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mercoledì 1 giugno 2011

Stockholm Marathon e Fotografiska

Lo scorso fine-settimana sono stata a Stoccolma e ho rivisto alcuni blogger italo-svedesi che avevo conosciuto a ottobre (vedi qui). Sabato c'era la maratona di Stoccolma, con 16 mila partecipanti! Mentre per me è stata la prima maratona che ho seguito dal vivo in vita mia, per Davide invece è stata la prima volta che l'ha fatta (leggete il suo racconto emozionante della gara). Mezza città bloccata, ma il tutto organizzato benissimo, come dagli svedesi si poteva aspettare. A parte i pali lasciati in mezzo alla strada senza segnalazione, per cui abbiamo assistito alla scena di uno sfortunato corridore che ha preso un palo in pieno e poi ha continuato a correre con la testa sanguinante...

L'arrivo della maratona era allo stadio di Stoccolma, un bel stadio costruito di mattoni rossi per le Olimpiadi del 1912, pieno di gente e con musica di sottofondo. E' stato bello vedere l'emozione dei corridori al momento dell'arrivo. Tutta la gara è stata informatizzata, perciò sul sito della maratona si poteva (e tuttora si può) vedere il risultato di tutti i partecipanti, non solo in base al numero di maglia, ma anche in base al nome o nazionalità. Così si può vedere che hanno finito la maratona 352 italiani e 8 ungheresi. :)


Sabato notte mi hanno gentilmente ospitato gli autori di Liv i Stockholm, Giusi e Davide, e mi hanno invitato a una cena di compleanno di un loro amico italiano. Così ho conosciuto un'altra combriccola di italiani che vivono in Svezia, alcuni dei quali toscani, tutti molto simpatici.

La domenica poi ho passato la giornata in giro e sono andata a vedere il Museo di Fotografia, il Fotografiska Museet. E' un museo interamente dedicato all'arte della fotografia che non ha un'esposizione permanente, ma ospita delle mostre temporanee, generalmente 3-4 allo stesso tempo, ognuna delle quali della durata di qualche mese. Questo weekend si poteva visitare tre esposizioni: una di Albert Watson (uno scozzese, ma di fama mondiale), una di Edward Burtynsky (un canadese) e una di Jacob Felländer (uno svedese). Io non conoscevo nessuno dei tre (ma io non conosco i fotografi in generale), ma è stato ancora più interessante così che mi era tutto nuovo. Ho apprezzato soprattutto i primi due, il terzo non tanto. In ogni caso vi consiglio vivamente la visita del museo se capitate a Stoccolma. Si trova in un edificio lungomare e offre anche un bel panorama sulla città.

La mia foto preferita era questa di Watson. Lo riconoscete? :)


P.s.: Oggi siamo a 20 ore e mezza di luce! Il sole tramonta alle 10 di sera! E' ganzo! :) (Che sorga alle 4 di mattina lo è un po' meno...)

lunedì 1 novembre 2010

Particolari dal Nationalmuseum di Stoccolma - Parte Seconda

Nel primo post ho raccontato delle mostre temporanee che ho visto al Nationalmuseum. Adesso continuo con  le opere della mostra permanente che è allestita al secondo piano. Purtroppo non sono riuscita a ritrovare in rete le immagini di tutte le opere che in un modo o l'altro mi hanno colpito, o delle quali ho notato un particolare interessante, ma ve ne posso mostrare alcune. Cliccate sull'immagine per ingrandirla.

Frans Hals (1582/83-1666): ritratto di Daniel van Aken. In questo ritratto ho notato l'anello sul mignolo della mano sinistra. Chissà qual era il significato di un anello (che sembra una fede) portato sul mignolo, se ce l'aveva affatto...

Una cosa strana dell'esposizione era il fatto che non era mai indicata la data delle opere, soltanto la data di nascita e di morte dell'artista. Io avevo preso l'audioguida per ascoltare un po' di spiegazioni, e il narratore spesso rivelava anche l'anno in cui il quadro fu dipinto, ma la data non era mai scritta accanto al titolo. Chissà come mai... E' una carenza notevole per chi visita il museo senza l'audioguida.

Caesar van Everdingen (1617-1678): Jupiter e Callisto. Ci sono diversi bei particolari in questo quadro del 1655: la maschera di Diana in alto a sinistra, il cane che annusa, e il volto di Jupiter (cioè Zeus) che è un autoritratto del pittore olandese. La storia di Zeus e Callisto la trovate qui.

