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domenica 6 ottobre 2013

Una vita comoda (Filosofeggiando...)

Quando mi chiedono "Ma com'è la vita in Svezia?" (e capita spesso), generalmente dopo un momento di esitazione rispondo che "è una vita comoda". Certamente è sempre riduttivo descrivere un paese o una vita con un aggettivo solo, ma se devo sceglierne uno per la vita svedese, mi viene in mente "comodo". Qualche volta ci rifletto e per ora arrivo sempre alla stessa conclusione: la vita svedese è comoda. Dopo quella italiana poi...

Si potrebbe usare anche tanti altri aggettivi. Per esempio confortevole, tranquilla, sicura, prevedibile. Ma "confortevole" porta in sé un giudizio valutativo positivo, mentre "comodo" riflette bene la doppia faccia del concetto. "Tranquilla" poi lo sono io di mio, quindi per me non è una novità. "Sicurezza" e "prevedibilità", infine, sono sempre solo un'illusione, anche se certo è che qua questa illusione è parecchio forte. E' poco umile però pensare che la vita sia prevedibile. Potrei anche dire "una vita piatta", ma sarebbe troppo negativo e sarei ingiusta nei confronti della Svezia. Se uno ha una vita piatta, deve guardare dentro sé stesso invece di incolpare l'ambiente circostante. La vita è interessante in ogni circostanza se vissuta con curiosità e spirito di iniziativa.

Se invece dovessi descrivere la vita in Italia, in base alla mia esperienza di circa sette anni vissuti lì, userei l'aggettivo "stimolante". Una vita che di comodo ha ben poco. Non è né tranquilla, né sicura, né prevedibile, ma è piena di stimoli di tutti i tipi. Stimoli visivi, gustativi, emotivi ed interpersonali. Una vita che non ti lascia mai in pace, che ti sfida continuamente, stancante e arricchente allo stesso tempo. Della vita in Italia ci si può stancare, anzi, ci si può stufare, ma rimanere indifferenti mai. E' una vita piena di emozioni, positive o negative che siano (vedi questo post dell'anno scorso).

Nella mia mente scorrono mille pensieri riguardo a questo discorso, questo confronto tra "comodo" e "stimolante" che sembrano essere qualità incompatibili o comunque distanti. La vita svedese è comoda, perché qua le cose funzionano. Si è praticamente viziati dai servizi pubblici e da coloro che lavorano nel settore pubblico, con poche eccezioni. Si è informati su ogni minimo dettaglio, e tutto è spiegato a un livello intellettivo di un bambino di dieci anni (che talvolta rasenta il ridicolo, ma posso immaginare che ci siano persone che ne hanno davvero bisogno). Il punto è che qua raramente ti devi "arrangiare", come succede in Italia, ma anche in altri paesi. Ci sono lo stato e il comune con i loro servizi che pensano a te. E questo è vero anche per l'istruzione universitaria. Gli studenti sono serviti e coccolati.

La mia domanda è, e non smetterò mai di farmela: ma è questa la chiave della felicità? La comodità? Lo so che chi non ce l'ha se la sogna, e non voglio sminuire la sua importanza, ma neanche elevarla su un piedistallo come un valore fondamentale della vita. La comodità tranquillizza e appiattisce allo stesso tempo e non è affatto una garanzia di serenità. Adoro questa parola, "serenità", che ho imparato in Italia. Ne ho già scritto qui una volta, come esempio di espressione italianissima. Per raggiungere la serenità ci vuole soprattutto pace interiore che non ha nulla a che vedere con la comodità. Però almeno non sono concetti incompatibili...

Questo discorso potrebbe portare molto lontano, e riconosco che è un filosofeggiare senza fine e senza concretezza, ma è nella mia natura fare riflessioni del genere ognitanto. E' come un esercizio per la mente, e capita che mi aiuti a comprendere qualcosa di nuovo. Quel che ho capito questa volta è che la vita comoda ha un suo prezzo: la quantità ridotta di stimoli. Non è una tragedia. Semplicemente ti devi impegnare il doppio per trovarli o crearteli e per vedere quegli stimoli ridotti che trovi come tali.

