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sabato 4 febbraio 2012

Prodotti invernali nordici

Questo inverno ho una piccola raccolta di foto di prodotti particolari che non avevo incontrato prima né in Italia, né in Ungheria. Le ho scattate col cellulare via via che li ho trovati nei vari negozi. La maggioranza da Clas Ohlson, una bella catena di emporio che noi abbiamo affettuosamente soprannominato "clacson". Ha negozi solo in Nord Europa (in Scandinavia e in Inghilterra).

Ecco alcune chicche nordiche:

Le stelle di carta illuminate immancabili nelle finestre da queste parti tra fine novembre e fine gennaio. In alternativa sono molto diffuse anche queste.

Scaldastivali!

Gomme invernali chiodate per bici!

Coperta termica (questa so che esiste anche in Italia, ma qui si vede davvero ovunque in questi mesi).

Suola antiscivolo da mettere sotto la scarpa.

A parte la stella di carta nella finestra, non ho comprato o usato nessuno di questi prodotti, ma si riconosce la loro utilità pratica. E, infine, un prodotto invernale svedese poco utile ma buono: il glögg!
 
Ogni paese ha la propria variante della bevanda calda per il periodo natalizio. In Svezia si chiama glögg. Questa bevanda speziata è da aggiungere al vino rosso caldo. Per saperne di più vedete il post di Daniele.

sabato 4 settembre 2010

Quante cose si imparano in un supermercato

Uno dei luoghi con cui uno familiarizza più velocemente all'estero è il supermercato, per ovvi motivi. E' incredibile quanto rivela di un paese un supermercato. Basta che uno tiene gli occhi aperti e osserva la gente, la scelta dei prodotti, i prezzi, la cassa, gli orari di apertura e scorge un sacco di differenze tra i due (o nel mio caso tre) paesi. In Svezia le due catene più diffuse sono l'ICA e la Coop (che nonostante l'insegna tanto simile, non ha nulla a che fare con la Coop italiana) che si possono trovare in tutte le dimensioni, come in Italia. Oggi, dopo la fiera dei dischi al bellissimo Brunnsparken, ho passato più di un'ora alla Coop che vedete nella foto, e giravo con un taccuino annotando i prezzi e le particolarità che notavo. Ho fatto anche qualche foto fugace. (Chissà che pensava la gente me mi vedeva! Forse sta facendo una ricerca di mercato...) Ecco il risultato.

I prezzi

Credo che i prezzi più indicativi del costo degli alimenti in un paese siano quelli della frutta e della verdura. In Svezia c'è un'ampia scelta di entrambe, ma la maggior parte naturalmente è merce di importazione. Non ho trovato nessuna frutta svedese (o forse un tipo di mela su cui non era indicato il paese d'origine), invece di verdure ce ne erano diverse di produzione locale (aglio, patate, pomodoro, funghi, broccoli, carote). Riporto qui alcuni prezzi al chilo, insieme alla provenienza. Considerate che 10 corone svedesi adesso sono circa 1,07 euro.

- mela 18,90 - Brasile, Chile
- pesche nettarine 18,90 - Italia
- arancia 17,90 - Sud Africa
- fragola 79,80 - Belgio
- lampone 199,20 - Germania (un botto!)
- cipolla rossa 14,90 - Olanda
- cipolla gialla 9,90 - Olanda
- pomodoro a grappoli 22,90 - Olanda
- pomodoro comune 24,90 - Svezia
- pomodoro ciliegino 39,60 - Olanda
- patate 6,90 - Svezia
- champignon 69,00 - Svezia
- broccoli 39,90 - Svezia
- peperone: cambia prezzo in base al colore dalle 21,90 (verde) alle 34,90 (rosso) - provenienza non indicata... (quello preconfezionato era olandese)

Altri prodotti alimentari di base

- burro 79,60 al chilo
- latte fresco 7,43 al litro
- latte a lunga conservazione 6,95 al litro
- uova dalle 1,98 alle 3,08 al pezzo
- farina 4,95 al chilo
- zucchero 21,00 al chilo
Per segnare i prezzi dei latticini nel reparto frigo ho rischiato di prendere la sinusite. Neanche fossero dei congelatori. Faceva un freddo... Ma, mi chiedo io, non avete già abbastanza freddo fuori?!?

Importazioni italiane

So che uno deve adattarsi alla cucina del posto ovunque vada, e io provo qualsiasi piatto volentieri quando faccio la turista, e ci sono poche cose non mangio, ma ormai sono diventata troppo italiana! Quando torno a casa in Ungheria, mi approfitto sempre dell'occasione per mangiare i miei piatti e prodotti preferiti ungheresi, ma mi rendo conto che dopo una settimana o due non ne posso più di tanta carne, panna acida e burro. A parte il gusto, la cucina italiana è anche molto più sana rispetto a quella continentale.
Per fortuna anche in Svezia è possibile cucinare piatti italiani a casa, e si trovano diversi ingredienti di importazione italiana. Certo la scelta è scarsa e i prezzi sono molto più alti. Ecco qualche esempio:
- una busta di rucola 16,90
- gorgonzola (Galbani) 159,20 al chilo
- ricotta (Galbani) 250 g 27,00
- mascarpone (Medeghini) 250 g 19,90
- Lavazza Rossa 250 g 31,90
- polpa di pomodoro (Mutti) 400 g 25,90
- pasta Barilla (penne rigate) 500 g 9,95
- olio di oliva extravergine (Monini) 750 g 54,90
- olio extravergine della Coop (di olive italiane) 750 g 44,90

A voi il confronto...