Hendrick Cornelisz van Vliet (1611/12-1675): L'interno della chiesa Nieuwe Kerk di Delft. Guardate questo dipinto che sembra una foto per quanto è realistico. Notate i cani che gironzolano in chiesa!
In realtà non so se è proprio questo il quadro che si trova a Stoccolma, perché van Vliet ne ha fatto diversi che ritraggono l'interno di questa chiesa (Delft si trova nei Paesi Bassi).


Alexander Roslin (1718-1793): La donna velata (The Lady with the Veil). Per mostrarvi anche un pittore svedese (i primi tre erano tutti olandesi), ecco questo ritrattista che visse nel Settecento. Pur essendo svedese (nato nello Skåne, la regione più a sud della Svezia), visse gran parte della sua vita a Parigi. Questo è forse il suo ritratto più conosciuto (se ricordo bene l'audioguida spiegava che la donna ritratta avesse un occhio non sano, e il pittore scelse di usare il velo per nasconderlo invece che dipingerla di profilo, come avrebbero fatto altri pittori).

A me invece è  piaciuto ancora di più un altro quadro di Roslin, che dipinse in Russia dove fu invitata da Caterina la Grande e ritrae una bella principessa moldava, Zoie Ghika, nel 1777 (qui a sinistra).
E per finire, due statue che fanno parte della collezione del Nationalmuseum. Johan Tobias Sergel (1740-1814): Amore e Psyche, del 1787. Sergel è uno scultore svedese, anche se di padre tedesco, che studiò a Parigi e poi visse a Roma per diversi anni, dove scolpì anche questa statua da un blocco di marmo di Carrara.

Infine, una statua di bronzo francesissima, non solo per l'artista ma anche per il soggetto: Francois Rude (1784-1855): La Marseillaise. (Questa foto l'ho scattata io. In fondo a destra vedete un quadro di Cézanne che  mi era già familiare, perché uno molto simile fece parte di una mostra temporanea in Palazzo Strozzi ed era anche l'immagine con cui pubblicizzavano la mostra in giro per Firenze tre anni fa.)

Mi aveva incuriosito anche un busto di Joseph Nollekens (1737-1823) di una certa Lady Maria Stella Newburg, Comtesse von Ungern-Sternberg, ma purtroppo non sono riuscita a trovare nessuna informazione in rete di lei. Chissà se Ungern si riferisce a un'origine ungherese. A giudicare da un suo famigerato omonimo, non sembrerebbe...

Stranamente non c'erano tantissime opere italiane (come in tanti musei del mondo). Ho notato soltanto un San Sebastiano del Perugino e un Cristo di Giovanni Bellini.

mercoledì 27 ottobre 2010

Particolari dal Nationalmuseum di Stoccolma - Parte Prima

Il titolo di questo post richiama quello di due post che avevo scritto dopo un viaggio a Londra e una giornata intera passata alla National Gallery due anni fa: Parte Prima e Parte Seconda. Chissà se non sarà l'inizio di una serie.

Il Nationalmuseum di Stoccolma non è certo tra i musei più importanti del mondo, ma secondo me ha una collezione di tutto rispetto. E poi ovviamente ospita anche delle mostre temporanee. Io ho cominciato la visita da una mostra fotografica che adesso è allestita al pianoterra, dedicata alla famiglia reale, intitolata I Bernadotte in bianco e nero. La foto con cui la mostra viene pubblicizzata ritrae una bellissima Victoria 25enne in jeans e maglietta (l'attuale erede al trono, per chi non lo sapesse):

Foto: Mikael Jansson
Mi hanno colpito in particolare le immagini più vecchie (di un re di Svezia vecchissimo del 1950 e di una bellissima regina cinquantenne, per esempio).

Ho continuato con la mostra permanente sulla storia del design svedese al primo piano. Purtroppo non ho ritrovato le immagini sul web degli oggetti che mi sono piaciuti (come un anello di argento di Tom Ahlström del 1968 o una sfera di vetro di Edward Hald del 1930). In generale non sono stati tanti gli oggetti che ho apprezzato, ma questo forse è dovuta alla mia mancata competenza piuttosto che alla qualità delle opere.

Il secondo piano, invece, ospita la pinacoteca (esposizione permanente) e una mostra storica su tre personaggi importanti della storia europea dei primi dell'Ottocento: Napoleone, Jean-Baptiste Bernadotte (il capostipite della famiglia reale attuale) e Alessandro I, zar di Russia (dura fino al 23 gennaio). E' stato divertente vedere un capostipite della famiglia reale svedese con i capelli ricci mori e la faccia da francese!