Il mio problema è che io, non essendo una persona creativa di natura, ho bisogno di stimoli esterni che tirino fuori il mio lato creativo. E' un mio limite, lo riconosco, ma è importante conoscere sé stessi per poter vivere una vita serena. Confesso che oltre a cercare di impegnarmi in questo senso in Svezia, uso anche una scorciatoia: torno in Italia quando posso per ricaricarmi di stimoli (visivi, gustativi ed interpersonali). Da adesso però, per via del regalo di Natale in arrivo, per i prossimi cinque-sei mesi almeno non lascierò la Svezia. Vediamo come la vivrò questa cosa. A parte che credo che dopo Natale la vita comoda sarà un lontano ricordo per un paio d'anni almeno... :)

giovedì 14 febbraio 2013

Le cose più incredibili della Svezia

Dopo un weekend rigenerativo a Budapest (in tutti i sensi: emotivo e fisico, nonché culinario), eccomi a raccontarvi qualcosa di nuovo (nuovo per modo di dire...) su questo blog. Essendo cominciato un nuovo anno da quando sono assente dal blog, sarebbe anche ora di inaugurare questo 2013 con un post. E' un classico prendere in rassegna gli accaduti o fare i conti in qualche modo. Io vorrei ripercorrere i miei ultimi due anni e mezzo in Svezia e riassumere in un post le cose più incredibili che ho visto/vissuto qui. In positivo...

Più di un anno fa avevo già stilato una lista delle cose che mi piacciono in Svezia. Adesso invece vorrei riassumere quello che racconto più volentieri di questo paese quando me lo chiedono. Lasciando stare i punti negativi (che ovviamente ci sono) per adesso.

1. Assicurazioni. Purtroppo abbiamo avuto a che fare con loro ben due volte. Una volta per la macchina da rottamare, una volta per le bici rubate. Qui le meraviglie erano due. Primo, dopo che l'assicurazione ha offerto una somma onesta e realistica per la macchina da rottamare, e i soldi, tutti, sono arrivati sul nostro conto due settimane dopo. L'ho raccontato qui. Secondo, se hai l'assicurazione sulla casa copre anche il furto delle bici, anche se avvenuto fuori dall'appartamento. Nel nostro caso sono state rubate dal garage. L'ho menzionato qui, ma poi non ho raccontato gli sviluppi. L'assicurazione ci ha prontamente rimborsato la somma eccedente la franchigia di 1500 corone (175 euro). Trattandosi di bici non particolarmente preziose questa consisteva in sole 850 corone, ma è più di niente. Ciliegia sulla torta che poi una delle due bici è stata ritrovata dalla polizia, così ci è toccato restituire parte di questa somma all'assicurazione (così ci siamo ripresi la bici, altrimenti l'avrebbe tenuta l'assicurazione). Ovviamente sarebbe stato facile riprendere la bici alla polizia senza dire niente all'assicurazione, ma non volevamo fare i furbi.

2. Sempre in tema di polizia e hittegods (cioè oggetti smarriti, che in svedese si chiamano 'oggetti trovati'), i documenti persi trovati da qualcuno che li consegna alla polizia vengono direttamente spediti al proprietario in una lettera. L'ho scoperto un giorno arrivata a casa, trovando una lettera della polizia indirizzata a me, contenente la mia patente che non sapevo neanche di aver perso. L'ho raccontato qui.

3. Passando al sistema sanitario: i centri medici, i c.d. vårdcentral, dove hanno l'ambulatorio i medici di famiglia della zona sono molto ben attrezzati e possono effettuare diversi esami ed analisi che in Italia, Ungheria ed altri paesi vengono fatti in ospedale. Del sistema sanitario ha raccontato ampiamente Silvia di One Way to Sweden, vedete per esempio qui, qui e qui. E' poi una cosa fantascientifica la gestione delle prescrizioni di farmaci. Non esiste la ricetta cartacea. Vai in farmacia, dici il tuo personnummer e sanno tutto loro. Farmaco, quantità e dosaggio. Delle farmacie ha raccontato più ampiamente Daniele qui, spiegando che questa efficienza è dovuta al fatto che fino a due anni fa le farmacie svedesi erano tutte statali, parte di un sistema centralizzato.

