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lunedì 10 settembre 2012

L'orto botanico di Göteborg

All'inizio del mese siamo rimasti per un fine-settimana a Göteborg e abbiamo fatto un po' i turisti. Siamo andati alla scoperta dei posti più belli. Sabato abbiamo approfittato del bel tempo e abbiamo fatto un giro delle isole dell'arcipelago. Domenica il tempo era brutto, grigio e piovoso, e siamo rimasti in città. Nonostante questo la visita all'orto botanico mi è piaciuta moltissimo.

Il nome in svedese è Botaniska Trädgård, ed è considerato l'orto botanico più bello della Svezia, oltre che è uno dei più grandi di Europa (175 ettari). Con le sue 16 000 specie di piante all'aria aperta (più 4 000 nelle serre) è un parco incredibilmente ricco. Si trova in periferia, tra le colline della città, dietro l'ospedale, vicino a vecchie case a schiera in legno (un po' alla inglese). Ci arrivano diverse linee di tram, come ovunque in tutta Göteborg.


Oltre a questa bella composizione di piante colorate e una fontana lunga e bassa, all'ingresso vi aspetta anche una piccola boutique con molti begli oggetti e una vasta scelta di semi di piante. E' anche l'unico posto dove poter pagare il biglietto d'ingresso, completamente facoltativo e volontario (consigliano di dare 20 corone).


L'orto botanico ha una vastissima collezione di dahlie di tutto il mondo.


L'enorme territorio offre diversi angoli particolari e ben progettati. E' ancora in piedi anche il maniero del primo Ottocento, una grande casa gialla di legno che è tuttora la dimora del direttore dell'orto. L'edificio sulla foto è invece un semplice padiglione con un tavolo dentro dove potersi riparare dal sole o dalla pioggia.


Non è difficile scorgere degli animaletti selvatici in giro. (Forse ci vivono abitualmente?) Sono riuscita a scattare una foto a uno scoiattolo, ma abbiamo poi visto anche una lepre (o coniglio?). Poi una caratteristica degli animali selvatici qui in Svezia è che sembrano non avere paura dell'uomo, quindi una volta che ti accorgi di loro puoi osservarli a lungo a una distanza ragionevole.


Come vedete dalle foto, il tempo era grigio, ma questo non ha impedito all'orto botanico di esercitare il suo fascino su di me. Offre innumerevoli scorci e angoli incantevoli, tra cui questo:


Non siamo riusciti a visitarlo tutto prima della chiusura (è aperto ogni giorno dalle 9 al tramonto) e anche le serre erano già chiuse, quindi ci torneremo ancora sicuramente.

martedì 13 settembre 2011

Alla scoperta della flora scandinava

Domenica abbiamo passato una giornata da svedesi. Tra svedesi, in un posto da svedesi, dedicandoci a un'attività da veri svedesi... Non ci siete ancora arrivati? Lingonplockning! Ovvero raccolta di mirtilli rossi in un bosco a un'ora da Örebro verso nord. E' stata una gitarella organizzata dal nostro "padrone di casa", il mitico ÖBO, ovvero l'ufficio del comune che gestisce gli affitti comunali. Ognitanto attraversa la nostra buca delle lettere qualche offerta dell'ufficio in questione con proposte di momenti conviviali o sconti su partite di calcio. Questa è stata la prima offerta che ci ha incuriosito, e abbiamo detto: perché no? Appena un mese fa siamo stati a raccogliere mirtilli (quelli blu) in Garfagnana (avevo postato una foto se vi ricordate), e siccome l'abbiamo trovato divertente, era un peccato perdere l'occasione nel Paradiso dei Frutti di Bosco, ovvero in Svezia.

Nel pacchetto erano incluse anche due merende (cioè fika), una la mattina, una nel pomeriggio. Non sapevamo però che la prima avesse luogo all'Opera på Skäret, ovvero a un teatro lirico allestito in mezzo al bosco, collegato direttamente con Stoccolma da una linea ferroviaria, operativo solo d'estate. Dopo il caffè e gli smörgås (panini) offerti sul posto, un tizio dall'aria molto British (ma era svedese) ci ha fatto una breve visita guidata di cui abbiamo capito il giusto... Comunque è stata simpatica questa gitarella da pensionati svedesi (l'età media del gruppo era 65 anni), soprattutto perché abbiamo avuto modo di scoprire la flora nordica.

(Il seguito del racconto svela la mia assoluta ignoranza in materia di botanica!)

