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sabato 21 agosto 2010

Gli albori di una nuova vita -ovvero- Siamo arrivati!

Dopo un viaggio lungo quattro giorni, giovedì sera siamo arrivati! Il percorso è stato: Firenze-Monaco-Berlino-Rostock-(traghetto)- Trelleborg-Örebro. Il viaggio è stato piovoso ed emozionante, e anche un po' triste per tutto quello che abbiamo lasciato alle spalle.
Un confronto che abbiamo potuto fare subito è che per lo stesso prezzo a Monaco abbiamo trovato una stanza decente, a Berlino una quasi di lusso, mentre in Svezia in un paesino distante da tutto una camera piena di ragni e piattole. Solo per illustrare la differenza dei prezzi... A favore della Svezia invece c'è da dire l'accesso gratuito a internet quasi ovunque. Mentre in Germania chiedevano fior di soldi per la connessione wireless in stanza, la rete gratuita l'abbiamo trovata subito sul traghetto verso la Svezia (gestito da una società svedese, la Scandlines), e poi, ovviamente, anche nell'alberguccio pieno di ragni in mezzo al nulla vicino a Trelleborg.

Ecco due foto scattate in Svezia in due città dove abbiamo fatto una sosta. (Meritavano entrambe!)

La facciata dell'edificio principale dell'Università di Lund:

(Qui stavano già arrivando le nuvole dopo una bella mattinata di sole.)

E un giardino pubblico a Jönköping:

Ho scoperto che Jönköping è la città d'origine della band Cardigans e città natale dell'illustratore di fiabe John Bauer (di quest'ultimo sembravano andare molto fieri in città).

giovedì 12 agosto 2010

Punto di partenza

La prossima settimana mi trasferisco. Ormai è fatto. Devo partire. Ma per capire dove sto andando devo prima di tutto chiarire da dove parto. E per me entrambe le questioni sono complicate. Ora ve lo spiego perché. Copio qui il testo di un post che ho scritto sull'altro blog il dicembre scorso, quando di trasferimento e di Svezia non si parlava ancora proprio. Così capite meglio anche il sottotitolo del mio blog. La mia identità sta per complicarsi ancora. O forse no.

Ecco il testo, intitolato "I miei due mondi":

Da qualche anno ormai che mi divido tra due mondi separati: tra i miei due paesi. Ogni volta che faccio un viaggio dall'Italia all'Ungheria o viceversa, parto da casa e arrivo a casa. E' una condizione alla quale mi sento sempre più attaccata, alla quale sarebbe sempre più pesante rinunciare. In Italia sono un'ungherese, in Ungheria ormai mi considerano una espatriata, italiana per adozione. Ho sostituito tante delle mie abitudini con lo stile di vita italiano, ragiono e sogno in due lingue, tutti e due i paesi mi fanno battere il cuore. E a volte ho la sensazione di aver proprio bisogno di questo mondo sdoppiato per sentire di vivere una vita vera e piena... Ho una doppia chiave di lettura: agli italiani rappresento il confronto con un paese dell'Europa dell'Est, agli ungheresi rappresento il confronto con l'Italia.
Tra i miei due mondi ci sono pochi punti di contatto. In Ungheria non conosco italiani, in Italia non frequento ungheresi (o comunque entrambi sono delle eccezioni). Nei rari momenti di contatto tra i miei due mondi la mia sensazione di avere una doppia vita si intensifica. E proprio in quei momenti che mi sento davvero fortunata ed incredibilmente arricchita da questa condizione...