martedì 30 novembre 2010

Altre particolarità delle case svedesi

Nel primo post sulla nuova casa, ovviamente, non sono riuscita a raccontare tutto, ed è da tempo che stavo pensando di scriverne un altro. Oltre al bagno senza box doccia e bidet, il linoleum per terra, la lavanderia condominiale e l'immagine dell'omino impiccato da un bidone in ascensore, ci sono altre piccole particolarità che mi hanno colpito nella mia nuova abitazione. Premetto che tutto ciò vale per i palazzi condominiali comunali di una certa età, e non ho idea se sia vero anche per le case nuove. Andiamo con ordine...

Le finestre

Certamente finestre a doppio vetro, ma non è questa la novità, come neanche le veneziane tra i due vetri. Invece ho subito notato una strana lunga porticina al lato delle finestre che sembra far parte dell'infisso stesso. Siccome è difficile descriverla, le ho fatto una foto per farvela vedere.


(Scusate per la cattiva illuminazione, ma il contrasto con il bianco dell'esterno era proprio forte). Se apri questa porticina, vedi questo:


C'è un filtro dentro. E sulla prima foto potete notare una piccola valvola in alto su questa porticina (sì, lì nell'oscurità). Quella valvola piccola piccola serve per fare entrare aria! Per poter ricambiare l'aria in casa anche senza dover aprire la finestra. Credetemi che quando fuori tira un vento gelido di meno venti, la cosa si rivela di una certa utilità. C'è anche un'altra fessura lunga e stretta sopra le finestre che non ho fotografato. (Ancora non ho capito se abbiano funzioni differenti.)

La cassetta della posta

Non c'è. Invece c'è una fessura nella porta d'ingresso dell'appartamento, così che tutta la corrispondenza ti arriva direttamente in casa. Dato che il consumismo ha raggiunto anche la socialdemocratica Svezia, ciò significa tonnellate di pubblicità, offerte e giornalini da calpestare ogni sera che arrivi a casa e apri la porta. In più non è proprio piacevole sentire il botto della carta che casca per terra nell'ingresso in qualsiasi momento della giornata quando passa il postino o il ragazzo che distribuisce i volantini (senza bussare, naturalmente). Questa strana contraddizione della Svezia non l'ho ancora capita. Ma non erano loro che tengono la distanza e rispettano la tua privacy?!? A me decisamente non piace l'idea di avere un buco nella porta della mia casa dove chiunque può infilare qualsiasi cosa... (non è un buco neanche tanto stretto! sarà 25 per 6-7 centimetri).

Il citofono

Neanche questo c'è. La porta giù è aperta fino alle 21, dopodiché soltanto i condomini possono entrare con la chiave. Adesso, nell'era dei cellulari, la cosa non mette in particolare difficoltà gli abitanti, ma mi chiedo io come facevano vent'anni fa. Se volevi fare una visita a sorpresa a un tuo amico o semplicemente passavi di lì e volevi salutarlo dopo le 21 di sera, come facevi?!? La so la risposta: non lo facevi. (Anche perché mi è difficile immaginare uno svedese che urla davanti a una casa per attirare l'attenzione dell'amico che abita al quarto piano.) E ora che ci penso è anche abbastanza consono con lo stereotipo svedese: niente sorprese, tutto progettato (come i turni in lavanderia preprogrammati, limitati a massimo un bucato alla settimana), niente spontaneità, per carità!

Su questo punto urge un aggiornamento però. Nel 2010 gli svedesi sembrano essersi accorti di tale carenza. Qualche settimana fa mi era arrivata una lettera dal Comune (il mio padrone di casa) con un questionario in cui mi chiedevano se volevo che installassero il citofono nel nostro palazzo. Secondo il principio democratico lo installeranno se metà dei condomini lo desidera. Io ho risposto di non volerlo, data la quantità di persone che mi vengono a trovare in questa casa ogni giorno e la ormai fiorente era del cellulare e dello squillo (lo squillo: istituzione sconosciuta fuori dall'Italia, credetemi, pure un ungherese è capace di mandarti un sms solo per dirti "ok"), non trascurando poi il fatto che un po' mi aumenterebbe l'affitto. Proprio oggi mi è arrivata un'altra lettera in cui mi comunicano che più del 51% dei condomini ha scelto di installare il citofono, quindi adesso aspetto trepidante questa rivoluzione dei porttelefoner.

Oggi sono in vena sarcastica... si capisce, vero? ;)

venerdì 26 novembre 2010

Pippi e l'Europa dell'Est: ricordi d'infanzia

Stamattina il Doodle di Google mi informava che Pippi Calzalunghe oggi compie 65 anni. A questo punto devo confessare: prima di iniziare a interessarmi alla Svezia non avevo la minima idea di chi fosse questa Pippi! So che è molto famosa anche in Italia, ma io sono cresciuta in Ungheria e non l'ho mai conosciuta. Eppure anche la versione ungherese di Google la festeggia. Ma io "Harisnyás Pippi" non l'avevo mai sentita nominare quando ero piccola. Allora la cosa mi ha fatto incuriosire: sono l'unica imbecille che non la conosce o da noi davvero non era così popolare? Ho fatto una ricerca veloce su internet, ma non ho trovato granché. Né un video doppiato in ungherese, né un sito ungherese che la celebrasse. Nemmeno su Wikipedia niente... Comunque so che è stato tradotto in ungherese e pure i film sono stati trasmessi in tv, ma non mi sembra così tanto conosciuta. Può darsi che era famosa negli anni Settanta? Dovrei chiedere ai miei...