E' una storia affascinante la sua. Fu un generale francese come Napoleone, di famiglia borghese, ed ebbe un rapporto particolare con lui. Sposò l'ex fiamma di Napoleone, Desirée Clary, che fu anche la cognata (sorella della moglie) del fratello Giuseppe di Napoleone (poi re di Napoli dal 1806 al 1808), così divennero pure parenti. Prima Ministro della Guerra, poi nominato ambasciatore negli Stati Uniti (ma mai entrato in carica), continua a combattere nell'esercito francese contro la Prussia e la Russia. Il trono di Svezia gli fu offerto dal re Carlo XIII che non avendo eredi era in cerca di un successore (similmente ai Lorena designati al Granducato della Toscana dopo la morte di Gian Gastone dei Medici senza eredi nel 1737). Così Jean-Baptiste Bernadotte il 21 agosto 1810 fu eletto Principe Ereditario della Svezia proprio a Örebro, e nel 1818 divenne re con il nome di Carlo XIV Giovanni. Ma prima ancora, nel 1813, rompe l'allenza con Napoleone e marcia contro la Francia (la pace di Parigi però gli risparmia l'invasione del proprio paese). Dopo la fine delle guerre, invece, fu lui a proclamare la neutralità della Svezia nei conflitti europei che ha segnato anche la storia svedese del ventesimo secolo.

Questa storia è stata raccontata anche in un film del 1954, intitolato Desirée, con Marlon Brando nel ruolo di Napoleone! (Spero di riuscire a trovarlo e vederlo un giorno.) In questa mostra mi ha colpito anche un busto che ritraeva un Napoleone chiaramente idealizzato, di Antonio Canova. Non so se sapevate che Canova venne scelto da Napoleone come suo ritrattista ufficiale, quindi questa statua ha diverse versioni. Eccone due: qui e qui. C'era anche un busto di Elisa Baciocchi (sorella di Napoleone, e per un breve periodo Granduchessa della Toscana) di Lorenzo Bartolini (uno scultore fiorentino).

Continuerò con i quadri della pinacoteca.

lunedì 25 ottobre 2010

Weekend a Stoccolma

Questo fine-settimana sono andata a Stoccolma. La prima volta da quando abito a Örebro. Prima di trasferirmi immaginavo che poi avrei passato ogni weekend libero a Stoccolma, ma poi sapete com'è... Comunque sono sicura che ci tornerò ancora tante volte. Merita davvero! Amo queste vecchie capitali europee che emanano storia e vita vissuta da tutte le parti (vedete il mio post sull'anima delle città di tre anni fa).

In realtà ho fatto la turista soltanto domenica. Sabato ho passato il pomeriggio e la sera con un gruppo di italiani che vivono in Svezia e scrivono un blog come me. Sono persone che seguivo virtualmente da tempo, alcuni da prima di trasferirmi, e le loro riflessioni e racconti mi avevano aiutato tanto per prepararmi a questo trasferimento. Mi ha fatto piacere conoscerli di persona. Alcuni hanno messo le loro foto sul blog, quindi li ho riconosciuti subito, con altri invece era come quando leggi un libro e poi guardi il film: hai immaginato i personaggi completamente diversi! In ogni caso, è stato bello fare due chiacchere con loro.

Sabato notte ho dormito in un albergo in centro: lo Scandic Anglais. In teoria sarebbe un albergo costoso, ma ho trovato una buona offerta su Booking. Era una stanza nello scantinato senza finestra, ma con bagno, tv e wi-fi gratuito, tutto modernissimo, ed era inclusa una colazione a buffet abbondatissima con tutto il ben di Dio (c'erano le arance fresche e lo spremiagrumi che dovevi usare da solo!). Ho pagato 590 corone, mi sembra un prezzo ragionevole nel pieno centro di Stoccolma.
Domenica poi ho voluto visitare un museo. Mi mancava l'arte. E pure il tempo era brutto, piovoso, quindi si stava meglio al chiuso. Ecco una foto scattata domenica mattina (sì, è un pescatore! in città!):


Ho scelto da vedere il Nationalmuseum. Avevo voglia di vedere dei quadri, e poi era un posto dove probabilmente non ci sarei andata con amici e parenti, non essendo il primo posto che un turista vuole vedere a Stoccolma. Si è rivelata un'ottima scelta! Ho passato dentro cinque ore e ho trovato tanti spunti di riflessione che ne scriverò un post a parte in questi giorni.