Il bosco era così, il terreno ricoperto di una specie di muschio morbidissimo (camminarci sopra è come camminare su un materasso) e pieno di questa erba bianca che da lontano sembra corallo:


La giornata non era delle migliori. Cielo coperto, pioggia a tratti (ovviamente fitta proprio in quelle due ore in cui ci siamo dedicati alla raccolta di mirtilli). Ma avevamo visto le previsioni e ci eravamo attrezzati con stivali e impermeabili, nonché di un aggeggio che facilita la raccolta. L'uso di questo "raccoglibacche" in Italia è vietato, ma qui ce l'hanno tutti e lo vendono tutti i supermercati.


La pianta del mirtillo rosso è molto diversa da quella del mirtillo blu. E' un arbusto molto basso, quindi praticamente lo raccogli per terra. Anche il sapore è molto diverso. Il mirtillo rosso non è dolce, ma aspro, quindi non ti viene voglia di mangiarlo direttamente dalla pianta. Questo senz'altro aumenta l'efficienza della raccolta. :) (In Garfagnana mi sarò mangiato mezzo chilo di mirtillo blu durante la raccolta...)


Tra i mirtilli abbiamo notato anche diversi funghi.


Il risultato della raccolta: 1,6 chili netti di mirtilli rossi! (Di cui un chilo stasera si è trasformato in marmellata...) :)


Il bosco era pieno di funghi di tutti i tipi. Purtroppo, non essendo esperti di funghi, non sapevamo riconoscere quelli commestibili, quindi non ne abbiamo raccolto nessuno. Colgo l'occasione per chiedervi se qualcuno di voi riconosce questi funghi. Alcuni sembrano proprio porcini! Enormissimi! (Se cliccate sulla foto, si ingrandisce.)

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mercoledì 1 giugno 2011

Stockholm Marathon e Fotografiska

Lo scorso fine-settimana sono stata a Stoccolma e ho rivisto alcuni blogger italo-svedesi che avevo conosciuto a ottobre (vedi qui). Sabato c'era la maratona di Stoccolma, con 16 mila partecipanti! Mentre per me è stata la prima maratona che ho seguito dal vivo in vita mia, per Davide invece è stata la prima volta che l'ha fatta (leggete il suo racconto emozionante della gara). Mezza città bloccata, ma il tutto organizzato benissimo, come dagli svedesi si poteva aspettare. A parte i pali lasciati in mezzo alla strada senza segnalazione, per cui abbiamo assistito alla scena di uno sfortunato corridore che ha preso un palo in pieno e poi ha continuato a correre con la testa sanguinante...

L'arrivo della maratona era allo stadio di Stoccolma, un bel stadio costruito di mattoni rossi per le Olimpiadi del 1912, pieno di gente e con musica di sottofondo. E' stato bello vedere l'emozione dei corridori al momento dell'arrivo. Tutta la gara è stata informatizzata, perciò sul sito della maratona si poteva (e tuttora si può) vedere il risultato di tutti i partecipanti, non solo in base al numero di maglia, ma anche in base al nome o nazionalità. Così si può vedere che hanno finito la maratona 352 italiani e 8 ungheresi. :)


Sabato notte mi hanno gentilmente ospitato gli autori di Liv i Stockholm, Giusi e Davide, e mi hanno invitato a una cena di compleanno di un loro amico italiano. Così ho conosciuto un'altra combriccola di italiani che vivono in Svezia, alcuni dei quali toscani, tutti molto simpatici.

La domenica poi ho passato la giornata in giro e sono andata a vedere il Museo di Fotografia, il Fotografiska Museet. E' un museo interamente dedicato all'arte della fotografia che non ha un'esposizione permanente, ma ospita delle mostre temporanee, generalmente 3-4 allo stesso tempo, ognuna delle quali della durata di qualche mese. Questo weekend si poteva visitare tre esposizioni: una di Albert Watson (uno scozzese, ma di fama mondiale), una di Edward Burtynsky (un canadese) e una di Jacob Felländer (uno svedese). Io non conoscevo nessuno dei tre (ma io non conosco i fotografi in generale), ma è stato ancora più interessante così che mi era tutto nuovo. Ho apprezzato soprattutto i primi due, il terzo non tanto. In ogni caso vi consiglio vivamente la visita del museo se capitate a Stoccolma. Si trova in un edificio lungomare e offre anche un bel panorama sulla città.

