg", in maniera simile a quella su Örebro che trovate qui sopra, sotto il titolo del blog.

sabato 4 febbraio 2012

Prodotti invernali nordici

Questo inverno ho una piccola raccolta di foto di prodotti particolari che non avevo incontrato prima né in Italia, né in Ungheria. Le ho scattate col cellulare via via che li ho trovati nei vari negozi. La maggioranza da Clas Ohlson, una bella catena di emporio che noi abbiamo affettuosamente soprannominato "clacson". Ha negozi solo in Nord Europa (in Scandinavia e in Inghilterra).

Ecco alcune chicche nordiche:

Le stelle di carta illuminate immancabili nelle finestre da queste parti tra fine novembre e fine gennaio. In alternativa sono molto diffuse anche queste.

Scaldastivali!

Gomme invernali chiodate per bici!

Coperta termica (questa so che esiste anche in Italia, ma qui si vede davvero ovunque in questi mesi).

Suola antiscivolo da mettere sotto la scarpa.

A parte la stella di carta nella finestra, non ho comprato o usato nessuno di questi prodotti, ma si riconosce la loro utilità pratica. E, infine, un prodotto invernale svedese poco utile ma buono: il glögg!
 
Ogni paese ha la propria variante della bevanda calda per il periodo natalizio. In Svezia si chiama glögg. Questa bevanda speziata è da aggiungere al vino rosso caldo. Per saperne di più vedete il post di Daniele.

mercoledì 6 aprile 2011

Primavera svedese

Sono passate più di due settimane dall'ultima nevicata (18 marzo), e da diversi giorni che la temperatura non va più sotto zero neanche di notte. Ci sono ancora dei cumuli di neve qua e là, ma il più si è già sciolto. Per ora è tutto qui la primavera. Ecco una foto scattata ieri:


Niente verde, niente fiori, niente esplosione di colori. Per ora. Mi dicono che arriveranno a maggio. Nel frattempo sentire gli amici ungheresi e italiani che si godono la primavera, quella vera, e vedere le foto di picnic sul prato la domenica, fa una certa invidia. Comunque le temperature adesso sono più piacevoli, 10 gradi di massima. Il problema è che piove molto, e il cielo è quasi sempre coperto. Era meglio l'inverno!
Adesso le giornate sono sempre più lunghe, c'è già un'ora di luce in più rispetto a Firenze (15 ore qui, 14 là). (So che il mio blog a volte sembra un bollettino meteorologico, ma è uno degli aspetti più interessanti della Svezia...)

In ogni caso, grazie alle temperature più miti, iniziano a sentirsi alcuni vantaggi della primavera. Per esempio posso guidare in maniera normale, non come se ci fossero delle uova sotto i pedali (non c'è più rischio di ghiaccio). Poi, è ripartito il volo diretto Pisa-Stoccolma della Ryanair! Gabriele ha preso il primo volo disponibile la settimana scorsa, e questo weekend ci siamo dedicati un po' alla nostra casetta. Abbiamo comprato una nuova libreria-orologio che avevamo adocchiato all'Ikea diverso tempo fa. Ecco come sta in salotto:

 

Incredibilmente, la primavera ha anche degli svantaggi però. Per esempio, il ritorno dei ciclisti! E' un vero guaio per gli autisti socializzati altrove, tanto più se in Italia. Qui sono i ciclisti a dominare la strada, hanno assoluta precedenza sulle auto. Ce l'hanno anche i pedoni, ma loro non sono tanto un problema, dato che sono lenti. I ciclisti invece ti sfrecciano davanti a volte neanche guardandosi intorno. In più qui ci sono parecchi incroci in cui, se giri a destra col semaforo verde devi dare la precedenza ai pedoni e ai ciclisti sulle strisce, e quelli che arrivano da destra veloci sono veramente difficili da vedere in tempo. Il risultato è una guida superattenta e lenta, ergo noiosa...
La soluzione, lo so, è comprare una bici! La temperatura attuale (e la pioggia) non è ancora molto invitante, e purtroppo il ginocchio per ora non me lo permette, ma appena posso mi convertirò in ciclista!

Prossimamente: aggiornamento sul mio ginocchio (oggi ho fatto una radiografia).

E una canzone per stasera:

martedì 30 novembre 2010

Altre particolarità delle case svedesi

Nel primo post sulla nuova casa, ovviamente, non sono riuscita a raccontare tutto, ed è da tempo che stavo pensando di scriverne un altro. Oltre al bagno senza box doccia e bidet, il linoleum per terra, la lavanderia condominiale e l'immagine dell'omino impiccato da un bidone in ascensore, ci sono altre piccole particolarità che mi hanno colpito nella mia nuova abitazione. Premetto che tutto ciò vale per i palazzi condominiali comunali di una certa età, e non ho idea se sia vero anche per le case nuove. Andiamo con ordine...