Astrid Lindgren (1907-2002)
Quindi, sarà stata famosa quarant'anni fa e poi finita nel dimenticatoio? Sinceramente, conoscendo la storia del mio paese, ho i miei dubbi... Sono cresciuta con cartoni completamente diversi dai bambini italiani o svedesi. Infatti, tra i miei amici italiani ha spesso destato stupore che ignoro completamente tutta la cultura "cartonistica" giapponese. Ricordo un allenamento di pallavolo interamente dedicato all'argomento, e ai ragazzi che mi prendevano in giro: come non conosci Mila e Shilo?!? Ebbene sì, non li conoscevo prima di andare in Italia. Sebbene fossimo soltanto a qualche centinaio di chilometri da voi, tra di noi c'era una cortina di ferro. E si sa che ogni dittatura degna di questo nome filtra quello che può arrivare nel paese, cultura e arte in primis.

Adesso colgo l'occasione per farvi vedere che cartoni guardavo io da piccola, insieme ai miei piccoli compagni dei paesi del blocco sovietico. Poi con gli anni Novanta è arrivato il cambio di regime e Disney... (io sono nata nel 1980). A dire la verità, negli Ottanta alcuni cartoni occidentali c'erano già (per esempio i simpaticissimi Puffi, in ungherese: Hupikék törpikék), ma non quelli giapponesi.

A kockásfülű nyúl (Il coniglio dalle orecchie a quadri), cartone animato ungherese:


Süsü, a sárkány (Süsü, il drago): un mito! Qualsiasi ungherese della mia età vi saprebbe cantare a memoria la canzoncina che sentite nell'intro. (E' un film, non una serie.)



Vuk (1981): cartone ungherese (di nuovo un film, non una serie). La storia di una piccola volpe (Vuk è il suo nome) che perde la propria famiglia e deve cavarsela da solo nella foresta.


A nagy ho-ho horgász (Il grande pe-pe pescatore): cartone animato ungherese



Mézga család: un cartone animato ungherese che hanno trasmesso anche in Italia, sotto il titolo La famiglia Mezil (Mézga era troppo difficile?!? Mezil suona turco più che ungherese... anche se è un cognome immaginario).


E per citare anche qualche cartone proveniente da altri paesi compagni che guardavo da piccola:

Lolka és Bolka (in originale Lolek i Bolek): cartone animato polacco muto



Kisvakond a városban (La piccola talpa in città): cartone animato cecoslovacco, qui doppiato in ungherese



E la lista potrebbe continuare ancora a lungo...

mercoledì 24 novembre 2010

False Friends

Trovo simpatica questa espressione "falsi amici". E' curioso che diano un nome così buffo a un concetto linguistico proprio ufficialmente, ma rende perfettamente il significato. Attento a queste parole che ti fregano! Sembrano amici, ma non lo sono! :)
Io sinceramente ne avevo sentito parlare la prima volta in vita mia quando mi hanno spiegato gli italiani di avere questa difficoltà in più con l'inglese. Quando studiavo l'inglese io (la lingua che iniziai a studiare già alle elementari, mentre l'italiano lo cominciai solo alle superiori), il problema non si è mai posto. Mentre tra l'italiano e l'inglese i falsi amici sono numerosi, tra l'ungherese e qualsiasi altra lingua gli esempi sono pochi. 
Tra l'ungherese e l'italiano c'è un solo falso amico: la parola kurva, che in ungherese (e non solo) è la parolaccia per prostituta. Questo è del resto un falso amico anche con lo svedese, che pure la scrive con la k. (Infatti, c'è una località adiacente a Stoccolma, Kungens Kurva, che fa proprio ridere gli ungheresi, perché sembra che si tratti della prostituta del re...)



Adesso, studiando lo svedese, mi diverto a scoprire i falsi amici con l'inglese. A sentire parlare gli svedesi può sembrare che siano fissati con la biancheria intima, ma il famoso bra che mettono in ogni frase in realtà non ha niente a che fare con il reggiseno, ma significa semplicemente bene. Poi, se una persona è dog, non vuol dire che è un cane, ma che è morta, che è cosa ben diversa... Oppure se uno svedese va a fare un semester, non è che sta via sei mesi, ma semplicemente va in vacanza. Se invece sta via per un timme, non è un'assenza a tempo indeterminato, ma solo per un'ora. Così, se ti chiedono se sei gift, non vogliono sapere se sei mai stato un regalo per qualcuno (per quanto possa sembrare un'idea poetica), ma semplicemente se sei sposato. (La stessa parola "gift" significa anche veleno in svedese, il che si presta a fraintendimenti più spiacevoli.)