4. Per quanto riguarda gli affitti: il hyresrätt, cioè il contratto di affitto a tempo indeterminato nelle grandi città (come Stoccolma e Göteborg) non è affatto facile da trovare, anzi, è un vero problema, però una volta trovato funziona alla meraviglia. E' vero che noi siamo anche fortunati col proprietario (il comune di Örebro) e con la persona che lo rappresenta nel nostro quartiere, ma anche il sistema è notevole. Oltre al fatto che qualsiasi guasto in casa viene riparato in breve tempo e senza dover sborsare una corona, ci sono anche i lavori di manutenzione che il proprietario è obbligato a fare e fa, se richiesto dall'inquilino, periodicamente. Nel caso in cui l'inquilino non lo richieda, viene detratto una piccola somma dal primo affitto dell'anno come compensazione. Ne ho raccontato qui. Quest'anno abbiamo richiesto il cambio della carta da parati nell'ingresso, dovrebbero farlo prossimamente.

5. L'ho lasciato per ultimo, ma in realtà è la cosa che forse apprezzo di più in assoluto in questo paese è come vengono gestiti il congedo parentale e l'assistenza alla famiglia. Il fatto che anche la maggior parte dei padri prenda il congedo parentale dopo la madre è un progresso fantastico che ha chiari effetti positivi sia sulla famiglia che sulla situazione lavorativa delle donne. Il fatto che un posto all'asilo sia assicurato a tutti i bambini e praticamente a costo zero (il costo dell'asilo più o meno equivale all'ammontare dell'assegno familiare mensile, per quanto ho capito) allieva molto lo stress dei giovani genitori, ma anche degli anziani nonni. Del sistema di congedo parentale e di assistenza alla famiglia potete leggere sugli altri blog di italiani che vivono in Svezia e hanno già bambini. In particolare vi consiglio il blog di Stefano di Milano/Stoccolma che il congedo parentale l'aveva preso e racconta della sua vita con le sue due piccole bambine quotidianamente.

Come vedete tutte le cose (secondo me) più incredibili della Svezia sono dovute ad un'organizzazione efficiente (a parte l'ultima che è una scelta di politica sociale). A volte mi chiedo, cosa sarebbe la Svezia senza i personnummer?!? :)

mercoledì 17 ottobre 2012

Una casa che cresce

Il nostro affitto a Örebro, oltre a essere il posto dove abito da più a lungo negli ultimi quindici anni, è anche fonte di continue meraviglie. Al momento del mio arrivo non ne ero particolarmente entusiasta. Lo trovavo un appartamento passabile, forse anche un po' squallido, ma l'ÖBO, l'ufficio che gestisce le case del comune non mi ha proposto alternative. O questo o niente, mi dissero. Così con poco entusiasmo, ma accettai. Invece poi il comune si è rivelato un ottimo padrone di casa. Ci è capitato pure un bovärd (l'impiegato responsabile per la nostra zona) parecchio in gamba e disponibile.

In questi due anni che sono/siamo qui ci sono stati un sacco di cambiamenti in positivo. A cominciare con l'ascensore (raccontato qui). Il vecchio ascensore inquietante l'anno scorso è stato sostituito da uno moderno a doppia porta automatica. Inoltre, da quando abitiamo qui è stata cambiata la carta da parati in quasi tutta la casa e le ante dei pensili in cucina. Il tutto completamente gratis. O meglio, qui funziona che l'affitto che paghi include anche il ricambio periodico degli elettrodomestici (frigo, freezer e forno ogni 18 anni), delle carte da parati (ogni 12 anni), delle ante dei pensili (ogni 20 anni), del pavimento in linoleum (ogni 22 anni) e del parquet del salotto (ogni 18 anni). Puoi controllare lo stato di manutenzione del tuo appartamento sul sito dell'ÖBO (accedendo con username e password naturalmente).