La mia foto preferita era questa di Watson. Lo riconoscete? :)


P.s.: Oggi siamo a 20 ore e mezza di luce! Il sole tramonta alle 10 di sera! E' ganzo! :) (Che sorga alle 4 di mattina lo è un po' meno...)

venerdì 25 febbraio 2011

Cibo, hockey e rock'n'roll

Questi dieci giorni passati in compagnia della mia cugina e del suo fidanzato sono passati all'insegna del mangiare, della musica e... del freddo. Non potendo assentarmi dal lavoro ho potuto passare con loro soltanto le serate e il weekend, e non ci siamo mai annoiati. Abbiamo cucinato tutti i giorni, piatti ungheresi (loro) e italiani (io). Mentre ero al lavoro, loro erano a zonzo per la città o si riposavano a casa. Faceva freddissimo, quindi dovevano entrare nei negozi ogni poco per riscaldarsi, ma in questo periodo c'è tanta neve e tanta luce, quindi vale la pena di stare fuori.

Sabato siamo andati a fare un giro al lago vicino (che dovrebbe essere il quarto lago della Svezia quanto a grandezza), e ci abbiamo fatto una camminata sopra. Tutto ghiacciato e coperto da neve, sembrava sconfinato.

Il lago Hjälmaren

Mi sarebbe piaciuto andare fino all'isolotto nel mezzo a piedi, ma purtroppo dopo venti minuti a queste temperature (-10-15) iniziano a ghiacciarmi e farmi male le mani e i piedi. Maledetta cattiva circolazione! (Qualcuno sa consigliarmi dei rimedi?) Quanto sarebbe stato bello lì in mezzo al lago ghiacciato...

In generale per chi vuole visitare la Svezia consiglio il mese di febbraio. E' ancora inverno a tutti gli effetti, quindi tanto freddo e tanta neve, ma le giornate sono già lunghe, viene buio verso le 5 e mezza. (L'altro periodo bello ovviamente è quello che precede il Natale, quando invece le giornate sono cortissime, ma è tutto illuminato con le decorazioni natalizie.)

Le prime sere ci siamo fatti prendere dalla passione per la musica, e con l'aiuto di una radio specializzata per la musica rock, abbiamo iniziato un gioco. Un gioco semplicissimo: chi indovina autore e titolo per primo, e in più abbiamo fatto delle scommesse sull'anno di pubblicazione (soprattutto per le canzoni che non conoscevamo). La radio in questione è quella che ascolto sempre qui, Rockklassiker, che si può sentire anche online, e quindi era facile controllare l'autore e il titolo che stava trasmettendo in quel momento. E' un'ottima radio, ma la sua offerta, per quanto possa sembrare ricca e variegata all'inizio, dopo un po' diventa ripetitiva. Abbiamo costatato con grande stupore che non trasmette mai, ma proprio mai, alcuna canzone dei Led Zeppelin. (Per me grave, gravissimo da una radio che si intitola "classici del rock".) Sarà una questione di diritti d'autore? In realtà non so come funziona per le radio la trasmissione delle canzoni dal punto di vista legale ed economico.
Insomma, è una radio che trasmette soprattutto musica internazionale, pochissime canzoni cantate in svedese, ma abbiamo potuto conoscere quei due gruppi punk rock svedesi che ognitanto hanno trasmesso: Ebba Grön e Imperiet.


Credo che avremmo potuto ascoltare musica e chiacchierare di musicisti rock per una settimana intera senza accorgercene... Ho raccontato loro anche qualche dettaglio dall'autobiografia di Keith Richards che in ungherese non è ancora uscita. Ma a questo dedicherò un post a parte...

Lunedì sera siamo poi andati a vedere una partita di hockey. Da tempo che ero curiosa di vederne una, ma ho dovuto aspettare il momento giusto per poter andarci in compagnia. Non conosco l'hockey. Avevo visto giusto qualche scena di gioco in qualche film (tipo in Love Story che avrò visto quaranta volte da piccola). Devo dire che mi (ci) è piaciuto molto! Gioco veloce, ben seguibile, mai noioso. Il campionato ormai si sta giungendo alla fine, e la squadra di Örebro è in seconda posizione nell'Allsvenskan che sarebbe la serie A svedese. La partita di lunedì era contro la squadra in terza posizione, quindi molto combattuta.


Il palazzetto era pieno zeppo, noi avevamo i biglietti per il settore dove si stava in piedi e adiacente al settore dei tifosi della squadra avversaria. Quindi il casino non è mancato. La squadra locale stava per perdere, si manteneva 1-0 per la squadra avversaria (Leksand IF) fino al terzo tempo (nell'hockey si giocano tre tempi da 20 minuti), quando negli ultimi 20 minuti l'Örebro ha fatto quattro gol di fila! Potete immaginare la gioia.