La scelta dei prodotti

La foto accanto raffigura degli enormi pezzi di formaggio preconfezionato dalla consistenza un po' inquietante. Così come è inquietante anche la lunga fila di ketchup e dressing di tutti i tipi. La mia impressione era che quello che per un supermercato italiano è la pasta, per un supermercato svedese fossero le salse (vedi la foto più in basso). C'è anche un'ampia scelta di farine (di frumento, di segale, di orzo, ecc.). Per quanto riguarda il pane, invece, non c'è una grande varietà. Oggi alla Coop c'erano quattro tipi e nessuno di questi sembrava essere locale. Si chiamavano: pane italiano, pane greco, baguette, e... pane ungherese! Non potevo non comprare quest'ultimo che per giunta era il più caro (47,40 al chilo in confronto alle 44,30 del pane italiano). Stasera l'ho assaggiato e devo dire che mi sembrava davvero di mangiare il pane di casa! Il pane ungherese è bianco, salato, molto soffice dentro e croccante fuori.


Una particolarità dei supermercati svedesi è che vendono diversi prodotti al chilo che in Italia (e anche in Ungheria) siamo abituati a comprare preconfezionati. Nella foto accanto vedete una lunga fila di caramelle (79,90 al chilo), ma ci sono anche i cereali, la frutta secca e il tè "self-service". Così uno può comporre il proprio muesli per la colazione come preferisce e comprare tè esotici nella quantità desiderata.

Ci sono ancora diverse cosette che ho scoperto facendo la spesa, ma per motivi di spazio rinvio il proseguimento del racconto a un futuro post...

p.s.: Ieri ho scritto una pagina su com'è Örebro (con diverse foto) che trovate tra i link fissi sotto il titolo del blog.

sabato 28 agosto 2010

E l'esplorazione comincia!

Il mio primo weekend solitario in Svezia è cominciato con una bella giornata di sole oggi. Certo è durata poco, per la sera è arrivata la pioggia, e comunque non pensate a temperature alte come sono adesso in Italia. La massima qui è stata di 20 gradi. In ogni caso, stamattina si stava bene fuori e la città era piena di gente (con le dovute considerazioni, ovviamente). E mi sono approfittata dell'occasione per fare un giro in città e fare un po' di foto.

Già nei giorni precedenti avevo scoperto alcuni bei negozi, e adesso sono tornata a vederli meglio. Il mio preferito in assoluto è un negozio di dischi usati che odora di musica, anche se vende pure film. Tutto costa pochissimo, e adesso sta pure facendo i saldi (io ho speso 131 corone per 6 film, circa 14 euro). E' un locale pieno di LP, CD e DVD, gestito da un ragazzo pelato con la barba a pizzo che sembrava uscita da una rockband (lo vedete nella foto sullo sfondo). Quando sono andata a pagare i dvd mi ha dato un volantino di una fiera di dischi che sarà tenuta in un parco della città sabato prossimo (vedete anche questo nella foto). Bene! Ho già un programma per il mio secondo weekend solitario a Örebro! :)

Poi sono passata a una libreria a comprare un dizionario svedese. L'ho preso italiano-svedese, dato che ungherese-svedese non ce l'avevano (e così almeno poi lo potrà usare anche Gabriele). Mentre facevo la fila alla cassa mi sono accorta che la signora davanti a me si stava comprando due guide di Firenze. Devo dire che mi si è stretto il cuore. Ma poi a rallegrarmi ci ha pensato la cassiera che, vedendo i due libri italo-svedesi che stavo per pagare, mi ha chiesto in italiano: "Sei italiana?" E io: "Beh sì, quasi... più o meno... abbastanza... insomma... ungherese e italiana!" E' venuto fuori che lei invece era italiana del tutto. Del Friuli! Le ho detto che avevo visto l'altra signora comprare due guide di Firenze e, fieramente, che io avevo vissuto lì fino a una settimana fa. Non so se aveva intuito come poteva tirarmi su più facilmente, ma è stata molto efficace la sua risposta: "sì, si sente la cadenza". Non so se sapete, ma questa è una cosa che mi dicono ogni volta che vado fuori dalla Toscana, ma mai in Toscana. Sicuramente ho preso qualcosa dell'accento toscano, ma non tutto, quindi gli "indigeni" mi scoprono subito, mentre gli altri non se ne accorgono.

Conclusione della prima settimana: mi sto ambientando. E tutto sommato sto bene. Basta che non penso a Firenze.