Le finestre

Certamente finestre a doppio vetro, ma non è questa la novità, come neanche le veneziane tra i due vetri. Invece ho subito notato una strana lunga porticina al lato delle finestre che sembra far parte dell'infisso stesso. Siccome è difficile descriverla, le ho fatto una foto per farvela vedere.


(Scusate per la cattiva illuminazione, ma il contrasto con il bianco dell'esterno era proprio forte). Se apri questa porticina, vedi questo:


C'è un filtro dentro. E sulla prima foto potete notare una piccola valvola in alto su questa porticina (sì, lì nell'oscurità). Quella valvola piccola piccola serve per fare entrare aria! Per poter ricambiare l'aria in casa anche senza dover aprire la finestra. Credetemi che quando fuori tira un vento gelido di meno venti, la cosa si rivela di una certa utilità. C'è anche un'altra fessura lunga e stretta sopra le finestre che non ho fotografato. (Ancora non ho capito se abbiano funzioni differenti.)

La cassetta della posta

Non c'è. Invece c'è una fessura nella porta d'ingresso dell'appartamento, così che tutta la corrispondenza ti arriva direttamente in casa. Dato che il consumismo ha raggiunto anche la socialdemocratica Svezia, ciò significa tonnellate di pubblicità, offerte e giornalini da calpestare ogni sera che arrivi a casa e apri la porta. In più non è proprio piacevole sentire il botto della carta che casca per terra nell'ingresso in qualsiasi momento della giornata quando passa il postino o il ragazzo che distribuisce i volantini (senza bussare, naturalmente). Questa strana contraddizione della Svezia non l'ho ancora capita. Ma non erano loro che tengono la distanza e rispettano la tua privacy?!? A me decisamente non piace l'idea di avere un buco nella porta della mia casa dove chiunque può infilare qualsiasi cosa... (non è un buco neanche tanto stretto! sarà 25 per 6-7 centimetri).

Il citofono

Neanche questo c'è. La porta giù è aperta fino alle 21, dopodiché soltanto i condomini possono entrare con la chiave. Adesso, nell'era dei cellulari, la cosa non mette in particolare difficoltà gli abitanti, ma mi chiedo io come facevano vent'anni fa. Se volevi fare una visita a sorpresa a un tuo amico o semplicemente passavi di lì e volevi salutarlo dopo le 21 di sera, come facevi?!? La so la risposta: non lo facevi. (Anche perché mi è difficile immaginare uno svedese che urla davanti a una casa per attirare l'attenzione dell'amico che abita al quarto piano.) E ora che ci penso è anche abbastanza consono con lo stereotipo svedese: niente sorprese, tutto progettato (come i turni in lavanderia preprogrammati, limitati a massimo un bucato alla settimana), niente spontaneità, per carità!

Su questo punto urge un aggiornamento però. Nel 2010 gli svedesi sembrano essersi accorti di tale carenza. Qualche settimana fa mi era arrivata una lettera dal Comune (il mio padrone di casa) con un questionario in cui mi chiedevano se volevo che installassero il citofono nel nostro palazzo. Secondo il principio democratico lo installeranno se metà dei condomini lo desidera. Io ho risposto di non volerlo, data la quantità di persone che mi vengono a trovare in questa casa ogni giorno e la ormai fiorente era del cellulare e dello squillo (lo squillo: istituzione sconosciuta fuori dall'Italia, credetemi, pure un ungherese è capace di mandarti un sms solo per dirti "ok"), non trascurando poi il fatto che un po' mi aumenterebbe l'affitto. Proprio oggi mi è arrivata un'altra lettera in cui mi comunicano che più del 51% dei condomini ha scelto di installare il citofono, quindi adesso aspetto trepidante questa rivoluzione dei porttelefoner.

Oggi sono in vena sarcastica... si capisce, vero? ;)

mercoledì 20 ottobre 2010

La prima casa in Svezia

Ero indecisa se intitolare questo post "L'ennesimo trasloco", ma dato che voglio raccontarvi della casa e non del trasloco, alla fine ho scelto questo titolo poco fantasioso. Fatto sta comunque che da quando sono venuta via da casa dei miei a diciotto anni, faccio mediamente un trasloco all'anno. Solo in Italia ho abitato in otto affitti diversi (quattro a Pisa, quattro a Firenze), per diversi motivi su cui adesso non mi dilungo.
Anche se ho avuto le chiavi della casa già a fine settembre, ho aspettato l'arrivo di Gabriele prima di dormirci la prima volta e di fare il trasloco definitivo (i primi due mesi ho avuto una stanza a casa di una collega). Abbiamo sistemato e personalizzato la casa insieme, quindi la considero l'erede della nostra casa di Firenze, anche se ancora per qualche mese ci abiterò da sola. La dimensione comunque è più o meno la stessa, questa casa è un po' più grande quanto ai metri quadri (66), ma lo spazio era sfruttato molto meglio nell'appartamento fiorentino (soffitto alto, soppalco, lavanderia... chi di voi c'è stato lo sa. sigh...). Qui è tutto su un piano solo, e non abbiamo il balcone. Ecco una foto di un angolo del salotto:


Fortunatamente sono riuscita a trovare un appartamento già arredato, impresa non facile in Svezia. Così abbiamo dovuto comprare soltanto qualche mobile giusto per riempire gli spazi vuoti, e diverse altre piccole cose che servono in una casa nuova. Il palazzo è di proprietà del Comune, gestito dall'Örebro Bostad. Il canone comprende tutte le spese (acqua ed elettricità incluse) e ammonta a circa 70% di quello che pagavamo a Firenze se metto in conto tutto. (E considerate che qui lo stipendio è il doppio rispetto a quello italiano, almeno in ambito universitario...) Ma certo siamo a Örebro, non a Firenze... con tutto il rispetto.

Vorrei soprattutto raccontarvi di com'è una casa condominiale svedese e cosa ha di particolare e per me insolito. Prima di tutto la lavanderia condominiale. Un edificio a parte con diverse stanze con lavatrici e asciugatrici a cui accedono gli abitanti di più palazzi. E' tutto informatizzato. Hai una chiavetta con cui puoi prenotare una "seduta" di tre ore, e il sistema ti fa entrare soltanto nella stanza prenotata nell'orario prenotato. (Ne ha scritto un post molto divertente Bixx tempo fa, parlando di "sensazione sovietica". Beh, direi che per me ungherese la sensazione sovietica è qualcos'altro, ma comunque sono d'accordo con quello che scrive.) In cambio della lavanderia condominiale superavanzata, il bagno in casa è molto spartano, ed è il punto debole dell'appartamento. Pavimento in linoleum e al posto di un box doccia soltanto un buco per terra.


Mi hanno detto che qui tutte le case comunali sono così. E in tutta la casa c'è il pavimento in linoleum, con l'unica eccezione del salotto dove, per fortuna, c'è il parquet. Ma fa un certo effetto avere il linoleum in camera da letto. Devo dire che questo tipo di pavimento era (è) molto diffusa anche nelle "case di pannello"  ungheresi (panelház in ungherese), esempi classici dell'architettura socialista del blocco sovietico con cui hanno rovinato l'immagine di tante belle città, e in una delle quali sono cresciuta anch'io (ma non ricordo più com'era il pavimento in casa nostra!). Insomma, a parte questi elementi spartani, la casa è pulita e tenuta bene.
Un'altra particolarità delle case svedesi che non usano il gas, né in cucina né per il riscaldamento. Quindi niente caldaia e noie connesse. Per il riscaldamento usano l'acqua calda che arriva direttamente dalla centrale, quindi tutti i condomini hanno, per definizione, il riscaldamento centralizzato. Se volete sapere di più di questo sistema, consiglio un post recente su OneWayToSweden in cui è spiegato molto bene come funziona.

Ah, riguardo al bagno, dimenticavo: niente bidet. Ma questo non è tanto sorprendente, dato che è una particolarità italiana. Sul tema hanno versato fiumi di inchiostro (virtuale) gli expat italiani  nei vari blog (ma ora non trovo i link), e io mi limito a dire che mi riabituerò alla sua mancanza, come ho fatto nei primi 21 anni della mia vita, ma se mai costruirò una casa in Svezia, ci metterò il bidet di sicuro.

Un'altra piccola curiosità: qui in Svezia il pianterreno non esiste. E' il primo piano. Cosa che può causare un attimo di confusione quando uno scende con l'ascensore e cerca una lettera o uno zero, perché non c'è. Con precisione germanica, il piano più basso è il primo piano, hanno ragione. 
A proposito dell'ascensore: non ha la porta interna, solo quella esterna, quindi puoi vedere passare i piani. Sistema non molto rassicurante. E sulla porta dell'ascensore su tutti i piani del palazzo è esposto un disegno che avverte ai pericoli dell'ascensore e che non posso non condividere con voi. Io lo trovo tragicomicamente raccapricciante: un omino impiccato nell'ascensore da un bidone della spazzatura (cliccate per ingrandire). Ma, mi chiedo io, chi è che porta il bidone della spazzatura in ascensore?!?


Quanto alla posizione della casa: è abbastanza centrale, a circa 10-15 minuti a piedi dal  pieno centro (devo ancora misurarlo), e a 100 metri dal fiume. Qui in città il lungofiume è molto bello, verde,  tranquillo, con pista ciclabile. Simile alle Piagge di Pisa, per intenderci.