La squadra di Örebro a fine partita
Domani parto per l'Italia! Febbraio e marzo per me sono dedicati al lavoro di ricerca, quindi posso e devo viaggiare. Poi aprile e maggio invece saranno interamente dedicati all'insegnamento (avrò due corsi parallelamente).

lunedì 13 dicembre 2010

Immagini natalizie dalla Svezia

Sono stata un po' taciturna in questi giorni, perché fino a domani ho come ospite mio babbo che è venuto a trovarmi. Nel weekend, freddo permettendo, abbiamo fatto qualche giretto in città e fuori. Sabato siamo andati alle terme di Lucca, a circa 50 km da qui. Ok, scherzo, si scrive Loka, ma si pronuncia proprio Lucca! Quando l'ho sentito nominare per la prima volta anch'io sono rimasta sorpresa. (Per dimostrarvi che la Toscana mi perseguita, il Comune di Örebro ha una frazione che si chiama Gräve, pronunciasi Greve...)

Oggi invece di raccontarvi di attentato o di Santa Lucia vorrei semplicemente farvi vedere qualche foto scattata in questi giorni, in pieno periodo prenatalizio. (In fondo al post comunque trovate qualche link relativo agli altri due argomenti, nel caso vi interessassero.)

Decorazioni simpatiche (e costosissime) in vendita a Bauhaus
Bosco bianco a Loka
L'ingresso delle terme
L'albero di Natale delle terme
Un albero di Natale innevato a Loka

Se volete sapere di più dell'attentato di Stoccolma di ieri l'altro, vi consiglio di leggere il punto di vista degli italiani che a Stoccolma ci vivono:

Quanto a Santa Lucia, invece, stamattina ci siamo alzati alle 6 e mezza per andare a vedere la festa all'università. La mensa tutta al buio, e il coro universitario vestito in bianco che arriva in fila indiana con una candela in mano cantando canzoni natalizie. E' stato bello! Se volete sapere di più di questa tradizione svedese, ecco un post di Franco e una pagina esplicativa.

lunedì 25 ottobre 2010

Weekend a Stoccolma

Questo fine-settimana sono andata a Stoccolma. La prima volta da quando abito a Örebro. Prima di trasferirmi immaginavo che poi avrei passato ogni weekend libero a Stoccolma, ma poi sapete com'è... Comunque sono sicura che ci tornerò ancora tante volte. Merita davvero! Amo queste vecchie capitali europee che emanano storia e vita vissuta da tutte le parti (vedete il mio post sull'anima delle città di tre anni fa).

In realtà ho fatto la turista soltanto domenica. Sabato ho passato il pomeriggio e la sera con un gruppo di italiani che vivono in Svezia e scrivono un blog come me. Sono persone che seguivo virtualmente da tempo, alcuni da prima di trasferirmi, e le loro riflessioni e racconti mi avevano aiutato tanto per prepararmi a questo trasferimento. Mi ha fatto piacere conoscerli di persona. Alcuni hanno messo le loro foto sul blog, quindi li ho riconosciuti subito, con altri invece era come quando leggi un libro e poi guardi il film: hai immaginato i personaggi completamente diversi! In ogni caso, è stato bello fare due chiacchere con loro.

Sabato notte ho dormito in un albergo in centro: lo Scandic Anglais. In teoria sarebbe un albergo costoso, ma ho trovato una buona offerta su Booking. Era una stanza nello scantinato senza finestra, ma con bagno, tv e wi-fi gratuito, tutto modernissimo, ed era inclusa una colazione a buffet abbondatissima con tutto il ben di Dio (c'erano le arance fresche e lo spremiagrumi che dovevi usare da solo!). Ho pagato 590 corone, mi sembra un prezzo ragionevole nel pieno centro di Stoccolma.
Domenica poi ho voluto visitare un museo. Mi mancava l'arte. E pure il tempo era brutto, piovoso, quindi si stava meglio al chiuso. Ecco una foto scattata domenica mattina (sì, è un pescatore! in città!):


Ho scelto da vedere il Nationalmuseum. Avevo voglia di vedere dei quadri, e poi era un posto dove probabilmente non ci sarei andata con amici e parenti, non essendo il primo posto che un turista vuole vedere a Stoccolma. Si è rivelata un'ottima scelta! Ho passato dentro cinque ore e ho trovato tanti spunti di riflessione che ne scriverò un post a parte in questi giorni.

lunedì 11 ottobre 2010

Un weekend con mamma nella Svezia centrale

Questo weekend ho avuto la prima visita da casa. E' venuta mia mamma (insieme al suo compagno) a trovarmi. Arrivati venerdì pomeriggio e ripartiti stamattina, quindi giusto per passare il weekend insieme e per vedere dove sono finita adesso. Loro hanno già dormito nella casa nuova, almeno me l'hanno resa un po' vissuta. Ho le chiavi dalla fine di settembre, ma mi ci trasferisco definitivamente solo giovedì, quando arriva Gabriele. Finalmente un trasloco che posso fare con più calma! Ma adesso volevo raccontare del weekend...