I ricambi non sono obligatori però. Nel caso in cui uno voglia lasciare la vecchia carta da parati, il vecchio frigo, il vecchio pavimento, ecc., si ottiene uno sconto (rabatt) dall'affitto del mese di gennaio. Questo ogni anno in cui non si desidera il ricambio in questione. Come vedete per esempio, noi non abbiamo richiesto il cambio della carta da parati nell'ingresso e nel ripostiglio, quindi avremo uno sconto di 603 corone (70 euro). Sembra pura fantascienza, vero?

Le meraviglie non finiscono qui. Quest'anno c'è arrivata una lettera in cui comunicavano che il palazzo sarebbe stato restaurato e sarebbero stati apportati diversi cambiamenti. Prima di tutto verrà allargato il corridoio esterno per permettere ai disabili di passare più facilmente e cambiato il rivestimento esterno per migliorare l'isolamento. I lavori sono cominciati all'inizio di settembre.


Ma la parte più forte di questi lavori sarà il montaggio di balconi. Infatti, uno dei punti più deboli di questo palazzo era l'assenza di balconi nella maggior parte degli appartamenti, tra cui il nostro. E' raro vedere case senza balcone in Svezia. Come è una rarità anche il corridoio esterno, a dire il vero. Insomma, tra qualche mese avremo il balcone! Siamo proprio curiosi come li monteranno, dal punto di vista tecnico. Saranno appoggiati su una colonna esterna? Staremo a vedere. Intanto la prolunga del corridoio esterno ci ispira poca fiducia. Speriamo bene.


Ma le meraviglie non finiscono qui. Già che ci sono ci cambieranno anche finestre e porta d'ingresso. Di quest'ultimo siamo particolarmente lieti, perché: 1) Non avrà la buca delle lettere (ne avevo scritto qui), ma monteranno le tradizionali cassette della posta su ogni piano. 2) Magari la serratura nuova ispirerà più sicurezza. Quella di adesso si chiude con un solo giro di chiave e basta. E non è che in Svezia siano inesistenti i furti (vedasi quel che è successo al nostro garage questa estate).

E la lista delle novità non finisce ancora. Avremo anche il citofono! Insomma, un sacco di cambiamenti, tutti apprezzati. Il tutto certamente non completamente gratis, ma per quelli che abitano già nel palazzo l'aumento dell'affitto mensile sarà davvero contenuto, di circa 280 corone. (Se vogliamo la vetrata per il balcone, altre 300 corone, ma noi non la vogliamo. Il balcone guarderà verso sud.) Per i futuri inquilini l'aumento sarà il doppio.

lunedì 30 maggio 2011

Better Life Index Revisited

Dopo un post descrittivo (che è la premessa necessaria per capire questo post), ecco una riflessione più critica sull'indice di "miglior vita", dopo una lettura più approfondita dei risultati di questo studio commissionato dall'OCSE e in parte indotta dai commenti al post precedente.

Come hanno suggerito anche Gattosolitario e Bixx nel loro commento, il fattore Life Satisfaction è poco scientifico e troppo soggettivo. Dato che la novità di questo indicatore è il fatto che considera le tue priorità personali che puoi impostare da solo, non capisco che bisogno c'era di includere un fattore così soggettivo nell'analisi. Anche perché, come ho scritto alla fine del post precedente, chi è che non darebbe la priorità più alta alla propria felicità e soddisfazione... 

Un fattore che invece secondo me sarebbe fondamentale includere: la distanza dagli affetti. Se uno dà alta priorità alla vicinanza fisica alla famiglia e/o altri affetti importanti, ciò dovrebbe essere considerato. Perché è inutile che il mio Better Life Index mi indichi il Canada, se poi vivo male perché mi costa un occhio della testa tornare a casa e non riesco a vedere quasi mai le persone a me care.