E' divertente studiare le lingue, non è vero?

domenica 21 novembre 2010

Paperelle sulla neve

Ieri mattina quando sono uscita di casa mi sono imbattuta  in un gruppo di anatre sulla neve accanto al palazzo di fronte, e addirittura in una sola soletta sulla rampa del garage. Oggi sono andata a fotografarle. Abito a cento metri dal fiume.


Sembrava una vera e propria invasione di papere. Si sono avvicinate anche alle case.



Ma come fanno a non congelarsi in questa acqua? Non dovrebbero essere già in Africa loro?!? Avranno fatto male i conti... Effettivamente la neve è arrivata un po' presto quest'anno.


Si era intrufolato anche un estraneo:

 Alcune anatre erano in disparte a chiacchierare.


Altre in coppia:


Mi sono fermata a osservarle un po'. A un certo punto è arrivato un altro gruppetto di anatre, due maschi e tre femmine. Uno dei maschi ha iniziato a punzecchiare con il becco il maschio della coppia allontanandolo dalla femmina. Sarà stato geloso? :)

Curiosità: le papere in italiano fanno qua qua qua, in ungherese fanno háp háp háp.

venerdì 19 novembre 2010

Stato di avanzamento

Il titolo di questo post è in "dottorandesco" (lo stato di avanzamento è della tesi e deve essere presentato nella forma di una relazione alla fine di ogni anno o semestre), ma questa volta si riferisce alla mia permanenza in terra svedese. Oggi sono tre mesi che mi sono trasferita in Svezia, quindi è arrivato il momento di fare i primi conti. All'arrivo mi ero prefissata qualche missione, come forse ricordate, e dopo tre mesi posso già fare una valutazione circa la fattibilità di quei progetti extra lavoro.

Prima di tutto LA LINGUA. Speravo di essere più veloce nell'apprendimento dello svedese, ma purtroppo non riesco a dedicargli troppo tempo. Sto frequentando due corsi, ma entrambi consistono di una sola lezione alla settimana, e al corso del Comune l'insegnante sta procedendo con la velocità di una lumaca. Questa settimana sono arrivati dei nuovi studenti ancora e lui ci ha fatto ripetere l'alfabeto e altre cose  fatte mille volte. Il corso dell'università è più veloce ed utile, probabilmente perché l'insegnante è più  esigente. Lì ho appena iniziato il secondo corso, e sto aspettando il risultato dell'esame del primo.
Comunque non mi lamento, ho le mie piccole soddisfazioni. Oltre a salutare e ringraziare sempre in svedese, ognitanto riesco a mettere insieme una frase. Proprio oggi ho avuto una mini-conversazione con due colleghe che sono state molto gentili e pazienti con me. Il problema non è tanto come farmi capire, ma  piuttosto come capire loro. Purtroppo trovo ancora difficile comprenderli quando parlano, anche se ormai riesco a individuare diverse parole. La lettura va decisamente meglio.

In questo video invece il re svedese parla lentamente, quindi è abbastanza comprensibile. La regina invece parla con accento tedesco. Di quello che dicono Daniel e Victoria capisco poco, ma sono simpaticamente emozionati entrambi. Il titolo del video: Qui Victoria e Daniel parlano al popolo svedese per la prima volta.
 


Per quanto riguarda LA PALLAVOLO, non ho ancora trovato nessuna squadra, ma per ora ho sospeso la ricerca, perché non sento stabile il ginocchio. Mi sto rendendo conto che dovrei fare degli allenamenti pesanti per farmi la giusta muscolatura, e due volte un'oretta alla settimana in palestra non sono sufficienti, ma di più non ho voglia. Dopo un po' la palestra mi annoia, ma è l'unico modo adesso per muovermi un po' (poi ho una vita molto più sedentaria qui che a Firenze dove correvo tra mille lavori e andavo a lavorare a piedi). Le alternative sarebbero la corsa o il nuoto, ma gli sport monotoni purtroppo non fanno per me. Vedremo...
Il campionato nazionale dei professionisti è già cominciato, ma quando le ragazze di Örebro hanno fatto la loro prima partita ero a Stoccolma. Andrò senz'altro a vedere la prossima partita che giocheranno in casa, sono proprio curiosa, e l'atmosfera delle partite dal vivo mi è sempre piaciuta molto. Speriamo che ci sia un po' di pubblico...

Infine, quanto alla MISSIONE ARTE, avete visto i risultati... :) Qui a Örebro non ho ancora visitato la fortezza e il museo locale. Sto aspettando l'occasione per andarci magari in compagnia.

Nel mio post di fine agosto ho messo una foto chiedendovi di indovinare cosa raffigura  (parte di una statua famosa),  ma nessuno mi ha risposto. E' la mia foto preferita di Firenze (nel senso che la preferita tra quelle che ho fatto io). Adesso ci riprovo! :)