Abbiamo avuto fortuna con il tempo, perché anche se entrambe le giornate sono iniziate con un cielo coperto e grigio, poi per il pomeriggio è uscito il sole. Con il sole e i colori dell'autunno la Svezia è un'autentica meraviglia! Per me lo è l'autunno in generale, ma qui i colori delle foglie sembrano ancora più accese.
Sabato siamo stati in giro per la città di Örebro. Abbiamo passato diverso tempo nel Wadköping, un museo all'aperto dove hanno raccolto alcune case vecchie della città e in ognuno hanno allestito delle mostre per far vedere al visitatore come si viveva secoli fa e dei negozi di artigianato locale, nonché un antiquario di libri. Si trova lungo il fiume Svartån, in mezzo a un bellissimo parco che ha vinto il titolo del parco più bello Svezia nel 2004.

Wadköping (Örebro)

Leggendo un po' su internet ho scoperto che il museo deve il suo nome allo scrittore Hjalmar Bergman, uno dei maggior esponenti della letteratura svedese dell'inizio Novecento che ha dedicato una serie di romanzi a una cittadina fittizia della Svezia centrale, chiamata Wadköping. (Il museo è stato istituito nel 1965.) Una curiosità che mi indurrà a fare ulteriori indagini è che Bergman visse sei anni della sua vita a Firenze, e lo ricorda una targa sul palazzo dove abitava. Da scoprire la prossima volta che capito in centro a Firenze! Il tipo mi incuriosisce anche perché è contemporaneo del mio poeta ungherese preferito, e la sua foto mi ha subito ricordato lui (Endre Ady) anche fisicamente. Vedete un po' voi se non si assomigliano: una foto di Bergman e una foto di Ady. Sarà anche lo stile delle fotografie dell'epoca...

Ma tornando al weekend: domenica poi abbiamo fatto una gita fuori porta. Dopo aver consultato la mia guida della Svezia (Lonely Planet), ho scelto la direzione ovest. Destinazione: il lago Vänern, il lago più grande della Svezia (5.650 km2), più precisamente la città di Karlstad alla sua estremità nord. Qui in riva a uno dei numerosi canali che portano al fiume abbiamo visto una serie palazzi moderni che avevano il porticello privato, con le barche a motore sotto casa.


Poi abbiamo un visto un altro bellissimo parco (in Svezia non mancano), sempre a Karlstad, con tanto di parco giochi, minizoo, teatro all'aperto, villaggio d'epoca ricostruito e casa degli uccelli con tutte le spiegazioni per i bambini. Sulla strada di ritorno ci siamo fermati a Kristinehamn a vedere una statua di Picasso esposta sulla riva del lago per accogliere le barche approdano nel porto. E' la statua più grande di Picasso,  alta 15 metri, fatta di calcestruzzo, che è stato però solo ideato da Picasso e realizzato da un altro scultore norvegese, Carl Nesjar, amico di Picasso (nel 1965).


Ma la tappa a Kristinehamn è stata interessante e meritevole non tanto per Picasso (che a dire il vero non capisco, e non mi sono mai neanche impegnata per capirlo), ma piuttosto per le casette di legno lungo la riva del lago, veramente idilliache. Ecco due esempi:



L'ultima tappa sulla via di ritorno è stata l'ultima casa di Alfred Nobel, trasformata in un museo, vicino a Karlskoga. Purtroppo era chiuso e non c'era un'anima viva nei dintorni, ma abbiamo fatto una passeggiata tra i diversi edifici lo stesso. Lì abbiamo trovato anche questo cartello che indica la distanza dei luoghi della vita Alfred Nobel:

In generale c'era poca gente in giro, e ogni posto mi ha dato l'impressione di essere stato ideato per l'estate. Gli svedesi sembrano un popolo che dorme la metà dell'anno per poter stare sveglio l'altra metà. Un popolo che vive in simbiosi con la natura. Adesso purtroppo inizia il periodo del letargo, ma credo che quando arriva l'estate diventi il paese delle meraviglie.