Poi, chi è che vuole vivere in un posto perfetto? A me la perfezione mette inquietudine. A parte che non esiste, e l'apparenza della perfezione nasconde sempre delle verità meschine. (Vedete le mille opere letterarie e cinematografiche sull'argomento...) Ecco una vignetta che rende bene l'idea:

La Svezia sarà un paese ben organizzato e ricco che permette una vita sicura e tranquilla, ma non è detto che questo tipo di vita sia adatto a tutti. Ci sono altrettante mancanze qui (il classico trio sole-cibo-mare in cui l'Italia è tanto forte, per esempio). Per farvi capire, oggi mentre aspettavo che aprissero l'aula prima del corso SFI, una signora mi ha chiesto: "Come ti trovi in Svezia?". Io generalmente rispondo "tutto bene, grazie, me la cavo". Al che lei mi dice "io non la sopporto, non mi piace stare qui per niente". Mi ha sorpreso questa risposta così netta. Mi è venuta spontanea la domanda: "come mai allora non torni a vivere nel tuo paese?" (l'ho chiesto in maniera non offensiva, ovviamente), e lei mi ha detto che tornare indietro è molto difficile e ormai il lavoro lo lega qui. Insomma, non c'era tempo per approfondire l'argomento e non ho indagato oltre, ma l'ho raccontato per farvi capire che non è che qui sono tutti felici. (C'è da dire che la signora veniva dall'Australia che è un altro paese in cima alla lista del Better Life Index...)

Poi, alcuni risultati di questo Better Life Index non mi tornano. Per quanto riguarda il fattore "comunità" per esempio, come descritto nel post precedente, come fa l'Italia ad essere soltanto al 29esimo posto, mentre la Svezia al quinto? Non mi pare che la gente qui sia socialmente più attiva che in Italia o che la qualità delle relazioni interpersonali sia migliore... Mi sa che hanno dato molto più peso allo stato sociale, cioè quanto ti aiuta lo stato (e non le altre persone). E in quello la Svezia è sicuramente imbattibile. Considerate poi che nella categoria "community" il primato ce l'ha l'Islanda. Ma che vuol dire?!?

E' interessante vedere anche quali sono le categorie in questo Better Life Index in cui l'Ungheria precede l'Italia. Ce ne sono quattro (che considerando che le categorie in totale sono nove, è una proporzione considerevole). Una è l'istruzione. E qui neanche di poco. Ungheria al 17esimo posto, Italia al 29esimo. La Svezia è il decimo, ma anche qui bisogna leggere la spiegazione, e ho i miei dubbi al riguardo. La seconda è l'ambiente, la terza è la sicurezza, la quarta è l'equilibrio tra lavoro e vita privata. Però poi l'Ungheria con le sue altre debolezze compensa alla grande e nel risultato complessivo rimane di cinque posizioni dietro l'Italia...

E una cosa in cui l'Italia precede la Svezia? L'unica secondo il Better Life Index... Anche se di una sola posizione (12esima e 13esima, rispettivamente). La categoria "reddito"! Sinceramente io non me ne sono accorta. Ma sicuramente non è stato calibrato sullo stipendio dei ricercatori universitari...

In ogni caso, in qualsiasi modo imposti le priorità, al primo posto con grande probabilità troverai il Canada o l'Australia o la Svezia o la Norvegia. Morale della favola: secondo l'OCSE se vuoi vivere bene o ti devi beccare cinque mesi d'inverno ogni anno o devi trasferirti in c**o al dall'altra parte del mondo...

giovedì 26 maggio 2011

Indice di Miglior Vita

In italiano suona decisamente buffo... Infatti, non si traduce. Se no, gli italiani potrebbero pensare che sia un indice di mortalità. Invece tutto il contrario! Il Better Life Index vorrebbe mostrare la qualità di vita dei paesi membri dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE, o OECD in inglese). L'analisi quindi coinvolge 34 paesi, tutti della parte più fortunata del mondo (non solo europei). Insomma, lo scopo è comparare il benessere dei cittadini di questi paesi, e sono presi in considerazione nove fattori: abitazione, reddito, opportunità di lavoro, comunità, istruzione, ambiente, governance, salute, soddisfazione (life satisfaction), sicurezza, equilibrio tra lavoro e vita privata (work-life balance). E' stato calcolato dall'OCSE per la prima volta quest'anno, e pubblicato questa settimana.

La cosa ganza di questo indicatore è il fatto che è personalizzabile. Esiste un sito apposito e interattivo dove ognuno può impostare le proprie priorità e calcolare qual è il paese ideale per lei/lui. Devi decidere, su una scala da uno a cinque, quanta importanza dai a ognuno di questi fattori. Ovviamente uno prima deve capire cosa significhino, perché così a prima lettura non è del tutto chiaro. Qui riporto la spiegazione di soltanto quelli meno evidenti.
  • Nella categoria abitazione (Housing) sono inclusi diversi fattori: la proprietà immobiliare, quindi se sei proprietario della casa in cui abiti; il costo degli affitti; e le condizioni delle abitazioni, tra cui il numero di persone per stanza. In questo la Svezia è soltanto 13esima (ma l'Italia è 20esima e l'Ungheria 31esima...).
  • Per comunità (Community) si intende attività sociali, il tempo passato in compagnia di amici, il supporto da parte della comunità. In questo la Svezia è quinta e l'Ungheria precede l'Italia! L'Italia è addirittura al 29esimo posto (io non l'avrei mai detto...).
  • Governance significa trasparenza della politica, fiducia nelle istituzioni pubbliche, tasso di partecipazione alle elezioni. Chiaramente Svezia al secondo posto, ma l'Italia non è messa così male come potreste pensare: è la 21esima seguita subito dopo dall'Ungheria. Secondo l'OCSE quanto a governance sono messi peggio dell'Italia altri 13 paesi, tra cui il Giappone, la Francia, la Germania, la Svizzera e il Lussemburgo. (Insomma, il dubbio viene come cavolo l'hanno calcolato...)
  • Il fattore "soddisfazione" ovvero Life Satisfaction è quello più soggettivo fra tutti. In pratica misura il senso di benessere e felicità degli individui. In questo l'Ungheria è all'ultimo posto! Oddio, vuol dire che siamo un popolo di lagnosi infelici?!? (Ci sta, eh...) Quanto alla Svezia, è al sesto posto (l'Italia è invece al 22esimo).
  • Infine, l'equilibrio tra lavoro e vita privata (Work-Life Balance) include dati relativi al tasso di occupazione delle madri, alle ore lavorative, al tempo libero e al tempo dedicato alla cura di se stessi. Svezia, sorprendentemente, soltanto al settimo posto (ma è preceduta da paesi come Danimarca, Norvegia, Olanda, Finlandia, Belgio e Svizzera). E un'altra sorpresa: l'Ungheria (20esima) precede di gran lunga l'Italia (26esima)! 
Se imposti tutti i fattori allo stesso livello, cioè dai la stessa importanza a tutti e nove indistintamente, la qualità della vita dovrebbe essere la migliore in Australia e in Canada. Al terzo posto la Svezia. L'Ungheria è tra gli ultimi, al 29esimo posto, l'Italia è messa un po' meglio, al 24esimo posto.

Io dico sempre che bisogna essere consapevoli che siamo nati nella parte più ricca del mondo, e questo è vero sia per l'Ungheria che, ancor di più, per l'Italia. Quello che mette tristezza e fa preoccupare, però, è il peggioramento che si vede in questi ultimi anni, non solo in termini assoluti, ma anche rispetto ad altri paesi, in teoria simili. E questo purtroppo è vero per tutti e due i miei paesi. L'Ungheria da paese pioniere del cambio di regime e della transizione democratica e tra i primi dal punto di vista economico dell'ex blocco sovietico fino agli anni Novanta, adesso è l'ultima della regione. Ci hanno sorpassato la Polonia, la Slovacchia, la Repubblica Ceca e la Slovenia. Qui parlo ovviamente di Europa centrale, non voglio fare paragoni con i Balcani o con l'ex Unione Sovietica. Quanto all'Italia, invece, credo che non ve lo debba spiegare...

Secondo me il problema con questo Better Life Index è capire quanto peso dare ai diversi fattori. Per esempio, chi è che non metterebbe assoluta priorità al Life Satisfaction?!?

Dimenticavo: per me il risultato dopo un'impostazione veloce e intuitiva è stato: il Canada! Al secondo posto la Svezia però. :)